{"id":9363,"date":"2026-05-10T09:31:12","date_gmt":"2026-05-10T07:31:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9363"},"modified":"2026-05-11T13:41:36","modified_gmt":"2026-05-11T11:41:36","slug":"rogate-prof-dr-markschies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/rogate-prof-dr-markschies\/","title":{"rendered":"Rogate &#8211; Prof. Dr. Markschies"},"content":{"rendered":"<p>Matteo 6, 5-15<\/p>\n<p><em>5<\/em><em> \u00abQuando pregate, non siate come gli ipocriti; poich\u00e9 essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verit\u00e0 che questo \u00e8 il premio che ne hanno. <\/em><em>6<\/em><em> Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che \u00e8 nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne dar\u00e0 la ricompensa.<\/em><\/p>\n<p><em>7<\/em><em> Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. <\/em><em>8<\/em><em> Non fate dunque come loro, poich\u00e9 il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. <\/em><em>9<\/em><em> Voi dunque pregate cos\u00ec: &#8220;Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; <\/em><em>10<\/em><em> venga il tuo regno; sia fatta la tua volont\u00e0, come in cielo, anche in terra. <\/em><em>11<\/em><em> Dacci oggi il nostro pane quotidiano; <\/em><em>12<\/em><em> rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; <\/em><em>13<\/em><em> e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>14<\/em><em> Perch\u00e9 se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdoner\u00e0 anche a voi; <\/em><em>15<\/em><em> ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdoner\u00e0 le vostre colpe.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abNel pregare\u00bb<\/em>, cara Comunit\u00e0, <em>\u00abnon usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poich\u00e9 il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate\u00bb.<\/em> Eh gi\u00e0. Di nuovo: eh gi\u00e0. Come stanno le cose, cara Comunit\u00e0, con la nostra preghiera? Usiamo tante parole o poche parole? Usiamo frasi brevi, incisive oppure, semplicemente, tiritere? Blateriamo? Eh gi\u00e0. Di nuovo: eh gi\u00e0. \u00c8 penoso, per me, ma di fronte al nostro testo di predicazione odierno mi sovvengono molti blateramenti. Molte parole. Parole. Ancor pi\u00f9 parole. Un solo ricordo per molti, riguardante l&#8217;aprile scorso. Culto solenne a Berlino. Cinque religiosi di alto rango concelebravano e se ne tenne conto anche per le preghiere d&#8217;intercessione. Qui a Roma conoscete queste occasioni. Ci sono personaggi di rilievo. E al momento delle intercessioni vale la regola che ognuno ne reciti una parte. Se possibile, le diverse parti devono essere della stessa lunghezza. E ad ognuno \u00e8 assegnato un tema. L&#8217;apertura la fa il religioso locale che dovr\u00e0 dire qualcosa anche alla fine. Poi lo svedese: preghiamo per le vittime della guerra e della violenza. Senza dimenticare alcuna zona di conflitto: Ucraina <em>e<\/em> Medio Oriente. Poi l&#8217;australiano: preghiamo per l&#8217;unit\u00e0 della cristianit\u00e0 mondiale. Senza dimenticare gli ortodossi. E poi gli anglicani. In fondo, l&#8217;australiano \u00e8 anglicano. Lo spagnolo si \u00e8 visto assegnare il tema dei malati e dei moribondi, che pure vanno citati. E, naturalmente, vanno citati anche coloro che operano negli ospedali e nelle case di riposo. E coloro che sono in lutto. Non vanno dimenticati. E la conclusione preferisco farla io, perch\u00e9 allora si pu\u00f2 aggiungere qualcosa che \u00e8 stato dimenticato. E cos\u00ec, cara Comunit\u00e0, vanno le