{"id":9415,"date":"2026-05-31T09:21:20","date_gmt":"2026-05-31T07:21:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9415"},"modified":"2026-06-01T08:59:53","modified_gmt":"2026-06-01T06:59:53","slug":"trinitatis-prof-dr-schroeter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/trinitatis-prof-dr-schroeter\/","title":{"rendered":"Festa della Ss. Trinit\u00e0 &#8211; Prof. Dr. Schr\u00f6ter"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h2>Numeri 6, 22\u201327<\/h2>\n<p>In questa predica, cara Comunit\u00e0, spingiamo lo sguardo alla fine. Non alla fine del mondo, n\u00e9 alla fine della nostra vita, ma alla fine del culto. E non solo di quello di oggi, ma di ogni culto che celebriamo. Ogni culto finisce con la benedizione. Prima di andare ognuno per conto proprio, ci poniamo ancora una volta sotto la Parola di Dio; ci facciamo promettere che ci benedica e ci custodisca. Benedetti, andiamo poi nella nuova settimana. Il desiderio che Dio sia con noi, che possa proteggerci e custodirci, conclude quindi la celebrazione di tutti i nostri culti e, naturalmente, anche oggi non \u00e8 diverso. Ma qualcosa, oggi, \u00e8 diverso. Oggi, la benedizioni non \u00e8 collocata solo alla fine del culto, ma \u00e8 anche il contenuto del testo della predicazione. Nel libro dei Numeri, al VI capitolo, leggiamo quanto segue:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>22<\/em><em> Il SIGNORE disse ancora a Mos\u00e8: 23<\/em><em> \u00abParla ad Aaronne e ai suoi figli e di&#8217; loro: &#8220;Voi benedirete cos\u00ec i figli d&#8217;Israele; direte loro: 24<\/em><em> &#8216;Il SIGNORE ti benedica e ti protegga! 25<\/em><em> Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! 26<\/em><em> Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!'&#8221;. 27<\/em><em> Cos\u00ec metteranno il mio nome sui figli d&#8217;Israele e io li benedir\u00f2\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente, conosciamo queste parole di benedizione, cara Comunit\u00e0. Le conosciamo talmente bene che, forse, non ascoltiamo pi\u00f9 con attenzione ci\u00f2 che ci viene promesso, di nuovo in ogni culto. Noi tutti sappiamo che cosa succeder\u00e0, quando il pastore alza le mani in segno di benedizione. Pronuncer\u00e0 le parole ben note, che abbiamo ascoltato tanto spesso. Ma, o magari proprio perch\u00e9 le conosciamo cos\u00ec bene, \u00e8 bene che le ascoltiamo di nuovo, con attenzione, e che riflettiamo su quale sia davvero il loro contenuto. Perch\u00e9 la benedizione di Dio non \u00e8 qualcosa di collaterale o d&#8217;insignificante. Invece, \u00e8 fondamentale, in senso stretto, per la nostra vita; \u00e8 qualcosa con cui dobbiamo fare i conti e cui possiamo affidarci. La benedizione non \u00e8 semplicemente un desiderio benintenzionato, come quello che la domenica sia bella o che la nuova settimana sia piacevole. La benedizione di Dio \u00e8 invece fonte di forza per ci\u00f2 che ci si prospetta. Pone la nostra vita su una base solida; ci dona la certezza che Dio ci sosterr\u00e0 anche nel corso della settimana che viene. Motivo sufficiente, dunque, per ascoltare queste parole con attenzione, in particolare per l&#8217;augurio e la promessa con cui concludiamo i nostri culti. Qual \u00e8 dunque il contenuto effettivo di questa benedizione di Dio, che ci facciamo promettere sempre di nuovo? Guardiamo anzitutto con attenzione la parola stessa. Cosa che, in questo caso, \u00e8 particolarmente utile, perch\u00e9 con il termine tedesco \u201cSegen\u201d, \u201cbenedizione\u201d, non riusciamo ancora a comprendere ci\u00f2 che intende la Bibbia. In