{"id":9319,"date":"2026-04-12T09:27:08","date_gmt":"2026-04-12T07:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9319"},"modified":"2026-04-13T09:20:23","modified_gmt":"2026-04-13T07:20:23","slug":"quasimodogeniti-pfr-dr-jonas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/quasimodogeniti-pfr-dr-jonas\/","title":{"rendered":"Quasimodogeniti &#8211; Pastore Dr. Jonas"},"content":{"rendered":"<p><em>Isaia 40, 26-31\u00a0<\/em><br \/>\n<em>26 Levate gli occhi in alto e guardate: chi ha creato queste cose? Egli le fa uscire e conta il loro esercito,<\/em><br \/>\n<em>le chiama tutte per nome; per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non ne manca<\/em><br \/>\n<em>una.<\/em><br \/>\n<em>27 Perch\u00e9 dici tu, Giacobbe, e perch\u00e9 parli cos\u00ec, Israele: \u00abLa mia via \u00e8 occulta al SIGNORE e al mio<\/em><br \/>\n<em>diritto non bada il mio Dio\u00bb?<\/em><br \/>\n<em>28 Non lo sai tu? Non l&#8217;hai mai udito? Il SIGNORE \u00e8 Dio eterno, il creatore degli estremi confini della<\/em><br \/>\n<em>terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza \u00e8 imperscrutabile.<\/em><br \/>\n<em>29 Egli d\u00e0 forza allo stanco e accresce il vigore a colui che \u00e8 spossato.<\/em><br \/>\n<em>30 I giovani si affaticano e si stancano; i pi\u00f9 forti vacillano e cadono; 31 ma quelli che sperano nel<\/em><br \/>\n<em>SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e<\/em><br \/>\n<em>non si affaticano.<\/em><\/p>\n<p>Cara Comunit\u00e0!<br \/>\nSpero che oggi siate tutti ben desti e non \u201cstanchi e spossati\u201d, perch\u00e9 questo passo biblico costituir\u00e0 un<br \/>\nbell&#8217;impegno. Pone una sfida teologica: non per le parole d&#8217;Isaia in s\u00e9 e per s\u00e9, ma per l&#8217;orientamento alla<br \/>\nPasqua! Siamo ancora nella settimana di Pasqua. Siamo ancora nel periodo pasquale e abbiamo ancora<br \/>\ndavanti agli occhi della mente, si spera, la Resurrezione di Ges\u00f9. Ed ora questa sfida: la Resurrezione di<br \/>\nGes\u00f9 nell&#8217;Antico Testamento. Questo apre subito diverse questioni teologiche.<br \/>\nCome si combinano Resurrezione di Ges\u00f9 e Antico Testamento; come metterle in rapporto tra loro: non \u00e8<br \/>\ncos\u00ec facile.<br \/>\nLo vediamo gi\u00e0 da quanto sia sempre stato difficile, per la Chiesa, trovare le letture veterotestamentarie<br \/>\nappropriate per i culti di pasqua. Non \u00e8 cos\u00ec semplice. Per Natale, come tutti sapete, questo \u00e8 molto pi\u00f9<br \/>\nfacile. Per la nascita del Redentore ci sono diversi bei passi dei profeti che risultano adeguati, anche di<br \/>\nIsaia: \u201cil popolo che cammina nelle tenebre&#8230; spunter\u00e0 un germoglio dal ceppo di Jesse&#8230; una vergine<br \/>\nrester\u00e0 incinta e partori\u00e0 un figlio\u201d.<br \/>\nPerfino per il Venerd\u00ec Santo \u00e8 pi\u00f9 facile: \u201cin verit\u00e0, port\u00f2 la nostra malattia e si caric\u00f2 dei nostri dolori&#8230;\u201d.<br \/>\nSuppongo che avreste trovato voi stessi questi annunci dell&#8217;Antico Testamento, se vi avessi interpellati.