cose, riguardo alle preghiere d&#8217;intercessione nei culti grandi. Molte parole. Tante, tantissime parole. Blateramenti. Ognuno deve avere il proprio testo. E ognuna. Naturalmente. E com&#8217;era la faccenda di Ges\u00f9 di Nazareth e delle sue parole a proposito di pregare senza tante parole? Eh gi\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, cara Comunit\u00e0, ci sono naturalmente buone ragioni per coinvolgere anche gli ospiti nella liturgia dei culti solenni, attribuendogli un ruolo, facendogli recitare un testo. Vogliamo essere buoni padroni di casa: vogliamo esserlo a Berlino, volete esserlo qui a Roma, in occasioni ecumeniche. Non \u00e8 buona cosa dire a qualcuno, in modo rude: siate concisi. O addirittura, in modo brusco: \u00e8 meglio che restiate in silenzio. Siete gi\u00e0 abbastanza. Il nostro Signore e Salvatore, per\u00f2, evidentemente voleva proprio questo. Concisi. E meglio recitare solo un Padre nostro. Cos\u00ec, comunque, \u00e8 scritto nel testo della predicazione. La cosa migliore \u00e8 solo un Padre nostro. Per tutti. Recitato da tutti insieme. Dio sa senz&#8217;altro anche quel che cosa ci opprime nell&#8217;anima, che cosa grava su di noi, che cosa ci rende gioiosi. Ma si pu\u00f2 davvero fare come dice il testo della predicazione? Tanto concisi, come propone Ges\u00f9 nel testo, non si pu\u00f2 essere, di solito, in occasione di culti solenni e non sarebbe nemmeno bene, cara Comunit\u00e0. Lo stesso Ges\u00f9, infine, fu buon padrone di casa e perfino poco prima della sua morte invit\u00f2 a cena i suoi amici. Il nostro testo di predicazione non \u00e8 un consulente per i culti solenni ecumenici. In quelle occasioni, se vogliamo davvero celebrare nel nome di Ges\u00f9, dobbiamo essere ospitali e le preghiere saranno un po&#8217; pi\u00f9 lunghe. Almeno, quando si tratta davvero per tutti solo di celebrare una festa insieme e non di voler pregare, nelle chiese e nelle piazze, per essere visti dalla gente. Di persone cos\u00ec, naturalmente, non ce n&#8217;erano solo in tempi remoti, ai tempi di Ges\u00f9 di Nazareth, che critic\u00f2 apertamente, secondo il nostro testo di predicazione, il loro modo di pregare.<\/p>\n<p>Ma come stanno le cose con le nostre preghiere? Come stanno le cose, quando non ci sono cinque religiosi di alto rango che vengono al culto solenne, per cui bisogna dire qualche parola in pi\u00f9? Se io, cara Comunit\u00e0, a casa, seduto alla scrivania, preparo i culti, di solito scrivo da me le preghiere e di rado le prendo da testi gi\u00e0 pronti. E se scrivo le preghiere, naturalmente mi sforzo di essere breve. Anche solo perch\u00e9 il culto non deve durare troppo. E perch\u00e9 tra le preghiere recitate ci sono anche alcuni inni formulati come preghiere e perch\u00e9 all&#8217;inizio del culto viene recitato un salmo, che\u00a0 una preghiera: in un culto normale, si prega senz&#8217;altro molto e quindi non sono necessarie troppe parole in aggiunta. In effetti, finora pensavo di non ricorrere a troppe parole e soprattutto di evitare blateramenti, quando prego insieme con la comunit\u00e0 riunita durante il culto: non mettere tutti i temi possibili nelle intercessioni, ma solo quelli pi\u00f9 importanti; fare una breve preghiera d&#8217;introito; tagliare ancora qualche frase nel manoscritto. Pensavo di fare cos\u00ec. Eh gi\u00e0. E di nuovo: eh gi\u00e0. Ma, alcuni mesi fa, mi sono messo a riflettere, chiedendomi se <em>invece<\/em> non usi troppe parole. Mi sono messo a riflettere, cara Comunit\u00e0, non solo perch\u00e9 dovevo meditare sul nostro testo di predicazione. Mi sono messo a riflettere perch\u00e9, alcuni mesi fa, non solo ho predicato, per la prima volta, nella Thomaskirche di Lipsia, ma ho celebrato tutto il culto, con tutte le sue parti. Da allora, rifletto se anch&#8217;io non usi troppe parole, pregando. E quindi mi sono sentito colpito, dal nostro testo di oggi, come uno che blatera e induce a blaterare. Ve lo racconter\u00f2 in breve.