{"id":9446,"date":"2026-06-21T09:19:10","date_gmt":"2026-06-21T07:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9446"},"modified":"2026-06-21T09:19:10","modified_gmt":"2026-06-21T07:19:10","slug":"3-sonntag-nach-trinitatis-pfr-dr-jonas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/3-sonntag-nach-trinitatis-pfr-dr-jonas\/","title":{"rendered":"III Domenica dopo Trinitatis &#8211; Pastore Dr. Jonas"},"content":{"rendered":"<p>Cara Comunit\u00e0!<\/p>\n<p>Come ogni anno, anche in questo in giugno, siamo nel giardino delle piante della Bibbia; questa volta ricorre l&#8217;8\u00b0 centenario della morte di Francesco d&#8217;Assisi.<\/p>\n<p>Vediamo in Francesco entusiasmo per la Natura e sensibilit\u00e0 per il creato, molto <em>prima<\/em> di ogni movimento ecologista del presente. In Francesco, a spingere a volgersi in particolare al creato <em>non<\/em> potevano essere la preoccupazione per i cambiamenti climatici, per l&#8217;esaurirsi progressivo delle rsore e per l&#8217;inquinamento ambientale.<\/p>\n<p>I motivi dovettero essere altri.<\/p>\n<p>Non fu nemmeno per un romanticismo ingenuo nel modo di considerare il creato. Francesco non fu un esteta ingenuo, capace di vedere solo il bello della Natura, tralasciandone in pericoli.<\/p>\n<p>Conobbe guerra, malattia e miseria. La Natura, per lui, non era un mondo idilliaco.<\/p>\n<p>Se non furono le preoccupazioni per l&#8217;ambiente a collegare Francesco al creato, n\u00e9 fu l&#8217;entusiasmo cieco per la bellezza, che cosa fu, allora?<\/p>\n<p>Francesco aveva motivi pi\u00f9 profondi, motivi permanenti, motivi profondamente ancorati <em>nella fede<\/em> per il suo legame con la Natura. In tal modo, \u00e8 un correttivo prezioso per taluni nostri contemporanei, anche cristiani, che s&#8217;interessano alla Natura mossi solo da entusiasmo superficiale per il bello e per il creato o che hanno gettato uno sguardo alla Natura solo in ragione dei problemi: solo da quando le temperature sono roventi e le risorse stanno diminuendo.<\/p>\n<p>Il legame con la Natura di Francesco ha motivi pi\u00f9 profondi, motivi permanenti, che oggi vi mostrer\u00f2. E, con la sua impostazione, \u00e8 molto vicino a Martin Lutero e a Paul Gerhardt.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Le altre creature sono fratelli e sorelle<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando consideriamo il Cantico delle creature di Francesco, notiamo presto che Sole e Luna, vento e fuoco sono da lui chiamati fratelli e sorella.<\/p>\n<p>Un&#8217;idea strana. Come esseri umani, possiamo chiamare fratelli e sorelle altri esseri umani che non sono imparentati con noi fisicamente.<\/p>\n<p>Come cristiani, tra noi ci chiamiamo fratelli e sorelle. Anche Friedrich Schiller, nella sua \u201cOde alla gioia\u201d, considera l&#8217;intera umanit\u00e0 come fatta di fratelli:<\/p>\n<p><em>La tua magia unisca di nuovo<\/em><\/p>\n<p><em>ci\u00f2 che l&#8217;uso severo divise;<\/em><\/p>\n<p><em>tutti gli esseri umani diventano fratelli,<\/em><\/p>\n<p><em>ovunque si posi l&#8217;ala tua leggera.<\/em><\/p>\n<p><em>Vi abbraccio, milioni!<\/em><\/p>\n<p><em>Questo bacio \u00e8 per tutto il mondo!<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;entusiastica <em>gioia<\/em> a renderci fratelli e sorelle? \u00c8 la parentela biologica?<\/p>\n<p>Oppure \u00e8 la medesima origine, \u00e8 l&#8217;unico Padre in cielo, l&#8217;unico Creatore, che ha creato tutti noi?