{"id":9359,"date":"2026-05-03T09:01:45","date_gmt":"2026-05-03T07:01:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9359"},"modified":"2026-05-03T09:01:45","modified_gmt":"2026-05-03T07:01:45","slug":"cantate-dekan-carsten-gerdes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/cantate-dekan-carsten-gerdes\/","title":{"rendered":"Cantate &#8211; Decano Carsten Gerdes"},"content":{"rendered":"<p><strong>II Cronache 5,2-5+12-14<\/strong><\/p>\n<p>Non dobbiamo trasformare il nostro cuore in una spelonca di ladri. Chi lo dice?<\/p>\n<ol>\n<li>a) il profeta Geremia<\/li>\n<li>b) il Decano<\/li>\n<li>c) Ges\u00f9<\/li>\n<li>d) la saggezza popolare<\/li>\n<\/ol>\n<p>Risposta: tutti e quattro hanno ragione.<\/p>\n<p>Quando, all&#8217;inizio dell&#8217;anno, in Concistoro abbiamo riflettuto su chi dovesse predicare oggi, mi sono proposto volentieri. \u201cPotrei salire ancora una volta sul pulpito nella bella Christuskirche\u201d, pensai, \u201ce meditare insieme con voi e con loro su un passo biblico bello ed eloquente.\u201d S\u00ec; poi, dieci giorni fa, ho visto quale fosse il testo previsto per la predica di questa domenica: II Cronache 5. L&#8217;ho aperto, letto e, arrivato alla spelonca di ladri, mi sono detto: che cosa devo fare? E che cosa ci faccio con questo testo per oggi? Grazie per questa proposta, di chiunque sia l&#8217;idea!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2<strong> Allora Salomone convoc\u00f2 a Gerusalemme gli anziani d&#8217;Israele e tutti i capi delle trib\u00f9, cio\u00e8 i grandi delle famiglie patriarcali dei figli d&#8217;Israele, per portare su l&#8217;arca del patto del SIGNORE, dalla citt\u00e0 di Davide, cio\u00e8 da Sion.<br \/>\n<\/strong>3<strong> Tutti gli uomini d&#8217;Israele si radunarono presso il re per la festa che cadeva il settimo mese.<br \/>\n<\/strong>4<strong> Arrivati che furono tutti gli anziani d&#8217;Israele, i Leviti presero l&#8217;arca <\/strong>5<strong> e portarono su l&#8217;arca, la tenda di convegno e tutti gli utensili sacri che erano nella tenda. I sacerdoti e i Leviti eseguirono il trasporto.<\/strong><\/p>\n<p>12<strong> e tutti i Leviti cantori, Asaf, Eman, Iedutun, i loro figli e i loro fratelli, vestiti di bisso, con cembali, salt\u00e8ri e cetre stavano in piedi a oriente dell&#8217;altare, e con loro centoventi sacerdoti che suonavano la tromba -, <\/strong>13<strong> mentre, dico, quelli che suonavano la tromba e quelli che cantavano, come un sol uomo, fecero udire all&#8217;unisono la voce per lodare e per celebrare il SIGNORE, e alzarono la voce al suono delle trombe, dei cembali e degli altri strumenti musicali, per lodare il SIGNORE \u00abperch\u00e9 egli \u00e8 buono, perch\u00e9 la sua bont\u00e0 dura in eterno!\u00bb, avvenne che la casa, la casa del SIGNORE, fu riempita di una nuvola. <\/strong>14<strong> I sacerdoti non poterono rimanervi per svolgere il loro servizio a causa della nuvola, poich\u00e9 la gloria del SIGNORE riempiva la casa di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il primo spavento, di cui ho gi\u00e0 detto, mi venne in mente questo: suona un po&#8217; come da noi. Il presidente programma un sinodo nella capitale del Paese. Vengono invitati i presidenti delle comunit\u00e0, i sinodali e i pastori e le pastore. C&#8217;\u00e8 un&#8217;entrata solenne. Risuonano strumenti musicali e bei canti. Ed \u00e8 bene che sia cos\u00ec! Proprio nelle comunit\u00e0, che non possiedono un organo grande; in cui non c&#8217;\u00e8 un coro; in cui il numero dei partecipanti non \u00e8 molto grande. Almeno una volta l&#8217;anno, nel corso del Sinodo, ci si pu\u00f2 riunire e celebrare insieme un culto cos\u00ec festoso, solenne. Cantando insieme con gli altri, facendo risuonare le voci forti e potenti.