<\/p>\n<p>Nella Thomaskirche di Lipsia, come ovviamente tutti sapete, cara Comunit\u00e0, canta il famoso coro dei Thomaner e la musica riveste un ruolo molto, molto importante nel culto. E perci\u00f2 nella liturgia, vengono cantate tutte le parti del culto e tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere cantato di una liturgia. E perci\u00f2 vengono cantate anche le preghiere. Per esempio, la cosiddetta preghiera d&#8217;introito, prima del Vangelo: nella Thomaskirche non viene recitata, ma cantata. Per me, era la prima volta e non c&#8217;ero abituato e pertanto mi esercitai a casa col pianoforte a cantare questa preghiera d&#8217;introito e scelsi una redazione molto antica, corredata di note, prendendola da internet. Ero sicuro di riuscire a cantare correttaemnte queste antichissime preghiere prese da internet; in fondo, non ci si vuole ritrovare a un livello troppo in basso rispetto a quello dei Thomaner.<\/p>\n<p>E cantare queste antichissime preghiere, che nell&#8217;antichit\u00e0 pure spesso venivano associate a melodie, nate nella citt\u00e0 di Roma, con melodie eternamente uguali, che sono in uso fino ad oggi in molte celebrazioni cattoliche, molto, molto pi\u00f9 brevi di tutte le preghiere che ho scritto finora e che, in generale, vengono recitate nei nostri culti evangelici. Chi canta, prega pi\u00f9 concisamente. Chi canta, prega in modo molto pi\u00f9 conciso. Chi canta, naturalmente non blatera. Secondo quest&#8217;uso antichissimo, la preghiera d&#8217;introito della nostra domenica odierna sarebbe questa:<\/p>\n<p>\u201cDio santo, da te viene tutto ci\u00f2 che \u00e8 buono e perfetto. Perci\u00f2 ti preghiamo:\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 illuminaci, affinch\u00e9 riconosciamo ci\u00f2 che \u00e8 giusto e guidaci nel farlo. Per mezzo del<\/p>\n<p>Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, tuo Figliio, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo\u00a0 \u00a0\u00a0 nei secoli dei secoli\u201d.<\/p>\n<p>Chi canta, cara Comunit\u00e0, prega in modo pi\u00f9 conciso. Chi, come accade in alcune comunit\u00e0 evangeliche in Sassonia e, appunto, anche nella Thomaskirche di Lipsia, canta le preghiere classiche della Chiesa cristiana, prega in modo molto, molto pi\u00f9 conciso. Chi canta non blatera neanche. E bench\u00e9 la preghiera cantata sia pi\u00f9 breve di tutto ci\u00f2 che componiamo per la preghiera, vale la bella frase: \u201cchi canta, prega due volte\u201d. <em>Qui cantat, bis orat<\/em>. Anche se la preghiera cantata occupa meno tempo, cantando non sono coinvolti solo lingua e bocca, ma tutto il corpo, le emozioni e l&#8217;intelletto. Chi, quindi, pu\u00f2 pregare in modo pi\u00f9 conciso, rinunciando a blaterare, prega per\u00f2 il doppio se canta. Pregare in modo pi\u00f9 conciso e blaterare di meno, quindi, sono un guadagno, anzi, un guadagno doppio. \u201cChi canta, prega due volte\u201d.