<br \/>\nMa per Pasqua? Per la Resurrezione di Ges\u00f9? Bisogna scavare pi\u00f9 a fondo. E allora si trovano solo<br \/>\naccenni tenuissimi (magari il segno di Giona, che fu per tre giorni dentro un grosso pesce; oppure il<br \/>\ncantico travolgente di Anna, madre di Samuele).<br \/>\nMotivo sufficiente, per alcuni teologi, per dire che l&#8217;Antico Testamento, in origine, non conosceva la<br \/>\nresurrezione, che sarebbe un&#8217;idea sviluppatasi nel corso del tempo. Ritengo che ci\u00f2 sia sbagliato; ma c&#8217;\u00e8<br \/>\nun aspetto vero, in quest&#8217;osservazione:<br \/>\nla Resurrezione di Ges\u00f9 \u00e8 talmente rivoluzionaria, inaspettata, nuova, che perfino i testimoni biblici,<br \/>\nall&#8217;inizio, ammutoliscono. Presumo che nessuno dei profeti dell&#8217;Antico Testamento si sarebbe mai<br \/>\nimmaginato questa grossa svolta storica. Qui \u00e8 applicato quel che \u00e8 scritto (in Isaia, ripreso da Paolo [Is<br \/>\n64, 4; I Cor 2, 9]): \u00abLe cose che occhio non vide, e che orecchio non ud\u00ec [&#8230;] sono quelle che Dio ha<br \/>\npreparate\u00bb.<br \/>\nE qui vediamo che la missione di Ges\u00f9 travalica ampiamente tutto ci\u00f2 che Dio ha fatto prima e chiarisce<br \/>\nperch\u00e9 abbiamo un Nuovo Testamento: non perch\u00e9 sia contrapposto all&#8217;Antico Testamento; non perch\u00e9<br \/>\nnon ci sia continuit\u00e0, ma perch\u00e9, nel senso pieno del termine, \u00e8 inaudito ci\u00f2 che avviene nella persona di<br \/>\nGes\u00f9.<br \/>\nTutto ci\u00f2 che Israele aveva vissuto e creduto, qui non solo \u00e8 proseguito e adempiuto, ma \u00e8 sopravanzato<br \/>\nlargamente.<br \/>\nContinuit\u00e0 e rivoluzione allo stesso tempo. Questa \u00e8 la tensione che sussiste tra Israele e noi credenti in<br \/>\nCristo. Parentela e distinzione. Comunanza ma anche differenza.<br \/>\n\u00c8 su questa linea sottile, sensibile (che tanto spesso, nella Storia, \u00e8 stata varcata in modo stolido e<br \/>\nviolento) che dobbiamo camminare; e su questa linea dobbiamo muoverci anche noi, interpretando, oggi,<br \/>\nnella settimana di Pasqua, le parole di Isaia.<\/p>\n<p>Esse non sono n\u00e9 una semplice profezia della Resurrezione di Ges\u00f9 n\u00e9 una generica trattazione della<br \/>\nsperanza che potrebbe farcela anche senza il Risorto.<br \/>\nLe meravigliose parole d&#8217;Isaia, per\u00f2, ci mettono in mano meravigliose coordinate, nel cui quadro noi<br \/>\npossiamo pensare e vivere la resurrezione: la Resurrezione di Ges\u00f9 e la nostra resurrezione!<br \/>\nI Dio pu\u00f2 tutto<br \/>\n\u201cLevate gli occhi in alto e guardate: chi ha creato queste cose? Egli le fa uscire e conta il loro esercito, le<br \/>\nchiama tutte per nome; per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non ne manca<br \/>\nuna.\u201d<br \/>\nIl Signore, Dio eterno, che ha creato le estremit\u00e0 della Terra, \u00e8 imperscrutabile.<br \/>\nDio \u00e8 il creatore dell&#8217;universo. Ha stabilito le leggi naturali. Ha posto le regole. Tutto ci\u00f2 che accade \u00e8<br \/>\nnelle sue mani: anche ci\u00f2 che non possiamo immaginare.<br \/>\n\u201cNon riesco ad immaginare la resurrezione di Ges\u00f9\u201d; \u201cnon riesco a immaginare una vita dopo la morte\u201d:<br \/>\nquanto spesso abbiamo sentito frasi simili.