<\/p>\n<p>Per una volta, non avere tutta la panca solo per s\u00e9, ma percepire tangibilmente, accanto, la presenza di un vicino o di una vicina. Questo \u00e8 bene. Questo infonde forza per la vita quotidiana nella comunit\u00e0. Questo splendido, radioso mosaico di Cristo, qui accanto a me \u2013 detto con franchezza, senza mezzi termini: non ho bisogno di essere al culto <em>ogni <\/em>domenica. Ma una volta l&#8217;anno, al Sinodo o in altri culti farmi coinvolgere dall&#8217;oro sfarzoso, dai colori vividi, ascoltando l&#8217;affermazione autorevole: \u201cIo, Cristo, sono il Signore del mondo! Nessuno pu\u00f2 passare oltre me e le mie parole, nemmeno quelli che si ritengono signori e si comportano come tali.\u201d Anche questo fa bene. Spesso siamo cos\u00ec occupati con le questioni e i problemi del nostro ambiente immediato a Torre Annunziata, a Caldana, a Catania che perdiamo di vista a quale movimento grande e importante apparteniamo. Per favore, non fraintendetemi: non intendo dire che, adesso, dovremmo gonfiare le nostre parole e azioni! Non siamo <em>noi<\/em> i signori, ma Dio \u00e8 Signore. Ma, appunto, fa bene all&#8217;anima e alla fede che torniamo ad incontrarci in contesti pi\u00f9 grandi e che, insieme, celebriamo, cantiamo, lodiamo Dio e preghiamo. Perch\u00e9 questo ci d\u00e0 la spinta per vivere nelle nostre comunit\u00e0. La prossima occasione, dopo oggi, di fare il pieno di energia sar\u00e0 la Giornata CELI a Merano, a met\u00e0 settembre. Chi non l&#8217;ha ancora fatto, si affretti a segnarlo sul calendario. Il programma in preparazione \u00e8 bellissimo e ci sar\u00e0 anche un culto solenne con molta musica e canti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una pietra angolare dell&#8217;edificio dei nostri culti <em>evangelici<\/em>. Essendo comunit\u00e0, lodare insieme, con musica e canti, colui che \u00e8 buono e la cui misericordia dura in eterno. Gi\u00e0 per Martin Lutero gli inni non erano solo intermezzi musicali tra parole davvero importanti. No, al contrario: la musica sacra, gli inni sono annuncio della lieta novella di Dio al pari delle letture bibliche e della predica. Perci\u00f2 in Germania si sta lavorando a una nuova edizione dell&#8217;innario, semper reformanda, che sar\u00e0 in uso dall&#8217;Avvento del 2028. Magari, potrebbe essere d&#8217;impulso anche per la CELI per pensare a un supplemento all&#8217;Innario. Aggiungere inni nuovi a quelli esistenti; testi nuovi; ritmi diversi. Non solo in occasione di domenica Cantate, una volta l&#8217;anno, ma pi\u00f9 spesso, mettendo al centro dei nostri culti musica pi\u00f9 forte e canto comune. Oltre alla <em>Parola<\/em> di Dio, far risuonare anche la <em>melodia<\/em> di Dio e lasciarla agire in noi. Ci\u00f2 pu\u00f2 conseguire effetti meravigliosi. Il redattore delle Cronache descrive in modo suggestivo come musicisti e sacerdoti, cantori e oranti si riuniscano e lodino Dio in armonia. Che momento meraviglioso, risonante. \u201cS\u00ec, Dio \u00e8 buono. La sua bont\u00e0 sussiste per sempre\u201d. Amen. \u00c8 l&#8217;apice, l&#8217;accordo finale di questa scena, in cui cielo e terra sembrano unirsi l&#8217;uno all&#8217;altro. \u00c8 la frase finale di questa predica e io potrei lasciare il pulpito. Sul pi\u00f9 bello, si potrebbe dire.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa. Nello stesso momento, una nuvola arriva nella casa del Signore, una nuvola scura. Allora, questo fatto avr\u00e0 spaventato o almeno reso incerte le persone. Che cosa significa? Che cosa avviene, adesso, quando tutto \u00e8 proprio cos\u00ec bello e meraviglioso?