<\/p>\n<p>Pregare in modo pi\u00f9 conciso e non blaterare possono quindi essere, cara Comunit\u00e0, un guadagno. Non bisogna pregare sempre tanto a lungo, come in occasione di culti solenni con molti ospiti, come le persone pie al momento della preghiera a tavola o nel caso di pastori che, preparando il culto, come amava dire mio padre, non riescono a trattenere l&#8217;inchiostro. Ma su cosa fonda, Ges\u00f9 di Nazareth, nel nostro testo di predicazione, il suo invito a pregare in modo pi\u00f9 conciso, senza blaterare e, preferibilmente, recitando solo il Padre nostro? Ges\u00f9 fonda il suo invito in modo stringatissimo: \u00ab<em>poich\u00e9 il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate\u00bb.<\/em> Questa risposta, a prima vista, mette in discussione il senso della preghiera in modo radicale. A qual fine pregare ancora, se Dio sa gi\u00e0 da tempo quel che ci preoccupa e quel che ci rallegra? A qual fine pregare ancora, se Dio gi\u00e0 da tanto tempo ci ha letto in faccia di che cosa abbiamo paura e di che cosa siamo orgogliosi? A qual fine pregare ancora, se Dio gi\u00e0 da tempo conosce le persone di cui vogliamo ricordare lo stato di necessit\u00e0? Dio, infine, non \u00e8 un amico dalla memoria debole, cui chiediamo un favore e glielo dobbiamo ricordare perch\u00e9, magari, l&#8217;ha di nuovo dimenticato o, in qualche maniera, l&#8217;ha trascurato. Il Dio che ci ha creati ci conosce fin da bambini, con tutte le nostre preoccupazioni e paure, con la nostra felicit\u00e0 e le nostre speranze. Tutto questo lo sa. Ma, cos\u00ec come due persone che si amano continuano a dirsi che si amano, bench\u00e9 lo sappiano da molto tempo, perch\u00e9 gli piace sentirlo dire, Dio ama sentire che noi ci rivolgiamo a lui con fiducia e ci\u00f2 fa bene anche a noi, cara Comunit\u00e0. Non preghiamo perch\u00e9 Dio abbia bisogno delle nostre preghiere. Ma ne gioisce. Noi abbiamo bisogno della preghiera ed essa ci arreca gioia. Donate letizia. Confortate nel dolore. Aiutateci a non tracinarci sempre dietro le preoccupazioni per gli altri, ma a deporle sull&#8217;altare. E l\u00ec ben sono collocate.<\/p>\n<p>Se prego per me stesso, cara Comunit\u00e0, spesso prego in modo stringatissimo. A venirmi in mente, spesso, \u00e8 la mia preghiera pi\u00f9 breve. Per esempio, quando scendo dall&#8217;aereo a Fiumicino e respiro per la prima volta la meravigliosa aria italiana, per quanto sia gravata dal cherosene. Altro esempio: quando esco dall&#8217;autostrada e vedo per la prima volta Roma davanti a me. Allora, semplicemente, dico \u201cgrazie\u201d e rivolgo questo \u201cgrazie\u201d a Dio, perch\u00e9 mi ha donato vita e salute, luce degli occhi, di vedere gli splendidi colori di questa citt\u00e0, un cuore per sentire tutto questo e un intelletto per parlarne. Ma, cara Comunit\u00e0, ecco che anche queste, di nuovo, sono state troppe parole. Vicine al confine del blateramento. Dico semplicemente solo \u201cgrazie\u201d, quando prego per me stesso, nella quiete della mia stanzetta, in silenzio, solo per me.<\/p>\n<p>Rogate 2026, domenica in cui il tema \u00e8 la preghiera, vuole incoraggiarci a pregare. Anche un sospiro breve o un conciso \u201cgrazie\u201d sono preghiere preziose. Una preghiera molto breve, ma Dio si rallegra appunto delle preghiere brevissime, della preghiera senza blateramenti, nella stanzetta, al culto e perfino al culto solenne. E chi canta, cara Comunit\u00e0, prega e anche se prega brevemente, prega doppio. E chi consola doppiamente, \u00e8 lieto doppiamente. \u00ab<em>Il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne dar\u00e0 la ricompensa\u00bb<\/em>, dice il nostro testo. Ricompenser\u00e0 una tale preghiera. Ne far\u00e0 sorgere benedizione. Ricca benedizione. Che Dio ricompensi, cara Comunit\u00e0, che Dio ricompensi la nostra preghiera. La nostra preghiera breve. Ma anche quella lunga.