<br \/>\nCon Isaia, potremmo obiettare:<br \/>\n\u201cNon lo sai? Non l&#8217;hai udito?\u201d<br \/>\nIl Signore, Dio eterno, che ha creato le estremit\u00e0 della Terra, \u00e8 imperscrutabile.<br \/>\nCome potrebbe essere vincolato a qualsiasi limite colui che \u00e8 il fondamento di tutto?<br \/>\nCome potrebbe fallire a caus di un sepolcro chiuso, colui che chiama gli astri del cielo per metterli ai loro<br \/>\nposti?<br \/>\nCome potrebbe negare la vita al proprio Figlio unigenito, colui che \u00e8 la vita in persona?<br \/>\nCome potrebbe non volerci eternamente con s\u00e9, colui che ci ha creati per amore e che ci ha redenti a caro<br \/>\nprezzo?<br \/>\nCare Sorelle e cari Fratelli,<br \/>\nNon ci sono divieti di pensiero per il bene e per la salvezza.<br \/>\nSituazioni senza prospettive, malattie oncologiche gravi, profondi stati depressivi:<br \/>\nnon ci sono divieti di pensiero per una svolta salutare, per l&#8217;intervento prodigioso di Dio, per l&#8217;aiuto<br \/>\ninaspettato.<br \/>\nNon ci sono divieti di pensiero riguardo alla situazione tesa e bloccata del nostro mondo. Non ci sono<br \/>\nriguardo allo sviluppo negativo del clima. Non ci sono riguardo alla situazione economica in questo<br \/>\nPaese.<br \/>\nIl Signore, Dio eterno che ha creato le estremit\u00e0 della Terra, pu\u00f2 dare una svolta a tutto.<br \/>\nChi parte dal presupposto di Dio creatore dell&#8217;universo e della propria vita, pu\u00f2 accettare la Resurrezione<br \/>\ndi Ges\u00f9, con stupore e, magari esitando un po&#8217;, accettando cos\u00ec l&#8217;intervento inaudito di Dio nel corso delle<br \/>\ncose.<br \/>\nQuesto non \u00e8 un invito a lasciar cadere le mani in grembo e a rinunciare ad ogni azione razionale. Siamo<br \/>\ngi\u00e0 chiamati in causa con i nostri doni. Ma non possiamo escludere a priori la possibilit\u00e0 del bene<br \/>\ninaspettato.<br \/>\nMi sembra che, spesso, sul nostro Paese e sulla nostra Chiesa si sia depositato uno strato di polvere<br \/>\npessimistica. Si va solo gi\u00f9 per la china. Pu\u00f2 darsi che i numeri siano brutti, ma abbiamo un Dio con<br \/>\npossiamo possiamo fare i conti.<br \/>\nQuesta stanchezza plumbea, che attualmente vediamo ovunque, ci conduce al secondo punto.<\/p>\n<p>II Gli esseri umani sono deboli<br \/>\nIsaia d\u00e0 di noi esseri umani, e soprattutto degli uomini, una testimonianza molto disincantata:<br \/>\ni giovani si affaticano e si stancano; gli uomini vacillano e cadono.<br \/>\nE se c&#8217;\u00e8 un aspetto che delle nostre parole di oggi, tratte dal libro d&#8217;Isaia, che si addice alle cronache<br \/>\nneotestamentarie della Pasqua, allora \u00e8 questo: gli uomini costituiscono la grande delusione. In occasione<br \/>\ndell&#8217;arresto di Ges\u00f9, scappano; mentono alla domanda seria; sono assenti sotto la Croce; a Pasqua si<br \/>\nrintanano al chiuso; e perfino quando sentono parlare della Resurrezione dubitano, come Tommaso.<br \/>\nLe donne restano sotto la Croce. Le donne, per un misto di amore e tradizione, la mattina vanno al<br \/>\nsepolcro. Le donne trasmettono la notizia della Resurrezione.