{"id":9492,"date":"2026-07-20T09:51:12","date_gmt":"2026-07-20T07:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9492"},"modified":"2026-07-20T13:02:16","modified_gmt":"2026-07-20T11:02:16","slug":"7-sonntag-nach-trinitatis-pfr-spitzenberger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/7-sonntag-nach-trinitatis-pfr-spitzenberger\/","title":{"rendered":"VII Domenica dopo Trinitatis \u2013 Pastore Spitzenberger"},"content":{"rendered":"<p>Ebrei 13. 1-3<\/p>\n<p>Una delle differenze pi\u00f9 grandi tra Germania e Italia \u00e8, secondo me, care Sorelle e cari Fratelli, la<br \/>\nconvivialit\u00e0. Mangiare \u00e8 pi\u00f9 di un fine limitato a se stesso. Per i nostri ospiti tedeschi, fu gi\u00e0 una bella<br \/>\nimpresa quella di mangiare per cinque ore, alle nostre nozze in Piemonte. Stare seduti, alzarsi in piedi,<br \/>\nriunirsi sempre di nuovo. Proprio nei giorni speciali, che si tratti di compleanni o di altre feste, e anche la<br \/>\ndomenica, in molti luoghi si riuniscono molte persone. Si mangia e si beve, ma, ancor pi\u00f9, ci si prende il<br \/>\ntempo gli uni per gli altri. Alcuni addirittura invitano persone di cui sanno che, altrimenti, passerebbero la<br \/>\ngiornata da sole. Tutte queste cose fanno parte della convivialit\u00e0 ancor pi\u00f9 del saziarsi velocemente. E si<br \/>\nnota subito, se alla persona accanto a me passa l&#8217;appetito e se non si sente bene.<br \/>\nLa convivialit\u00e0 \u00e8 qualcosa di profondamente cristiano fin dalle origini. Negli Atti degli Apostoli, leggiamo<br \/>\ndi comunit\u00e0 giovani che, dopo la resurrezione di Ges\u00f9, si incontrano quasi ogni giorno, rompono il pane,<br \/>\ncio\u00e8 celebrano la Santa Cena, e, al termine, mangiano insieme. Hanno comunione di mensa. Leggiamo<br \/>\ninnumerevoli volte di Ges\u00f9 che si riunisce con i discepoli, mangia e beve, suscitando cos\u00ec scandalo. Non<br \/>\nsolo per il fatto che mangia e per quel che mangia, ma anche a causa di quelli con cui siede a tavola. \u00abUn<br \/>\nmangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori\u00bb (Lc 7, 34): cos\u00ec dicono di lui. Ascoltiamo<br \/>\nraccontare come con il poco furono saziati molti. Talvolta, bastano davvero cinque pani e due pesci per<br \/>\nsaziare 5000 persone. E il popolo d&#8217;Israele, nel deserto, si domanda: \u00abMan-hu\u00bb, \u00abChe cos&#8217;\u00e8 questo?\u00bb.<br \/>\n\u00abQuesto \u00e8 il pane che il Signore vi d\u00e0 da mangiare\u00bb (Es 16, 15). \u00abPanem de caelo praestitisti eis. \/ Omne<br \/>\ndelectamentum in se habentem. Dal cielo offristi loro un pane gi\u00e0 pronto senza fatica\u00bb (Sap 16, 20): cos\u00ec<br \/>\ndice la Sapienza di Salomone, con un&#8217;invocazione che \u00e8 entrata nella liturgia.<br \/>\nPane per il corpo e l&#8217;anima. Ci\u00f2 che noi celebriamo sull&#8217;altare ha effetti sulla nostra vita. La fame di pane<br \/>\ndi vita, di Ges\u00f9 Cristo, che riceviamo nella Santa Cena, \u00e8 fame di vita. Di essere salvi. Di giustizia. Di<br \/>\ncomunione e solidariet\u00e0. Dio placher\u00e0 entrambe: la fame del corpo e la fame dell&#8217;anima. E baster\u00e0 ad<br \/>\nognuno. \u00abOgnuno ne raccolga quanto gli basta per il suo nutrimento\u00bb, \u00e8 l&#8217;istruzione di Mos\u00e8 (Es 16, 16).