tedesco, \u201csegnen\u201d, latino \u201csignum\u201d, significa \u201cfare un segno\u201d. Con ci\u00f2 s&#8217;intende, di solito, il segno della croce mentre si recita la benedizione. Se parliamo di \u201cbenedizione\u201d, di \u201cfare un segno [di croce]\u201d, lo facciamo solo in ambito ecclesiastico, liturgico. Nei culti, nelle celebrazioni di nozze o di funerali; talvolta, anche in occasione della benedizione di cose profane. Ogni tanto si sente dire, a proposito di qualche defunto, che \u201cha benedetto l&#8217;elemento terreno\u201d per dire che \u201c\u00e8 passato a miglior vita\u201d; in effetti, non si vuol dire altro che \u00e8 morto, bench\u00e9 in origine s&#8217;intendesse qualcosa di molto pi\u00f9 profondo e cio\u00e8 che qualcuno augurava benessere a tutti coloro che lasciava in terra, prima di andare nella vita eterna.<\/p>\n<p>Ci avviciniamo al contenuto biblico se guardiamo alle parole italiane \u201cbenedire\u201d e \u201cbenedizione\u201d, simili alle loro sorelle francesi e spagnole. Il significato \u00e8: \u201cdire qualcosa di buono, di positivo, di bello\u201d. E questo gi\u00e0 corrisponde al contenuto del significato profondo della benedizione biblica. Ma se facciamo un altro passo avanti e guardiamo alle parole ebraiche che traduciamo con \u201cbenedizione\u201d o \u201cbenedire\u201d, allora il contenuto della benedizione diventa ancora pi\u00f9 chiaro. In ebraico, \u201cbenedizione\u201d e \u201cbenedire\u201d sono, rispettivamente, \u00a0<em>b<sup>e<\/sup>racha<\/em> e <em>barach<\/em>, con cui s&#8217;intendono vita riuscita, protezione e custodia, benessere, salute e fiducia. Ci\u00f2 abbraccia tutti gli ambiti della nostra esistenza: il benessere psichico e fisico, la sicurezza e la protezione e anche il benessere materiale. Tutto ci\u00f2 \u00e8 inteso nelle tre frasi del nostro testo odierno per la predicazione, che costituiscono la formula di questa benedizione.<\/p>\n<p>\u201cll Signore ti benedica e ti protegga\u201d. All&#8217;inizio, c&#8217;\u00e8 la promessa di vita in pienezza e di protezione. Possiamo confidare di non essere soli. Che cammineremo sotto la protezione di Dio per tutte le vie della nostra vita. In questo possiamo confidare, di nuovo, ogni settimana.<\/p>\n<p>\u201cIl Signore faccia risplendere il suo volto su di te\u201d. Lo splendore del volto di Dio ci indica la via, ci scalda e ci avvolge, affinch\u00e9 ci sentiamo protetti in lui.<\/p>\n<p>\u201cIl Signore alzi il suo volto su di te e ti dia la pace\u201d. Dio \u00e8 con noi, con la sua presenza di grazia. La sua pace, la sua shalom, \u00e8 intorno a noi, ci fa andare lieti e sereni incontro alle sfide della vita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec possiamo comprendere le tre richieste di benedizione che costituiscono il centro del nostro testo e che ci facciamo dire alla fine di ogni culto; richieste di benedizione con cui prendiamo forza per la settimana che abbiamo davanti. Vita in pienezza, protezione, caldo, protezione: tutto questo ci accompagner\u00e0 nel cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma sappiamo che, nella nostra vita, non tutto \u00e8 sempre presente nel modo migliore. Non \u00e8 che ci siano solo sicurezza, protezione e sensazione di benessere. Talvolta, ci sono malattie che ci creano problemi e siamo tormentati da dolori, limitazioni, debolezze. Che non sia abbiano preoccupazioni materiali dipende dalle circostanze in cui ci troviamo al momento e che non sempre possiamo dominare: rapporti familiari, posto di lavoro, eventi inaspettati della vita e possono recare con s\u00e9 cambiamenti incisivi.