{"id":9484,"date":"2026-07-12T09:29:42","date_gmt":"2026-07-12T07:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9484"},"modified":"2026-07-12T09:29:42","modified_gmt":"2026-07-12T07:29:42","slug":"6-sonntag-nach-trinitatis-pfr-dr-jonas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/6-sonntag-nach-trinitatis-pfr-dr-jonas\/","title":{"rendered":"VI Domenica dopo Trinitatis &#8211; Pastore Dr. Jonas"},"content":{"rendered":"<p>Deuteronomio 7, 6-12<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Infatti tu sei un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio. Il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. 7 Il SIGNORE si \u00e8 affezionato a voi e vi ha scelti, non perch\u00e9 foste pi\u00f9 numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, 8 ma perch\u00e9 il SIGNORE vi ama: il SIGNORE vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha liberati dalla casa di schiavit\u00f9, dalla mano del faraone, re d&#8217;Egitto, perch\u00e9 ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri. 9 Riconosci dunque che il SIGNORE, il tuo Dio, \u00e8 Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bont\u00e0 fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti, 10 ma a quelli che lo odiano rende immediatamente ci\u00f2 che si meritano, e li distrugge; non rinvia, ma rende immediatamente a chi lo odia ci\u00f2 che si merita. 11 Osserva dunque i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che oggi ti do, mettendoli in pratica.<\/em><em><br \/>\n12 Se darete ascolto a queste prescrizioni, se le osserverete e le metterete in pratica, il SIGNORE, il vostro Dio, manterr\u00e0 con voi il patto e la bont\u00e0 che promise con giuramento ai vostri padri.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cara Comunit\u00e0,<\/p>\n<p>su quale suolo stiamo?<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il fondamento?<\/p>\n<p>Della nostra vita, della nostra felicit\u00e0, del nostro destino?<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il fondamento della nostra Chiesa e della nostra comunit\u00e0?<\/p>\n<p>Che cosa ci d\u00e0 sicurezza? Su quale suolo stiamo?<\/p>\n<p>\u00c8 la nostra forza, la nostra prestazione, la nostra salute e la nostra previdenza finanziaria?<\/p>\n<p>E, per quanto concerne la nostra comunit\u00e0:<\/p>\n<p>\u00e8 la sua tradizione e la sua storia, \u00e8 la sua forza e il suo impegno per il Bazar e in altre occasioni, \u00e8 la sua fama nell&#8217;ambiente ecumenico romano o addirittura il suo pastore?<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 che sostiene?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La meravigliosa Parola di Dio, tratta dal Deuteronomio, parla chiaro. In modo amorevole ma, al tempo stesso, disarmantemente chiaro.<\/p>\n<p>La domanda di fondamento e base, di sicurezza e futuro, riguardo al popolo di Dio, trova risposta:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>tu sei un popolo sacro per il Signore, tuo Dio. Il Signore, tuo Dio, ti ha scelto come suo tra tutti i popoli.<\/p>\n<p>Col profeta Isaia, potremmo aggiungere:<\/p>\n<p><em>o Israele: \u00abNon temere, perch\u00e9 io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!\u00bb.<\/em> (Is 43, 1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 <em>l&#8217;appartenenza<\/em> a dare sostegno.<\/p>\n<p>Tu sei mio. Dio ti ha scelto come sua propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che, al primo impatto, si ascolta volentieri, in noi suscita anche resistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da una parte, in quanto persone moderne, illuminate, non ci piace essere propriet\u00e0 di qualcuno, ma ci piace essere individui liberi.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, tendiamo a definirci in base alle nostre prestazioni e meriti, pi\u00f9 che in base alla nostra relazione con Dio.<\/p>\n<p>Quante volte, in questa comunit\u00e0, mi \u00e8 capitato di sentir dire quanto qualcuno <em>ha fatto<\/em> e quanto <em>ha lavorato<\/em> per il Bazar o per il gruppo donne o per altre attivit\u00e0! Tutto questo \u00e8 meraviglioso e merita il massimo riconoscimento!<\/p>\n<p>Ma ho sentito di rado dire \u201cfaccio parte di questa comunit\u00e0 perch\u00e9 qui trovo sostegno e <em>accesso al mio Dio<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Perfino nella fede, perfino come cristiani, perfino come luterani nell&#8217;Italia cos\u00ec cattolica, tendiamo a definirci in base alle nostre <em>azioni<\/em>. \u201cIo ho&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Ma Dio ci interrompe subito, mentre facciamo quest&#8217;elenco, dicendo: \u201cIo ti ho chiamato per nome, tu sei mio\u201d.<\/p>\n<p>Non dice: \u201cTi lascio farmi l&#8217;elenco di tutto quel che hai fatto e di quanto sei capace di fornire prestazioni e poi, forse, decido di sceglierti.