<\/p>\n<p>Amen.Matteo 6, 5-15<\/p>\n<p><em>5<\/em><em> \u00abQuando pregate, non siate come gli ipocriti; poich\u00e9 essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verit\u00e0 che questo \u00e8 il premio che ne hanno. <\/em><em>6<\/em><em> Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che \u00e8 nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne dar\u00e0 la ricompensa.<\/em><\/p>\n<p><em>7<\/em><em> Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. <\/em><em>8<\/em><em> Non fate dunque come loro, poich\u00e9 il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. <\/em><em>9<\/em><em> Voi dunque pregate cos\u00ec: &#8220;Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; <\/em><em>10<\/em><em> venga il tuo regno; sia fatta la tua volont\u00e0, come in cielo, anche in terra. <\/em><em>11<\/em><em> Dacci oggi il nostro pane quotidiano; <\/em><em>12<\/em><em> rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; <\/em><em>13<\/em><em> e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>14<\/em><em> Perch\u00e9 se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdoner\u00e0 anche a voi; <\/em><em>15<\/em><em> ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdoner\u00e0 le vostre colpe.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abNel pregare\u00bb<\/em>, cara Comunit\u00e0, <em>\u00abnon usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poich\u00e9 il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate\u00bb.<\/em> Eh gi\u00e0. Di nuovo: eh gi\u00e0. Come stanno le cose, cara Comunit\u00e0, con la nostra preghiera? Usiamo tante parole o poche parole? Usiamo frasi brevi, incisive oppure, semplicemente, tiritere? Blateriamo? Eh gi\u00e0. Di nuovo: eh gi\u00e0. \u00c8 penoso, per me, ma di fronte al nostro testo di predicazione odierno mi sovvengono molti blateramenti. Molte parole. Parole. Ancor pi\u00f9 parole. Un solo ricordo per molti, riguardante l&#8217;aprile scorso. Culto solenne a Berlino. Cinque religiosi di alto rango concelebravano e se ne tenne conto anche per le preghiere d&#8217;intercessione. Qui a Roma conoscete queste occasioni. Ci sono personaggi di rilievo. E al momento delle intercessioni vale la regola che ognuno ne reciti una parte. Se possibile, le diverse parti devono essere della stessa lunghezza. E ad ognuno \u00e8 assegnato un tema. L&#8217;apertura la fa il religioso locale che dovr\u00e0 dire qualcosa anche alla fine. Poi lo svedese: preghiamo per le vittime della guerra e della violenza. Senza dimenticare alcuna zona di conflitto: Ucraina <em>e<\/em> Medio Oriente. Poi l&#8217;australiano: preghiamo per l&#8217;unit\u00e0 della cristianit\u00e0 mondiale. Senza dimenticare gli ortodossi. E poi gli anglicani. In fondo, l&#8217;australiano \u00e8 anglicano. Lo spagnolo si \u00e8 visto assegnare il tema dei malati e dei moribondi, che pure vanno citati. E, naturalmente, vanno citati anche coloro che operano negli ospedali e nelle case di riposo. E coloro che sono in lutto. Non vanno dimenticati. E la conclusione preferisco farla io, perch\u00e9 allora si pu\u00f2 aggiungere qualcosa che \u00e8 stato dimenticato. E cos\u00ec, cara Comunit\u00e0, vanno le cose, riguardo alle preghiere d&#8217;intercessione nei culti grandi. Molte parole. Tante, tantissime parole. Blateramenti. Ognuno deve avere il proprio testo. E ognuna. Naturalmente. E com&#8217;era la faccenda di Ges\u00f9 di Nazareth e delle sue parole a proposito di pregare senza tante parole? Eh