<\/p>\n<p>Nel nostro ambiente personale e anche nei rapporti sociali, politici, economici non ci sono solo cose che ci mettono d&#8217;umore fiducioso e allegro. Proprio negli anni scorsi e anche nel nostro immediato presente ci sono stati e ci sono molteplici motivi di preoccupazione per la pace, per la salvaguardia della Natura, per la tenuta della nostra societ\u00e0. Dov&#8217;\u00e8 la benedizione di Dio?, potremmo domandarci. E proprio per questo \u00e8 importante che, ancora una volta, guardiamo pi\u00f9 attentamente quale sia il contenuto della benedizione di Dio per questo mondo e per noi in modo personalissimo.<\/p>\n<p>La benedizione di cui parla la Bibbia non nega assolutamente le parti difficili, opache e, talvolta, deludenti della nostra vita. La Bibbia parla di persone nelle pi\u00f9 diverse condizioni esistenziali. Sofferenza e morte non sono estranee ai redattori dei testi biblici, come pure non lo sono sventura, infermit\u00e0, fame e disperazione. La Bibbia narra di guerre in cui fu coinvolto il popolo d&#8217;Israele; di carestie; di rovesci della sorte nelle storie individuali e di grandi paure. La benedizione di Dio non significa che tutto questo ci sar\u00e0 risparmiato. Proprio al contrario. La Bibbia dice: la vita, con i suoi alti e bassi, con i suoi successi e sfortune, con ci\u00f2 che \u00e8 riuscito e ci\u00f2 in cui abbiamo fallito, \u00e8 sotto la benedizione di Dio. Dio benedice la nostra vita, con tutto ci\u00f2 che ne fa parte, anche con le sue contrariet\u00e0 e afflizioni e nonostante tutto ci\u00f2 in cui abbiamo mancato.<\/p>\n<p>La benedizione biblica \u00e8 tutt&#8217;altro che una vuota promessa di salvezza. Non dice semplicemente: andr\u00e0 tutto bene. La benedizione di Dio, invece, pone la nostra vita sotto un segno particolare. Possiamo confidare di essere protetti presso Dio, origine e meta della nostra esistenza. La benedizione di Dio significa che egli non abbandona il mondo a se stesso. Possiamo confidare che tutto il nostro agire sia circondato dalla promessa di Dio che la sua potenza sia si molto superiore a quella dei potenti di questo mondo.<\/p>\n<p>Proprio perci\u00f2 tale benedizione \u00e8 parte delle disposizioni che Dio impartisce al suo popolo quando stringe con lui il patto. Questo patto fonda una relazione di fedelt\u00e0, affidabilit\u00e0 e fiducia. Il popolo non \u00e8 solo; pu\u00f2 confidare che Dio sar\u00e0 con lui, anche e proprio quando si smarrisce. Le vie che il popolo d&#8217;Israele, il popolo ebraico far\u00e0 nel corso della sua storia, fino ad arrivare al presente, furono e sono caratterizzate da molte interruzioni e nuovi inizi, da espulsione e dispersione, da persecuzioni e grande dolore sopportati dal popolo. Ma Dio non ha mai abbandonato il suo popolo. La sua benedizione \u00e8 sempre sul suo popolo, anche e proprio nelle maggiori sventure.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;origine della benedizione di Dio ci riporta indietro fino agli esordi della storia di Dio col suo popolo. Dio benedisse Abraamo, promettendogli che da lui sarebbe venuto un grande popolo. Dio benedisse Giacobbe, rinnovando la promessa. La fedelt\u00e0 di Dio diventa cos\u00ec riconoscibile nella sua benedizione. E vi ha tenuto fede, fino ad oggi. Questo dice anche il nostro testo per la predicazione odierna, che ci introduce in una situazione particolarissima del popolo d&#8217;Israele e della benedizione che gli viene promessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dio, come abbiamo sentito, dice a Mos\u00e8 che benedir\u00e0 il popolo d&#8217;Israele e come lo far\u00e0. Mos\u00e8 dovr\u00e0 trasmetterlo al fratello Aronne e ai suoi figli: \u00e8 per tale motivo che questa benedizione \u00e8 detta \u201cbenedizione di Aronne\u201d. Aronne \u00e8 considerato il fondatore del sacerdozio in Israele. La benedizione procede da lui e viene promessa al popolo d&#8217;Israele. La benedizione di Dio pu\u00f2 cos\u00ec essere trasmessa anche dalle persone. Perci\u00f2 noi oggi possiamo promettercela.