<br \/>\nMa quelli che davanti a Ges\u00f9 si erano espressi con toni reboanti, all&#8217;improvviso si erano dileguati.<br \/>\nS\u00ec, i discepoli si erano affaticati e stancati e gli uomini vacillano e cadono.<\/p>\n<p>Quelli che si presume che siano forti fanno presto ad arrivare ai loro limiti. Quelli che, nel mondo, danno<br \/>\nil \u201cla\u201d, diventano quelli che parlano a bassissima voce.<br \/>\nPensiamo sempre che essere forti sia in relazione con la propria forza.<br \/>\nIsraele, come molti popoli, dovette vedere come gli uomini giovani, mandati in guerra in et\u00e0 da portare le<br \/>\narmi, si stancassero e crollassero. S\u00ec, perfino gli uomini giovani, all&#8217;apice della forza fisica, non sono<br \/>\nadatti come esempio della fede.<br \/>\nNon sono n\u00e9 l&#8217;et\u00e0 giovane n\u00e9 la nostra intelligenza a salvarci.<br \/>\n\u00c8 Dio.<br \/>\nEgli d\u00e0 forza a quelli che sono stanchi e vigore a quelli che non ne hanno.<br \/>\nE se possiamo imparare qualcosa da queste cronache di Pasqua, contenute nei Vangeli, cronache poco<br \/>\ngloriose, \u00e8 che non furono i discepoli stessi a rimettersi in sesto. Non furono i discepoli a prendere di<br \/>\nnuovo in mano le loro vite. Non furono i discepoli a venire, in qualche modo, a pensare di raccontarsi,<br \/>\nabbellendola, la morte di Ges\u00f9 e a cambiarne, in qualche modo, l&#8217;interpretazione.<br \/>\nFu il Risorto stesso a rimettere in piedi gli uomini, completamente stremati e paralizzati, perch\u00e9 ristabil\u00ec<br \/>\nper loro ci\u00f2 che costituisce la nostra vita: senso e relazione.<br \/>\nIsaia ha ragione: Egli d\u00e0 forza allo stanco e accresce il vigore a colui che \u00e8 spossato. Non \u00e8 lo Stato, non \u00e8<br \/>\nla propria salute, non \u00e8 la sicurezza finanziaria, non siamo noi stessi. Come Pietro, noi dobbiamo<br \/>\nriconoscere, un po&#8217; spaventati: egli \u00e8 il Signore!<br \/>\nIII Diio vince la nostra stanchezza<br \/>\nEcco il mio ultimo paragrafo:<br \/>\nil Signore non vince solo la morte, ma anche la nostra stanchezza.<br \/>\nCome lo fa?<br \/>\nCi fa la ramanzina? Ci sprona? Ci fa sentire il fiato sul collo?<br \/>\nLe cronache della Pasqua ci testimoniano, in modo meraviglioso, che non \u00e8 tutto questo.<br \/>\nGes\u00f9, come abbiamo ascoltato oggi, non infrange con la forza, dall&#8217;esterno, la porta dietro la quale si sono<br \/>\nasserragliati i discepoli. Vede le porte chiuse e non ha bisogno di ricorrere alla violenza. In quanto Figlio<br \/>\ndi Dio, Risorto, pu\u00f2 attraversare i muri. Compare al centro senza violenza.<br \/>\n\u00c8 questo ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno! Non di pi\u00f9 violenza, non di pi\u00f9 minacce, non di pi\u00f9 paternalismo,<br \/>\nma di uno che, per amore, riesca a venire in mezzo a noi, nel nostro cuore, e a travolgerci col suo amore.<br \/>\nAll&#8217;inizio del cammino di Ges\u00f9, in questa festa di Pasqua, nel Vangelo di Giovanni \u00e8 scritto: \u201cam\u00f2 suoi<br \/>\nsino alla fine\u201d (Gv 13, 1).<br \/>\n\u00c8 questo, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno. \u00c8 questo ci\u00f2 che vince la paura. Queste sono le uniche cose che<br \/>\nvincono la paura: attenzione amorevole, apprezzamento e comunione.