gi\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, cara Comunit\u00e0, ci sono naturalmente buone ragioni per coinvolgere anche gli ospiti nella liturgia dei culti solenni, attribuendogli un ruolo, facendogli recitare un testo. Vogliamo essere buoni padroni di casa: vogliamo esserlo a Berlino, volete esserlo qui a Roma, in occasioni ecumeniche. Non \u00e8 buona cosa dire a qualcuno, in modo rude: siate concisi. O addirittura, in modo brusco: \u00e8 meglio che restiate in silenzio. Siete gi\u00e0 abbastanza. Il nostro Signore e Salvatore, per\u00f2, evidentemente voleva proprio questo. Concisi. E meglio recitare solo un Padre nostro. Cos\u00ec, comunque, \u00e8 scritto nel testo della predicazione. La cosa migliore \u00e8 solo un Padre nostro. Per tutti. Recitato da tutti insieme. Dio sa senz&#8217;altro anche quel che cosa ci opprime nell&#8217;anima, che cosa grava su di noi, che cosa ci rende gioiosi. Ma si pu\u00f2 davvero fare come dice il testo della predicazione? Tanto concisi, come propone Ges\u00f9 nel testo, non si pu\u00f2 essere, di solito, in occasione di culti solenni e non sarebbe nemmeno bene, cara Comunit\u00e0. Lo stesso Ges\u00f9, infine, fu buon padrone di casa e perfino poco prima della sua morte invit\u00f2 a cena i suoi amici. Il nostro testo di predicazione non \u00e8 un consulente per i culti solenni ecumenici. In quelle occasioni, se vogliamo davvero celebrare nel nome di Ges\u00f9, dobbiamo essere ospitali e le preghiere saranno un po&#8217; pi\u00f9 lunghe. Almeno, quando si tratta davvero per tutti solo di celebrare una festa insieme e non di voler pregare, nelle chiese e nelle piazze, per essere visti dalla gente. Di persone cos\u00ec, naturalmente, non ce n&#8217;erano solo in tempi remoti, ai tempi di Ges\u00f9 di Nazareth, che critic\u00f2 apertamente, secondo il nostro testo di predicazione, il loro modo di pregare.<\/p>\n<p>Ma come stanno le cose con le nostre preghiere? Come stanno le cose, quando non ci sono cinque religiosi di alto rango che vengono al culto solenne, per cui bisogna dire qualche parola in pi\u00f9? Se io, cara Comunit\u00e0, a casa, seduto alla scrivania, preparo i culti, di solito scrivo da me le preghiere e di rado le prendo da testi gi\u00e0 pronti. E se scrivo le preghiere, naturalmente mi sforzo di essere breve. Anche solo perch\u00e9 il culto non deve durare troppo. E perch\u00e9 tra le preghiere recitate ci sono anche alcuni inni formulati come preghiere e perch\u00e9 all&#8217;inizio del culto viene recitato un salmo, che\u00a0 una preghiera: in un culto normale, si prega senz&#8217;altro molto e quindi non sono necessarie troppe parole in aggiunta. In effetti, finora pensavo di non ricorrere a troppe parole e soprattutto di evitare blateramenti, quando prego insieme con la comunit\u00e0 riunita durante il culto: non mettere tutti i temi possibili nelle intercessioni, ma solo quelli pi\u00f9 importanti; fare una breve preghiera d&#8217;introito; tagliare ancora qualche frase nel manoscritto. Pensavo di fare cos\u00ec. Eh gi\u00e0. E di nuovo: eh gi\u00e0. Ma, alcuni mesi fa, mi sono messo a riflettere, chiedendomi se <em>invece<\/em> non usi troppe parole. Mi sono messo a riflettere, cara Comunit\u00e0, non solo perch\u00e9 dovevo meditare sul nostro testo di predicazione. Mi sono messo a riflettere perch\u00e9, alcuni mesi fa, non solo ho predicato, per la prima volta, nella Thomaskirche di Lipsia, ma ho celebrato tutto il culto, con tutte le sue parti. Da allora, rifletto se anch&#8217;io non usi troppe parole, pregando. E quindi mi sono sentito colpito, dal nostro testo di oggi, come uno che blatera e induce a blaterare. Ve lo racconter\u00f2 in breve.