<\/p>\n<p>Dio d\u00e0 l&#8217;incarico di benedire quando il popolo si trova in mezzo al deserto. L&#8217;incontro con Dio su Sinai, monte sul quale il popolo di Dio riceve i comandamenti, avviene in una situazione di nuovo inizio radicale. Israele \u00e8 partito dall&#8217;Egitto, ma non \u00e8 ancora arrivato nella Terra Promessa. \u00c8 una situazione di passaggio particolare, caratterizzata da incertezza e piena di timori su quel che accadr\u00e0. Il periodo nel deserto fu anche un periodo di tentazioni. Il popolo si sentiva abbandonato da Dio e anche da Mos\u00e8, perch\u00e9 restava cos\u00ec tanto sul monte. Avrebbero preferito affidarsi a qualcos&#8217;altro, qualcosa di visibile, tangibile invece di attendere a lungo il ritorno di Mos\u00e8 dal monte su cui era salito per incontrare Dio. E cos\u00ec si fecero un&#8217;immagine, il proverbiale \u201cvitello d&#8217;oro\u201d, per offrire preghiere a questo, invece che al Dio lontano, invisibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa situazione rivela molto di ci\u00f2 che sta a cuore a Dio e alla sua benedizione e che \u00e8 ci\u00f2 che Aronne dovr\u00e0 promettere al popolo su mandato di Dio: egli sar\u00e0 con loro anche e proprio nei periodi lunghi e difficili. Quando la vita passa per lunghi tratti di territori ardui da attraversare. Quando si sono allontanati da Dio, hanno deviato e seguito altri dei. La benedizione \u00e8 la promessa di Dio che dice: io non vi lascio soli; io sono con voi, qualunque cosa accada. E c&#8217;\u00e8 anche un monito: non fatevi irritare dal fatto che la vita ha in serbo anche tratti in cui si patisce la sete e afflizioni. Confidate in Dio, che vi guider\u00e0 in modo sicuro e che sar\u00e0 al vostro fianco nell&#8217;incertezza e nella sventura; confidate in Dio che guida il vostro piede in modo sicuro affinch\u00e9 la vostra vita sia piena e integra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche il Nuovo Testamento parla di benedizione. Quando Ges\u00f9 risorto \u00e8 con i discepoli per l&#8217;ultima volta, li benedice su un monte: \u00e8 una scena che ricorda l&#8217;incontro di Mos\u00e8 con Dio sul Sinai. Ges\u00f9 promette ai discepoli che, dopo che sar\u00e0 stato elevato da Dio, invier\u00e0 lo Spirito Santo affinch\u00e9 li assista. Promette di essere con loro, di proteggerli e custodirli fino alla fine del mondo.<\/p>\n<p>Quando noi, oggi, festa della Trinit\u00e0, riflettiamo sulla benedizione di Dio, allora ci\u00f2 conferisce un&#8217;importanza specialissima a questa domenica al cui centro c&#8217;\u00e8 la Trinit\u00e0 di Dio. Anche per noi sar\u00e0 valida questa benedizione, la benedizione di Dio, che ha eletto Israele, stringendo con lui il suo patto. La storia di Dio col suo popolo \u00e8 perci\u00f2 lo spazio vasto in cui noi ci collochiamo quando anche a noi \u00e8 promessa la benedizione. Possa Dio custodirci ed avere grazia nei nostri riguardi, tutti i giorni della nostra vita.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numeri 6, 22\u201327 In questa predica, cara Comunit\u00e0, spingiamo lo sguardo alla fine. 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