<br \/>\nDi tanto hai bisogno. \u00c8 in questa direzione che la Lettera agli Ebrei guida il nostro sguardo. Tre brevi<br \/>\nversi di essa ci sono prescritti per oggi. Vuole incoraggiare i cristiani, che sono diventati stanchi, a non<br \/>\ndismettere la fiducia in Dio (Ebr 10, 35). Quella indirizzata alla comunit\u00e0 di Roma, perseguitata, pi\u00f9 che<br \/>\nuna lettera \u00e8 una predica, un discorso motivazionale. In mezzo al pericolo. In mezzo al dolore. E sentiamo<br \/>\ndire:<br \/>\n1 L&#8217;amore fraterno rimanga tra di voi. 2 Non dimenticate l&#8217;ospitalit\u00e0; perch\u00e9 alcuni, praticandola, senza<br \/>\nsaperlo hanno ospitato angeli.<br \/>\n3 Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro; e di quelli che sono maltrattati, come se<br \/>\nanche voi lo foste! (Hebr 13,1-3)<br \/>\nQuando la giovane comunit\u00e0 s&#8217;incontra, quando ha comunione di mensa con Dio e tra i membri, allora<br \/>\ndevono esserci quelli che non se la passano bene. Prigionieri, maltrattati, stranieri. La comunit\u00e0 sa per<br \/>\nesperienza propria che cosa significhi essere perseguitati, estromessi, maltrattati, derisi, perch\u00e9 anche voi<br \/>\nvivete nel corpo. Amore di fratelli, di sorelle. Non solo dentro il proprio nucleo, dentro la propria famiglia,<br \/>\ndentro la cerchia degli amici, ma in riferimento a tutta la comunit\u00e0.<br \/>\nNon \u00e8 che il dovere supremo sia amare prima la propria famiglia, poi il vicino, poi la comunit\u00e0 locale, poi<br \/>\ni concittadini, e solo poi il resto del mondo. Se Cristo stesso \u00e8 Signore e fratello, allora noi siamo parte<br \/>\ndella sua nuova famiglia. \u00c8 a lui che guardiamo, che \u00e8 Sgnore della nostra vita e, al tempo stesso, fratello<br \/>\nche, camminando al nostro fianco, cammina con noi attraverso la vita. Guardare a lui significa, pertanto,<br \/>\nguardare anche a destra e a sinistra. Non dimenticate l&#8217;ospitalit\u00e0.<br \/>\nQuesto speciale apprezzamento della filoxenia, dell&#8217;ospitalit\u00e0, lo troviamo nel mondo antico. Ma, appunto,<br \/>\nva oltre la famiglia. Quelli cui si pensa sono i viandanti, magari altri cristiani, che sono in cammino.<br \/>\nAccoglierli, perch\u00e9 senza saperlo alcuni hanno ospitato angeli. Messaggeri di Dio, che magari hanno<br \/>\nportato prospettive nuove. Nella fede o nella vita. Magari sar\u00e0 capitato anche a voi di non avere alcuna<br \/>\nvoglia di andare ad un certo appuntamento, ad un certo incontro e poi, una volta l\u00ec, si apre una prospettiva nuova.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Non avrei mai pensato che&#8230; Non l&#8217;avevo ancora vista cos\u00ec&#8230; Mi \u00e8 gi\u00e0 successo, ogni tanto, durante<br \/>\nl&#8217;incontro in giardino o con i molti viaggiatori e gruppi che vengono da noi. Incontrando persone che<br \/>\nparlano in modo completamente nuovo di Dio e di questa citt\u00e0. E che talvolta, anche qui, nella nostra<br \/>\ncomunit\u00e0, trovano una casa temporanea. Venire per riunirsi, pr condividere