<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec, cara Comunit\u00e0, allora Francesco ha ragione a chiamare fratelli e sorelle anche il Sole, il vento e le stelle. Sono per noi come sorelle o fratelli carnali, che Dio ci ha posto accanto: noi <em>dobbiamo<\/em> vivere con loro, che ci piaccia o no. Anche qui non si tratta d&#8217;altro che d&#8217;una sola famiglia.<\/p>\n<p>Sole, Luna e stelle, piante e animali non sono nostri fratelli e sorelle perch\u00e9 sono tanto belli oppure perch\u00e9 li troviamo carini; ma lo sono perch\u00e9 furono creati insieme con noi. Francesco, qui, non \u00e8 uno che fa vaneggiamenti esoterici, mischiando cose senz&#8217;anima ma \u00e8 uno che riflette sul creato in modo radicale e fino alle ultime conseguenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui, inoltre, \u00e8 vicinissimo a Martin Lutero. Lutero, in un passo importante, scrive:<\/p>\n<p><em>\u201cIo credo che Dio mi ha creato insieme con tutte le creature\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano non vive da solo. L&#8217;essere umano non pu\u00f2 fare il proprio cammino da egoista. Non pu\u00f2 nemmeno vivere solo con gli altri esseri umani, ma \u00e8 parte di un creato complessivo. Io posso vivere solo in mezzo alle altre creature. Cos\u00ec Dio ha voluto.<\/p>\n<p><em>Dio non ha creato il mondo solo per me:<\/em><\/p>\n<p><em>il mio prossimo \u00e8 suo figlio, come me. <\/em>(EG 412)<\/p>\n<p>Io non vivo da solo, ma insieme con tutte le creature.<\/p>\n<p>Io non sono costruito e pensato da Dio solo per me stesso, ma sempre nel contesto relazionale con le altre creature. Ci\u00f2, talvolta, \u00e8 bello e piacevole. Ci\u00f2, altre volte, \u00e8 anche difficile e costituisce una sfida. Ma non pu\u00f2 essere diverso. E se abbiamo capito questo, ci\u00f2 ci conduce al secondo punto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2 I fenomeni naturali sono ambivalenti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il carattere lieto del Cantico delle creature e la lode di Dio <em>non<\/em> implicano, per Francesco, che egli veda tutto rosa e luminoso.<\/p>\n<p>Tutte le con-creature, tutti i fenomeni naturali sono ambivalenti. Possono essere per noi buoni e cattivi.<\/p>\n<p>Il Sole ci illumina e ci riscalda. Ma pu\u00f2 anche bruciare e seccare spietatamente.<\/p>\n<p>L&#8217;Acqua placa la sete, fa crescere le piante e rinfresca. Ma pu\u00f2 anche allagare, distruggere e far affogare.<\/p>\n<p>Il Fuoco riscalda e cuore; ma pu\u00f2 anche bruciare e distruggere molte cose.<\/p>\n<p>Gli animali sono intelligenti e meravigliosi da guardare; ma possono attaccarsi a vicenda e mangiarsi tra loro senza misericordia.<\/p>\n<p>Le piante ci nutrono, producono ossigeno e procurano ombra. Ma possono anche sopraffarsi e soffocarsi a vicenda.<\/p>\n<p>Anche se Francesco loda gli elementi della Natura, non \u00e8 ingenuo n\u00e9 preda di sogni. Nomina anche il peccato.<\/p>\n<p>Che, per lui, e per la Bibbia, non \u00e8 soltanto un atto sbagliato, ma \u00e8 lo strappo completo che corre per tutto il creato. Il peccato, la posizione erronea, non \u00e8 problema solo umano. Interessa tutto ci\u00f2 che vive. Paolo lo dice chiaramente:<\/p>\n<p>il creato \u00e8 soggetto alla transitoriet\u00e0, che lo voglia o no, perch\u00e9 l&#8217;essere umano, con la caduta nel peccato, ha guastato l&#8217;ordine di Dio. Non viviamo in paradiso. Il leone mangia l&#8217;agnello. E il bambino non pu\u00f2 giocare accanto alla tana del serpente.<\/p>\n<p>A regnare non \u00e8 l&#8217;armonia perfetta. A regnare \u00e8 un contesto relazionale guasto, fin da Adamo e Eva.