<\/p>\n<p>Nella Thomaskirche di Lipsia, come ovviamente tutti sapete, cara Comunit\u00e0, canta il famoso coro dei Thomaner e la musica riveste un ruolo molto, molto importante nel culto. E perci\u00f2 nella liturgia, vengono cantate tutte le parti del culto e tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere cantato di una liturgia. E perci\u00f2 vengono cantate anche le preghiere. Per esempio, la cosiddetta preghiera d&#8217;introito, prima del Vangelo: nella Thomaskirche non viene recitata, ma cantata. Per me, era la prima volta e non c&#8217;ero abituato e pertanto mi esercitai a casa col pianoforte a cantare questa preghiera d&#8217;introito e scelsi una redazione molto antica, corredata di note, prendendola da internet. Ero sicuro di riuscire a cantare correttaemnte queste antichissime preghiere prese da internet; in fondo, non ci si vuole ritrovare a un livello troppo in basso rispetto a quello dei Thomaner.<\/p>\n<p>E cantare queste antichissime preghiere, che nell&#8217;antichit\u00e0 pure spesso venivano associate a melodie, nate nella citt\u00e0 di Roma, con melodie eternamente uguali, che sono in uso fino ad oggi in molte celebrazioni cattoliche, molto, molto pi\u00f9 brevi di tutte le preghiere che ho scritto finora e che, in generale, vengono recitate nei nostri culti evangelici. Chi canta, prega pi\u00f9 concisamente. Chi canta, prega in modo molto pi\u00f9 conciso. Chi canta, naturalmente non blatera. Secondo quest&#8217;uso antichissimo, la preghiera d&#8217;introito della nostra domenica odierna sarebbe questa:<\/p>\n<p>\u201cDio santo, da te viene tutto ci\u00f2 che \u00e8 buono e perfetto. Perci\u00f2 ti preghiamo:\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 illuminaci, affinch\u00e9 riconosciamo ci\u00f2 che \u00e8 giusto e guidaci nel farlo. Per mezzo del<\/p>\n<p>Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, tuo Figliio, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo\u00a0 \u00a0\u00a0 nei secoli dei secoli\u201d.<\/p>\n<p>Chi canta, cara Comunit\u00e0, prega in modo pi\u00f9 conciso. Chi, come accade in alcune comunit\u00e0 evangeliche in Sassonia e, appunto, anche nella Thomaskirche di Lipsia, canta le preghiere classiche della Chiesa cristiana, prega in modo molto, molto pi\u00f9 conciso. Chi canta non blatera neanche. E bench\u00e9 la preghiera cantata sia pi\u00f9 breve di tutto ci\u00f2 che componiamo per la preghiera, vale la bella frase: \u201cchi canta, prega due volte\u201d. <em>Qui cantat, bis orat<\/em>. Anche se la preghiera cantata occupa meno tempo, cantando non sono coinvolti solo lingua e bocca, ma tutto il corpo, le emozioni e l&#8217;intelletto. Chi, quindi, pu\u00f2 pregare in modo pi\u00f9 conciso, rinunciando a blaterare, prega per\u00f2 il doppio se canta. Pregare in modo pi\u00f9 conciso e blaterare di meno, quindi, sono un guadagno, anzi, un guadagno doppio. \u201cChi canta, prega due volte\u201d.<\/p>\n<p>Pregare in modo pi\u00f9 conciso e non blaterare possono quindi essere, cara Comunit\u00e0, un guadagno. Non bisogna pregare sempre tanto a lungo, come in occasione di culti solenni con molti ospiti, come le persone pie al momento della preghiera a tavola o nel caso di pastori che, preparando il culto, come amava dire mio padre, non riescono a trattenere l&#8217;inchiostro. Ma su cosa fonda, Ges\u00f9 di Nazareth, nel nostro testo di predicazione, il suo invito a pregare in modo pi\u00f9 conciso, senza blaterare e, preferibilmente, recitando solo il Padre nostro? Ges\u00f9 fonda il suo invito in modo stringatissimo: \u00ab<em>poich\u00e9 il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate\u00bb.