pane e vino, comunione di<br \/>\nmensa. L&#8217;ospite reca con s\u00e9, talvolta, Dio e la rete della comunit\u00e0 si estende oltre il proprio spazio di<br \/>\nprossimit\u00e0, la propria famiglia, per raggiungere le sfere celesti. E queste altezze celesti ci rimandano poi<br \/>\ndi nuovo sulla terra. Come cantano gli angeli? \u201cGloria a Dio nell&#8217;alto dei cieli e pace in terra agli umani<br \/>\ndi buona volont\u00e0\u201d: cos\u00ec \u00e8 nella preghiera, nella provvidenza, nelle visite c&#8217;\u00e8 posto nella vita per prigionieri<br \/>\ne maltrattati, c&#8217;\u00e8 un posto riservato alle persone che hanno bisogno della nostra attenzione amorevole in<br \/>\nmezzo alla vita.<br \/>\nQuest&#8217;idea \u00e8 meravigliosa: perfino nel pieno della situazione pi\u00f9 difficile, c&#8217;\u00e8 ancora posto per il mio<br \/>\nprossimo. E dalla carenza, dal poco, Dio pu\u00f2 trarre qualcosa di grande. Il nutrimento dato ai 5000 e la<br \/>\nmanna nel deserto lo affermano. S\u00ec, Dio entra nella situazione di carenza. Ma non solo in quella del mio<br \/>\nprossimo, in quella degli altri. Nella Santa Cena, Dio mi fa gustare la sua promessa: che entrer\u00e0 nei miei<br \/>\nerrori; che mi dona nuovo inizio e comunione con lui. Mi si posa sulla lingua. La mia vita accoglie la sua<br \/>\nvita. Radicalmente. A partire dalle radici. \u201cPrendete e mangiate. Queste parole comprendono tutti i misteri<br \/>\ndella morte e della resurrezione\u201d, scrive Lutero (WA 9,660).<br \/>\nChi, nella fede, si affida a queste parole, ha il perdono del peccato e la vita eterna. Poich\u00e9 Cristo stesso<br \/>\nagisce mediante queste parole. Poich\u00e9 parla insieme del suo corpo e del semplice pane. Prendete e<br \/>\nmangiate. Qui, la tua vita \u00e8 protetta e sostenuta. Qui c&#8217;\u00e8 la tua assicurazione contro colpa e morte eterna. \u00c8<br \/>\nnotevole che qui a Roma la Santa Cena sia celebrata ogni due settimane. Che ci\u00f2 sia importante per la<br \/>\ncomunit\u00e0 e per il suo consiglio. Molte comunit\u00e0 evangeliche, purtroppo, hanno un po&#8217; perso di vista<br \/>\nquesto. Questo grande miracolo. Questo mistero eterno. Che Cristo si dona nella Santa Cena. Che si posa<br \/>\nsulla tua lingua. Che vuol essere con te completamente, cos\u00ec che tu possa gustarlo. La comunione di<br \/>\nmensa con lui e tra di noi. E la pace che proviene dall&#8217;altare. Nelle persone che fanno la sua volont\u00e0.<br \/>\nMangiare e bere, avere comunione di mensa tengono insieme corpo e anima. Quel che mi \u00e8 chiaro, ancora<br \/>\nuna volta, qui in Italia, vale proprio nel sacramento della Santa Cena. \u00c8 la promessa di Dio a sostenermi.<br \/>\nChe \u00e8 lui stesso ad essere, per me, provvista per il viaggio. Che ha per me un posto alla sua tavola. E lo ha<br \/>\nper il mio prossimo.<br \/>\nAmen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ebrei 13. 1-3 Una delle differenze pi\u00f9 grandi tra Germania e Italia \u00e8, secondo me, care Sorelle e cari Fratelli, la convivialit\u00e0. Mangiare \u00e8 pi\u00f9 di un fine limitato a se stesso. 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