<\/p>\n<p>E il comportamento consumistico, caratterizzato da sfruttamento e, spesso, da mancanza di consapevolezza, da parte delle persone di oggi, \u00e8 solo l&#8217;ultima pietra del muro della superbia umana e della lontananza da Dio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Paolo, nella Lettera ai Romani (c. 8), scrive che il peccato umano \u00e8 la causa di tutta la sofferenza e i gemiti del creato e, cos\u00ec facendo, offre all&#8217;attuale dibattito sull&#8217;ambiente il messaggio unico, potentissimo, del Nuovo Testamento.<\/p>\n<p>Francesco non dimentica il peccato, nel Cantico delle creature. Non cade in un entusiasmo privo di riflessione, ma vede sempre il grande contesto complessivo.<\/p>\n<p>Sole, Luna e stelle, Acqua, Vento e Fuoco non sono solo belli, ma sono ambivalenti.<\/p>\n<p>I consimili umani, gli animali e le piante non sono sempre e solo carini e gentili verso di noi, ma, talvolta, sono anche faticosi, pesanti o molto pericolosi.<\/p>\n<p>Francesco non vede un&#8217;armonia ingenua, quando parla di sorelle e fratelli; guarda, invece, in modo molto realistico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle carnali non sono sempre carini e gentili. Talvolta, ci hanno fatto arrabbiare di brutto. Ma restano sempre i nostri fratelli e sorelle, perch\u00e9 abbiamo gli stessi genitori; perch\u00e9 stiamo nella stessa barca!<\/p>\n<p>Lo stesso vale per Sole e Luna, fiori ed erbe.<\/p>\n<p>Il creato \u00e8 soggetto alla transitoriet\u00e0.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;intero creato pu\u00f2 anche sperare nella redenzione.<\/p>\n<p>Secondo Paolo, il creato avr\u00e0 parte alla libert\u00e0 gloriosa dei figli di Dio.<\/p>\n<p>Quasi 2000 anni prima della crisi climatica, Paolo afferma che il creato geme e soffre. Ma lo paragona a una donna in travaglio. La sofferenza avr\u00e0 fine e ci sar\u00e0 vita nuova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3 Anche la morte fa parte del creato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se consideriamo il bel Cantico delle creature di Francesco, allora ci salta all&#8217;occhio che la Morte \u00e8 definita sorella e che Dio \u00e8 lodato per causa sua.<\/p>\n<p>Quest&#8217;idea, probabilmente, ci \u00e8 estranea. Con tutto l&#8217;entusiamo per il creato, preferiamo mettere da parte la morte. E se pensiamo ad essa, non lo facciamo con gratitudine e in modo positivo, ma con sofferenza e dolore.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2, Francesco, arrivare ad accettare la morte come sorella?<\/p>\n<p>Anche qui la risposta \u00e8 la sua profondit\u00e0 concettuale.<\/p>\n<p>Chi osservi attentamente la Natura, vede il divenire e il passare, vede il fiorire e il morire, vede la nascita e la morte.<\/p>\n<p>Niente, pi\u00f9 di uno sguardo alla Natura, ci rende pi\u00f9 consci della transitoriet\u00e0 e della mortalit\u00e0. Lo sa gi\u00e0 l&#8217;Antico Testamento:<\/p>\n<p><em>\u201cogni carne \u00e8 come l&#8217;erba e tutta la sua grazia \u00e8 come il fiore del campo.<\/em><em> L&#8217;erba si secca, il fiore appassisce\u201c <\/em>(Is 40).<\/p>\n<p>Francesco compone questo Cantico delle creature poco prima di morire. Non \u00e8 l&#8217;esplosione di sentimenti della giovent\u00f9 in fiore, ma \u00e8 la professione di fede di un uomo mortalmente malato.<\/p>\n<p>Ma come pu\u00f2 dare il benvenuto alla morte, considerandola sorella inviata da Dio?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 farlo solo nella fede. Perch\u00e9 il suo Dio non \u00e8 solo il Creatore, ma \u00e8 anche il Redentore. O, per dirla altrimenti: egli non \u00e8 solo il Padre, ma anche il Figlio. Noi non crediamo soltanto nel Creatore di questo mondo, ma anche in Ges\u00f9 Salvatore e nello Spirito Santo Completatore.