<br \/>\nGes\u00f9 viene come colui che conosce la sofferenza perch\u00e9 egli stesso l&#8217;ha patita. E viene dalla paura,<br \/>\ndall&#8217;abbandono e compare in mezzo a noi dicendo \u201cla pace sia con voi\u201d.<br \/>\nShalom \u00e8 detto in origine; e shalom \u00e8 il contrario della paura: \u00e8 sicurezza, essere salvi, pervenuti alla<br \/>\nquiete, essere in armonia e poter essere rilassati: rilassati non nel senso di trascurati, ma nel senso di<br \/>\naccolti e protetti.<br \/>\n\u00c8 soltanto la presenza di Ges\u00f9 a trasformare tutto. \u00c8 soltanto la sua natura, la sua opera, la sua parola; ed<br \/>\nviene la pace.<br \/>\nMa, attenzione: pace, non quiete cimiteriale!<br \/>\nAlla morte si potrebbe reagire con un \u201criposa in pace\u201d o con una formula di congedo come \u201cva&#8217; in pace\u201d:<br \/>\nl&#8217;acettazione quieta di una realt\u00e0 contro cui non si pu\u00f2 nulla.<br \/>\nLa maggior parte delle persone immagina la morte come un sonno eterno.<br \/>\nMa chi immagina la morte come un sonno la sminuisce!<br \/>\nChi pensa che sia bene, alla fine, chiudere gli occhi e cadere in un soave nulla, come minimo non<br \/>\ncondivide la visione della Bibbia.<br \/>\nPer la Bibbia, la morte \u00e8 la solitudine pi\u00f9 profonda; \u00e8 la completa assenza di relazioni; \u00e8 l&#8217;interruzione di<br \/>\ntutto ci\u00f2 che, una volta, era stato bello e degno di essere vissuto.<br \/>\nLa morte lacera le nostre relazioni amorose. Questo \u00e8 l&#8217;aspetto che, forse, spaventa ancora anche<br \/>\nl&#8217;individuo moderno, che non vuole sentir parlare del giudizio venturo di Dio e che si accomoda nell&#8217;idea<br \/>\nche, alla fine, semplicemente ci si addormenti per sempre.<br \/>\nPossiamo immaginare l&#8217;aldil\u00e0 come vogliamo. Possiamo augurarci, alla fine, un lungo sonno. Possiamo,<br \/>\nalla fine, essere stanchi della vita e di tutte le cose!<br \/>\nMa Dio non ci lascia dormire in eterno.<br \/>\nD\u00e8stati, tu che dormi,<\/p>\n<p>e sorgi dai morti,<br \/>\ncos\u00ec Cristo t&#8217;illuminer\u00e0.<br \/>\nLa Lettera agli Efesini (5, 14) ci tramanda quest&#8217;antichissimo inno pasquale che suona davvero sgradevole<br \/>\nper tutti quelli che dormono a lungo. Cristo non ci lascia dormire.<br \/>\nIl Risorto non ci lascia oziare. Non dopo la nostra morte. E nemmeno adesso, se vegetiamo<br \/>\nnell&#8217;incredulit\u00e0 o in idee sull&#8217;aldil\u00e0 di produzione propria.<br \/>\nIl sonno naturale \u00e8 una cosa necessaria. Ma, alla fine, \u00e8 una cosa molto solitaria, addirittura egoistica: chi<br \/>\ndorme \u00e8 riferito solo a se stesso. Chi dorme non fa nulla per gli altri. Chi dorme non cura alcuna relazione,<br \/>\nnon ascolta e non parla.<br \/>\nDio, alla fine, non vuole dormiglioni, ma vuole una relazione con noi.<br \/>\nDio, alla fine, non vuole nemmeno starsene in pace per conto suo, lontano da questo mondo che tanto lo<br \/>\nha fatto arrabbiare, ma vuole con s\u00e9 noi peccatori.