<\/p>\n<p>La prima conseguenza fu che i sacerdoti non potevano entrare nel Tempio per<\/p>\n<p>svolgere il loro servizio. Vuol dire che pastori e pastore sono superflui e possono andar via? Non credo che il passo vada inteso cos\u00ec. Il testo mi si apre alla comprensione in questo modo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1) Fino a questo momento, quando compare la nuvola, tutto era opera umana: il Tempio edificato, l&#8217;arca dell&#8217;alleanza che era sta portata l\u00ec, la processione programmata, gli strumenti accordati. Tutto a posto, ma quando compare la nuvola questa fase termina. Quando celebro nozze, pronuncio sempre questa frase: \u201cDio d\u00e0 il suo s\u00ec al s\u00ec che voi vi siete detti l&#8217;un l&#8217;altro.\u201d Cos\u00ec \u00e8 confermato, ha validit\u00e0 legale. Dio dice di s\u00ec ai nostri passi. Solo cos\u00ec essi diventano completi. Come accade alla fine dei giorni della creazione: Dio vide la sua opera ed ecco era molto buona. Tutto dipende dalla benedizione di Dio, si potrebbe cantare adesso. Solo con Dio e la sua benedizione il nostro agire umano diventa completo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2) Ma perch\u00e9 questa nuvola, pure scura? L&#8217;oscurit\u00e0 ha, come prima conseguenza, che noi diventiamo incerti, perch\u00e9 non possiamo riconoscere nulla. Se qualcosa \u00e8 avvolto dall&#8217;oscurit\u00e0, di solito noi associamo a questo fatto qualcosa di negativo, di minaccioso. Detto francamente: non lo so. Me lo spiego con il fatto che viene espresso in immagini il concetto che noi non possiamo riconoscere Dio nella sua pienezza. La nuvola scura ha la stessa capacit\u00e0 affermativa, in altri passi, della gloria radiosa da cui veniamo abbacinati. Dio si fa riconoscere in questo o in quest&#8217;altro modo, ma non completamente. Questo \u00e8 molto, molto di pi\u00f9 di quel che noi possiamo vedere. Dio si sottrae al nostro controllo umano, alle nostre attribuzioni. Se posso descrivere qualcosa completamente, allora acquisisco potere su di esso. Ma l&#8217;indescrivibile si sottrae al mio potere. Ci\u00f2 vale sia per l&#8217;oscurit\u00e0 profonda sia per la luminosit\u00e0 assoluta. \u00c8 di questo che, secondo me, qui si tratta. Dio, nonostante tutta la vicinanza nel Tempio, talvolta resta anche colui che \u00e8 il Lontano, l&#8217;Invisibile, l&#8217;Inafferrabile, l&#8217;Incomprensibile. Dirlo \u00e8 relativamente semplice. Viverlo nella propria vita \u00e8 doloroso. Molti di noi lo sanno. E io credo che se ne possa parlare solo ricorrendo alla prima persona singolare. Quando, dunque, nell&#8217;Avvento cantiamo: \u201cDio vive nell&#8217;oscurit\u00e0, ma l&#8217;ha rischiarata\u201d, ci mettiamo a fianco del poeta, Jochen Klepper, che pu\u00f2 fare questa descrizione perch\u00e9 corrisponde alla sua esperienza. Nei suoi momenti bui, la luce di Dio risplend\u00e9 per lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, in modo analogo, ci\u00f2 vale anche per molti, per tutti gli inni dell&#8217;innario. Narrano le esperienze e le speranze della fede di molti prima di noi. E se oggi li cantiamo, insieme con le melodie si forma uno spazio sonoro in cui viviamo: Dio \u00e8 percettibile, ma non afferrabile. Dio \u00e8 forte, potente, grandioso, vivificante, rinvigorente&#8230; .<\/p>\n<p>Cantiamo parole di altri e, facendolo, sperimentiamo che, talvolta, diventano anche le nostre parole. Dio entra, occupa spazio dentro di noi e tra di noi, riempie noi e tutto lo spazio intorno a noi. \u201cS\u00ec, Dio \u00e8 buono. La sua bont\u00e0 dura in eterno\u201d. Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II Cronache 5,2-5+12-14 Non dobbiamo trasformare il nostro cuore in una spelonca di ladri. Chi lo dice? a) il profeta Geremia b) il Decano c) Ges\u00f9 d) la saggezza popolare Risposta: tutti e quattro hanno ragione. 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