\u201d<\/p>\n<p>Dice: \u201ctu sei mio.\u201d Ancor prima che noi facciamo qualcosa per lui, gi\u00e0 nel battesimo, gi\u00e0 da lattanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 come con l&#8217;amore di una madre, che non ama il figlio neonato per le sue prestazioni, che non ci sono!, ma soltanto per la relazione, per l&#8217;appartenenza: \u201ctu sei mio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 difficile farselo piacere, perch\u00e9 noi tutti non siamo pi\u00f9 bambini piccoli n\u00e9 bambini n\u00e9 vogliamo pi\u00f9 esserlo. Ma nella fede, nella relazione con Dio questa, purtroppo, \u00e8 la verit\u00e0. Perch\u00e9, altrimenti, la Bibbia ci chiamerebbe, in cos\u00ec tanti passi, \u201cfigli di Dio\u201d? Perch\u00e9, altrimenti, Ges\u00f9 prenderebbe ad esempio i bambini, dicendo: <em>\u201cchiunque non avr\u00e0 ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrer\u00e0 affatto\u201c<\/em> (Mc 10, 15)?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi siamo definiti a partire da Dio, dalla <em>nostra relazione con lui<\/em> e non dalle nostre prestazioni in questo mondo.<\/p>\n<p>E questa relazione \u00e8 piuttosto unilaterale. In questa relazione c&#8217;\u00e8 un&#8217;asimmetria evidente. <em>Dio<\/em> ti ha scelto come sua propriet\u00e0 tra tutti i popoli.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, pi\u00f9 tardi, lo dir\u00e0 in modo ancora pi\u00f9 netto: \u201cnon voi avete scelto me, ma io ho scelto voi\u201d (Gv 15, 16).<\/p>\n<p><em>Dio<\/em> ha stabilito questa relazione. \u00c8 lui il primo. \u00c8 lui che fa le regole. \u00c8 lui che ha tutto in mano. Una giovane collega ha criticato tale asimmetria. Questa relazione con Dio non le piace. Vorrebbe un rapporto tra partner, libero e alla pari. Dio e l&#8217;essere umano come partner paritari, che si avvicinano o che possono andare ognuno per la propria strada&#8230;<\/p>\n<p>Ma Dio \u00e8 il creatore e noi siamo sue creature!<\/p>\n<p>Egli \u00e8 il Signore e noi siamo creta nelle sue mani (Ger 18, 6)!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dio e l&#8217;essere umano non sono <em>mai<\/em> sullo stesso piano; non procedono mai dalle medesime premesse. Egli \u00e8 colui che non subisce condizioni e noi siamo condizionati da ogni genere di premesse; siamo limitati, definiti.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 gi\u00e0 un miracolo che questo Dio infinitamente sublime ed eterno si interessi a noi e che si chini verso noi in basso, offrendoci una relazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Signore ti ha scelto come sua propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la relazione. Questa \u00e8 una relazione salvifica. Questa \u00e8 la comunione che ci sostiene e ci regge.<\/p>\n<p>Ma, appunto, \u00e8 una relazione asimmetrica. <em>\u00c8 lui<\/em> che \u00e8 il Signore!<\/p>\n<p>Ed \u00e8 lui che fa le regole: <em>\u201c<\/em><em>Osserva dunque i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che oggi ti do, mettendoli in pratica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 una moda singolare del cristianesimo del tempo presente, che (con bellurie democratiche) si elimini ogni gerarchia nella relazione con Dio, facendo di Dio un semplice partner al proprio fianco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dio \u00e8 il Signore! E noi siamo sue creature.<\/p>\n<p>\u00c8 come nel rapporto tra madre e lattante. Anche questa relazione \u00e8 asimmetrica; ma, appunto, lo \u00e8 anche l&#8217;amore incondizionato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amore, relazione e umilt\u00e0 nella relazione con Dio vanno pensati insieme: questa \u00e8 la forza del V libro di Mos\u00e8, il Deuteronomio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dio ama, sceglie, lega a s\u00e9, salva e sollecita affinch\u00e9 questo legame sia giusto e venga vissuto coerentemente. Ci\u00f2 \u00e8 espresso in modo meraviglioso. Il Nuovo Testamento non cambier\u00e0 questa dinamica, ma la approfondir\u00e0 ulteriormente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci siamo resi conto che la Sacra Scrittura non raffigura il nostro rapporto con Dio come contratto n\u00e9 come calcolo n\u00e9 come formula fisica, ma come amore. Ci sono molte religioni in cui la categoria dell&#8217;amore non compare.<\/p>\n<p>Nel caso del nostro Dio, non solo esso compare, ma \u00e8 la guida. \u00c8 appassionato; appassionato al punto da non escludere il dolore, ma da immolarsi fino alla morte in croce per portarci a casa in un abbraccio insanguinato.