<br \/>\nPerci\u00f2 c&#8217;\u00e8 tutta questa storia con Ges\u00f9; perci\u00f2 ci sono la Croce e la Resurrezione: non per riemire un libro<br \/>\ndella letteratura mondiale, ma per attirare a s\u00e9 persone che sono lontane da lui.<br \/>\nIn ultima analisi, nella questione di morte e vita eterna, non si tratta di dormire o essere desti, ma di<br \/>\nsolitudine o relazione.<br \/>\nE chi ama vuole la relazione, non il tacere eterno!<br \/>\nLa morte pu\u00f2 apparirci come un sonno, ma Dio non ci lascia dormire.<br \/>\nE la stanchezza \u00e8 la fase che precede il sonno, \u201cma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove<br \/>\nforze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.\u201d<br \/>\nLa nostra fede pu\u00f2 addormentarsi; la nostra motivazione pu\u00f2 sempre collassare, ma questo Dio non si<br \/>\naddormenta.<br \/>\nNo, questo salvatore d&#8217;Israele non dorme n\u00e9 ozia!<br \/>\nGli esseri umani si stancano e si spossano, anche nella fede.<br \/>\nMa Dio non si addormenta, non si rassegna all&#8217;incredulit\u00e0 degli esseri umani.<br \/>\nE alla nostra epoca cos\u00ec tanto incredula, in cui cos\u00ec tanti atei lo pensano, non si pu\u00f2 mai dire troppo spesso<br \/>\nquesto:<br \/>\nMa Dio non si addormenta, non si rassegna all&#8217;incredulit\u00e0 degli esseri umani.<br \/>\n\u201cI giovani si affaticano e si stancano; i pi\u00f9 forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel SIGNORE<br \/>\nacquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si<br \/>\naffaticano.\u201d<br \/>\nEsempio della fede che resiste nel tempo \u00e8 l&#8217;aquila.<br \/>\nPerch\u00e9?<br \/>\nL&#8217;aquila non si libra in alto con le proprie forze. L&#8217;aquila non sale grazie a rapidi colpi d&#8217;ala, ma sale<br \/>\nperch\u00e9, con le ali distese, si lascia trasportare in alto dalle correnti d&#8217;aria.<br \/>\nBernardo di Chiaravalle l&#8217;ha detto in modo splendido:<br \/>\nLa croce \u00e8 un peso come<br \/>\nlo sono le ali per gli uccelli.<br \/>\nEsse li conducono in alto.<br \/>\nE la fede non \u00e8 restare attaccati in modo spasmodico a ci\u00f2 che abbiamo e che possiamo. La fede \u00e8 lasciarsi<br \/>\ncadere nella fedelt\u00e0 di Dio.<br \/>\nL&#8217;aquila giovane, che non lasci mai il nido e non provi mai a vedere se le sue ali la sostengano, morir\u00e0 di<br \/>\nfame.<br \/>\nAlla filosofia di vita che resti fermo alle proprie prestazioni, alla fine mancher\u00e0 anche il nutrimento.<br \/>\nMa chi si lascia sostenere da Dio pu\u00f2 lasciarsi cadere.<br \/>\nNon solo nel letto, la sera, ma anche nell&#8217;ultimo sonno, che sonno non \u00e8, ma \u00e8 l&#8217;essere riportati a casa da<br \/>\nGes\u00f9.<br \/>\nDetto con le parole di Jochen Klepper:<br \/>\nNon guardare a quel che tu stesso sei<\/p>\n<p>nella tua colpa e debolezza.<br \/>\nGuarda a colui che \u00e8 venuto<br \/>\na parlare in tuo favore.<br \/>\nGuarda a ci\u00f2 che ti accade oggi,<br \/>\noggi, che il tuo Salvatore \u00e8 entrato<br \/>\nper riportarti a casa<br \/>\nsu forti ali d&#8217;aquila.<br \/>\nAmen.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isaia 40, 26-31\u00a0 26 Levate gli occhi in alto e guardate: chi ha creato queste cose? 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