<\/p>\n<p>Detto in modo ancora diverso: Dio non ha in mano solo la transitoriet\u00e0, ma anche il futuro.<\/p>\n<p>Molte persone credono, s\u00ec, in un qualche Dio come fondamento del mondo, ma lasciano volentieri da parte l&#8217;idea che questo Dio sia anche il fondamento della loro vita e della loro vita dopo la morte.<\/p>\n<p>Ma se Dio \u00e8 onnipotente ed eterno, allora deve avere in mano <em>tutto<\/em>.<\/p>\n<p>Francesco non si ferma a considerare il mondo presente: guarda anche all&#8217;aldil\u00e0, perch\u00e9 per lui ne fa parte.<\/p>\n<p>E con ci\u00f2 \u00e8 molto affine a Paul Gerhardt, che certamente non conobbe.<\/p>\n<p>\u201cVa&#8217; nell&#8217;estate lieto, cuor\u201d non si limita all&#8217;osservazione di giardini, fiori e api. Paul Gerhardt guarda anche all&#8217;aldil\u00e0:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ah, penso, qui \u00e8 cos\u00ec bello<\/em><\/p>\n<p><em>e tu ci fai vivere cos\u00ec amabilmente,<\/em><\/p>\n<p><em>su questa povera Terra:<\/em><\/p>\n<p><em>Che cosa sar\u00e0 la vita, dopo questo mondo,<\/em><\/p>\n<p><em>l\u00ec, nella ricca tenda del cielo,<\/em><\/p>\n<p><em>e nella reggia d&#8217;oro,<\/em><\/p>\n<p><em>e nella reggia d&#8217;oro. <\/em><em>(EG 503, 9)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;energia creatrice di Dio non cessa con ci\u00f2 che noi troviamo gi\u00e0 esistente su questo pianeta. L&#8217;energia creatrice di Dio ha voluto e vuole noi. Perci\u00f2 la morte \u00e8 solo il passaggio alla vita presso Dio.<\/p>\n<p>Questa morte, che ci porta da qui a l\u00ec, Francesco pu\u00f2 accoglierla come sorella.<\/p>\n<p>Di questa morte, 500 anni dopo, Paul Gerhardt scrisse, poeticamente:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ma la morte non pu\u00f2 ucciderci;<\/em><\/p>\n<p><em>strappa per\u00f2 il nostro spirito<\/em><\/p>\n<p><em>da migliaia di sciagure,<\/em><\/p>\n<p><em>chiude il portone degli amari dolori<\/em><\/p>\n<p><em>e fa strada<\/em><\/p>\n<p><em>per andare alle gioie del cielo.<\/em><em> (EG 370, 8)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La morte non \u00e8 la fine amara, ma \u00e8 la sorella che mette fine ai nostri dolori corporali e che ci traghetta sull&#8217;altra sponda. Questa \u00e8 un&#8217;idea ardita, rivoluzionaria, che richiede il coraggio della fede, ma \u00e8 anche un&#8217;idea profondamente consolante. Francesco e Gerhardt l&#8217;hanno pensata. E anche noi possiamo farlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Care Sorelle e cari Fratelli,<\/p>\n<p>non abbiamo solo goduto del nostro bel giardino delle piante della Bibbia, oggi.<\/p>\n<p>Non abbiamo solo meditato sui bei testi di Francesco, Lutero e Paul Gerhardt.<\/p>\n<p>Abbiamo anche visto che questi tre testimoni della fede sono molto vicini tra loro.<\/p>\n<p>Abbiamo visto che sono d&#8217;accordo, quando si tratta del Creatore e del senso eterno che \u00e8 dieto a tutto ci\u00f2 che esiste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, spero che abbiamo percepito che il nostro Dio \u00e8 uno solo:<\/p>\n<p>ha creato noi e tutto ci\u00f2 che esiste e vuole che noi e tutto il resto abbiamo un futuro.<\/p>\n<p>Non solo una sopravvivenza, ma una vita con lui, in comunione, dotata di senso, con futuro eterno.<\/p>\n<p>Qui, davvero si pu\u00f2 solo dire:<\/p>\n<p>Tue so&#8217; le laude, la gloria et onne benedictione!<\/p>\n<p>Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cara Comunit\u00e0! 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