<\/p>\n<p>Non dico che tutto ci\u00f2 sia per noi senza alcuna pretesa. Ma, onestamente, l&#8217;amore autentico \u00e8 sempre anche una pretesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E noi dobbiamo accettare quest&#8217;amore che sceglie, che \u00e8 appassionato e premuroso, a prescindere da tutte le prestazioni, i paragoni e i bilanci dei successi conseguiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come \u00e8 scritto, nel Deuteronomio?<\/p>\n<p>\u201c<em>Il SIGNORE si \u00e8 affezionato a voi e vi ha scelti, non perch\u00e9 foste pi\u00f9 numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, ma perch\u00e9 il SIGNORE vi ama\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Israele, allora, \u00e8 grande o piccolo?<\/p>\n<p>Nell&#8217;Antico Testamento, le risposte possono essere molto diverse.<\/p>\n<p>Naturalmente, Israele fu sempre piccolo, in confronto ai suoi grandi vicini.<\/p>\n<p>Ma comunque divenne grande in Egitto, troppo grande per il faraone. Naturalmente, fur sempre anche forte, tanto da far arretrare altri popoli.<\/p>\n<p>Naturalmente, Dio aveva promesso ad Abraamo:<\/p>\n<p><em>\u00abGuarda il cielo e conta le stelle, se le puoi contare\u00bb. E soggiunse: \u00abTale sar\u00e0 la tua discendenza\u00bb <\/em>\u00a0(Gn 15, 5).<\/p>\n<p>Vediamo che la grandezza e la potenza e la forza d&#8217;Israele non costituiscono mai la premessa per l&#8217;amore di Dio, ma ne sono sempre la conseguenza!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Grande o piccolo, importante o irrilevante:<\/p>\n<p>tutto sta nell&#8217;autodefinizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra comunit\u00e0 \u00e8 piccola o grande, importante o irrilevante?<\/p>\n<p>Tutto sta nell&#8217;autodefinizione.<\/p>\n<p>Naturalmente, in base ai numeri siamo piccoli, in via di scomparsa. Naturalmente, il nostro influsso \u00e8 molto limitato e la nostra storia \u00e8 giovane. Naturalmente, siamo solo parte della CELI.<\/p>\n<p>Ma siamo anche sempre importanti. Talvolta, anche in modo sproporzionatamente grande: quando i media tedeschi si interessano pi\u00f9 a noi che a comunit\u00e0 molto pi\u00f9 grandi in Germania; quando il papa ci ha fatto visita; quando veniamo presi sul serio e stimati in ambito ecumenico. [Ringrazio qui i nostri amici presenti, Padre Agostino e Matthew Lafferty per la loro fraterna fedelt\u00e0!].<\/p>\n<p>Siamo stati importanti, quando qui, pur con tutti i limiti, abbiamo offerto alle persone sostegno e connessione. [Ringrazio qui tutti coloro che, in questa comunit\u00e0, vi hanno contribuito; in particolare, il Consiglio e il suo Presidente].<\/p>\n<p>Grande o piccolo: tutto sta nell&#8217;autodefinizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sei grande o piccolo, importante o irrilevante, significativo o facilmente trascurabile?<\/p>\n<p>Puoi domandartelo, Israele. Puoi domandartelo, Christuskirche. Puoi domandartelo, tu, che tu sia italiano o tedesco, ricco o povero, vecchio o giovane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Grande o piccolo: tutto sta nell&#8217;autodefinizione.<\/p>\n<p>No! Non nell&#8217;<em>auto<\/em>definizione, ma nella definizione data da <em>Dio.<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u00c8 lui<\/em> che dice a Israele quanto vale.<\/p>\n<p><em>\u00c8 lui<\/em> che ti dona i momenti in cui ti senti davvero prezioso e accettato.<\/p>\n<p><em>\u00c8 lui<\/em> che, alla fine, giudica la nostra vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passare dall&#8217;autodefinizione alla definizione da parte di Dio \u00e8, in effetti, la sintesi di tutto il Vangelo.<\/p>\n<p>Non far determinare dagli altri la mia vita, il mio valore, la mia grandezza o il mio umore, ma farli determinare dal Dio eterno, vivente, vero: questo \u00e8 il passo nella luce.<\/p>\n<p>La tua vera grandezza non la riconosci guardando al conto corrente, ma all&#8217;agire del tuo creatore.<\/p>\n<p>La tua vera bellezza non la vedi guardandoti allo specchio, ma nell&#8217;aspetto impeccabile di Ge\u00f9, che il creatore ti attribuir\u00e0.<\/p>\n<p>Il tuo vero valore non lo riconosci guardando alle tue prestazioni, ma guardando negli occhi di Ges\u00f9 Cristo, che guarda a te anche quando tu sei completamente in basso.<\/p>\n<p>Dall&#8217;autodefinizione alla definizione da parte di Dio.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il passo che la dottrina luterana ha sempre posto al centro.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il passo a compiere il quale si spera che si venga sempre invitati da questo pulpito.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il passo che non porter\u00e0 mai nel vuoto, ma in un futuro eterno. Tu sei mio!<\/p>\n<p>Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Deuteronomio 7, 6-12 \u00a0Infatti tu sei un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio. 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