<\/em> Questa risposta, a prima vista, mette in discussione il senso della preghiera in modo radicale. A qual fine pregare ancora, se Dio sa gi\u00e0 da tempo quel che ci preoccupa e quel che ci rallegra? A qual fine pregare ancora, se Dio gi\u00e0 da tanto tempo ci ha letto in faccia di che cosa abbiamo paura e di che cosa siamo orgogliosi? A qual fine pregare ancora, se Dio gi\u00e0 da tempo conosce le persone di cui vogliamo ricordare lo stato di necessit\u00e0? Dio, infine, non \u00e8 un amico dalla memoria debole, cui chiediamo un favore e glielo dobbiamo ricordare perch\u00e9, magari, l&#8217;ha di nuovo dimenticato o, in qualche maniera, l&#8217;ha trascurato. Il Dio che ci ha creati ci conosce fin da bambini, con tutte le nostre preoccupazioni e paure, con la nostra felicit\u00e0 e le nostre speranze. Tutto questo lo sa. Ma, cos\u00ec come due persone che si amano continuano a dirsi che si amano, bench\u00e9 lo sappiano da molto tempo, perch\u00e9 gli piace sentirlo dire, Dio ama sentire che noi ci rivolgiamo a lui con fiducia e ci\u00f2 fa bene anche a noi, cara Comunit\u00e0. Non preghiamo perch\u00e9 Dio abbia bisogno delle nostre preghiere. Ma ne gioisce. Noi abbiamo bisogno della preghiera ed essa ci arreca gioia. Donate letizia. Confortate nel dolore. Aiutateci a non tracinarci sempre dietro le preoccupazioni per gli altri, ma a deporle sull&#8217;altare. E l\u00ec ben sono collocate.<\/p>\n<p>Se prego per me stesso, cara Comunit\u00e0, spesso prego in modo stringatissimo. A venirmi in mente, spesso, \u00e8 la mia preghiera pi\u00f9 breve. Per esempio, quando scendo dall&#8217;aereo a Fiumicino e respiro per la prima volta la meravigliosa aria italiana, per quanto sia gravata dal cherosene. Altro esempio: quando esco dall&#8217;autostrada e vedo per la prima volta Roma davanti a me. Allora, semplicemente, dico \u201cgrazie\u201d e rivolgo questo \u201cgrazie\u201d a Dio, perch\u00e9 mi ha donato vita e salute, luce degli occhi, di vedere gli splendidi colori di questa citt\u00e0, un cuore per sentire tutto questo e un intelletto per parlarne. Ma, cara Comunit\u00e0, ecco che anche queste, di nuovo, sono state troppe parole. Vicine al confine del blateramento. Dico semplicemente solo \u201cgrazie\u201d, quando prego per me stesso, nella quiete della mia stanzetta, in silenzio, solo per me.<\/p>\n<p>Rogate 2026, domenica in cui il tema \u00e8 la preghiera, vuole incoraggiarci a pregare. Anche un sospiro breve o un conciso \u201cgrazie\u201d sono preghiere preziose. Una preghiera molto breve, ma Dio si rallegra appunto delle preghiere brevissime, della preghiera senza blateramenti, nella stanzetta, al culto e perfino al culto solenne. E chi canta, cara Comunit\u00e0, prega e anche se prega brevemente, prega doppio. E chi consola doppiamente, \u00e8 lieto doppiamente. \u00ab<em>Il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne dar\u00e0 la ricompensa\u00bb<\/em>, dice il nostro testo. Ricompenser\u00e0 una tale preghiera. Ne far\u00e0 sorgere benedizione. Ricca benedizione. Che Dio ricompensi, cara Comunit\u00e0, che Dio ricompensi la nostra preghiera. La nostra preghiera breve. Ma anche quella lunga.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo 6, 5-15 5 \u00abQuando pregate, non siate come gli ipocriti; poich\u00e9 essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. 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