{"id":9275,"date":"2026-04-04T09:22:45","date_gmt":"2026-04-04T07:22:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=9275"},"modified":"2026-04-04T09:22:45","modified_gmt":"2026-04-04T07:22:45","slug":"karfreitag-pfr-dr-jonas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/karfreitag-pfr-dr-jonas\/","title":{"rendered":"Venerd\u00ec Santo &#8211; Pastore Dr. Jonas"},"content":{"rendered":"<p>Predica: II Corinzi 5, 17-21\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pastore Dr. Michael Jonas<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>17<\/em><em>\u00a0 Se dunque uno \u00e8 in Cristo, egli \u00e8 una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.\u00a0 18\u00a0 E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con s\u00e9 per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.\u00a0 19\u00a0 Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con s\u00e9 il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>20<\/em><em>\u00a0 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.\u00a0 21\u00a0 Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinch\u00e9 noi diventassimo giustizia di Dio in lui.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cara Comunit\u00e0!<\/p>\n<p>Che cosa vedete, quando guardate davanti a voi, nella nostra chiesa? In quale direzione guardate, quando meditate o pregate qui? Guardate al Ges\u00f9 vivente, circondato d&#8217;oro, nel mosaico lass\u00f9 in alto o al Ges\u00f9 crocifisso in basso, sull&#8217;altare? Nella nostra chiesa potete scegliere, in certo qual modo. Ma, naturalmente, quello che mi interessa non \u00e8 la direzione del vostro sguardo, qui in chiesa; \u00e8, invece, quale immagine di Ges\u00f9 abbiate davanti a voi quando pensate a lui, quando ve lo immaginate, quando vi rivolgete a lui. Quale immagine <em>interiore<\/em> di Ges\u00f9 abbiamo nel cuore?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 posto solo per il simpatico narratore di storie e guaritore della Galilea oppure c&#8217;\u00e8 posto anche per colui che muore in Croce, passivo e sfinito? \u201cSplendido Cristo\u201d oppure \u201cAgnello di Dio\u201d?<\/p>\n<p>E qui non si tratta di un&#8217;alternativa genuina o di questioni di gusto o della nostra singola situazione; ma si tratta se davvero il Ges\u00f9 sofferente, misero, morente, anzi, morto abbia posto nella nostra idea di fede e, se s\u00ec, qual \u00e8.<\/p>\n<p>Ci sono e ci sono sempre state correnti, nella Chiesa, che vogliono mettere in disparte queste immagini sgradevoli e sconvolgenti del Crocifisso; o che, almeno, vogliono evitare di metterle al centro.<\/p>\n<p>Il Venerd\u00ec Santo come, in certo modo, piccolo contrattempo nella Storia, come episodio secondario sgradevole della narrazione di Ges\u00f9, come tappa sgradita dell&#8217;anno ecclesiastico.<\/p>\n<p>La devozione del Venerd\u00ec Santo, la mistica della Croce, gli inni della Passione, l&#8217;idea di espiazione: tutto questo non \u00e8 solo triste e deprimente, ma \u00e8 patologico, dice l&#8217;accusa, e quindi \u00e8 nocivo alla salute psichica delle persone.<\/p>\n<p>E quindi, via le mani dal Venerd\u00ec Santo e via la Croce come immagine centrale della nostra fede e invece guardare fuori, alla Natura o a immagini pi\u00f9 liete di Ges\u00f9?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che cosa vede, quando guardate davanti a voi, nella nostra chiesa?<\/p>\n<p>Proprio questa domanda, in una serata di poco tempo fa, ha portato a una discussione animata.<\/p>\n<p>Si parlava, molto concretamente, di una chiesa di Roma, della pi\u00f9 importante chiesa di Roma, di S. Pietro. L\u00ec, proprio davanti a tutto, come sapete, c&#8217;\u00e8 il cosiddetto altare della cattedra di Pietro, di Bernini.<\/p>\n<p>Per quanto quest&#8217;altare sia, sotto il profilo artistico, indiscutibilmente grandioso, \u00e8 discutibile sotto il profilo teologico: manca, infatti, il riferimento visivo a Cristo. Soprattutto, manca la Croce.<\/p>\n<p>Ora, Papa Francesco, alcuni anni fa, fece collocare, sul piano dell&#8217;altare, una grande croce, che risaltava bene sul marmo nero.<\/p>\n<p>E proprio questa croce accese una discussione animata in una serata, organizzata da giornalisti, cui ero stato invitato anch&#8217;io. Si disse come prima cosa che questa croce fosse un&#8217;innovazione molto positiva del papa, perch\u00e9 poneva finalmente il cenro della fede cristiana al centro dell&#8217;asse prospettico della basilica. Non la vedeva cos\u00ec una giornalista cattolica: l&#8217;immagine di un uomo morente non poteva essere al centro della nostra fede. Quest&#8217;immagine non si adattava a un Dio della vita. E cos\u00ec cominci\u00f2 una grande discussione su tutte le croci, oltre S. Pietro. Era morboso e nocivo, sosteneva, avere davanti agli occhi un uomo morto. Altri giornalisti e teologi presenti obiettarono; e presto fummo dentro una discussione tesa sulla morte di Ges\u00f9, bench\u00e9 si trattasse di una cena a lume di candela nel periodo precedente il Natale: Venerd\u00ec Santo in Avvento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;atmosfera rischi\u00f2 di rovinarsi. E la morte di Ges\u00f9 fu occasione di scontro, molto lontano da ci\u00f2 che abbiamo letto oggi in Paolo, che parla di <em>riconciliazione<\/em>. Questa parola importante compare tre volte nel nostro passo: \u201cDio era in Cristo nel <em>riconciliare<\/em> con s\u00e9 il mondo\u201d;<\/p>\n<p>\u201c[Dio] ha messo in noi la parola della <em>riconciliazione<\/em>\u201d; \u201cVi supplichiamo nel nome di Cristo: siate <em>riconciliati<\/em> con Dio\u201d. Sono belle frasi; frasi contro cui pressoch\u00e9 nessuno ha qualcosa in contrario.<\/p>\n<p>Ci piace sentir parlare di riconciliazione. Abbiamo bisogno di riconciliazione: in questo mondo, tra di noi, con noi stessi e, magari, anche con Dio. Qui non si accenderebbe nessun contrasto, nemmeno da parte di atei. Da questo non nascerebbe alcuna discussione a tavola.<\/p>\n<p>Dovremmo forse preferire parlare di riconciliazione per mezzo del buon Dio, invece che per mezzo di Ges\u00f9 in croce, che, tra i tormenti mortali, porta il peccato dell&#8217;umanit\u00e0?<\/p>\n<p>Cristianesimo senza Croce?<\/p>\n<p>Di fatto, nel nostro passo, tratto dalla II Lettera ai Corinzi, manca la parola \u201ccroce\u201d. N\u00e9 leggiamo di sangue, chiodi o corona di spine.<\/p>\n<p>Abbiamo forse qui il punto di partenza di un cristianesimo senza Croce e senza idea di espiazione?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cara Comunit\u00e0, se consideriamo Paolo nel contesto, allora capiamo presto che, per lui, nulla funziona senza Croce ed espiazione. \u201cMa noi predichiamo Cristo crocifisso\u201d, dice in modo chiaro, all&#8217;inizio della I Lettera ai Corinzi. E vede anche in modo chiaro l&#8217;effetto, foriero di conflitti, di quest&#8217;annuncio. La Croce deve apparire \u201cscandalo\u201d e \u201cpazzia\u201d (I Cor 1, 23-24).<\/p>\n<p>\u201cDio lo [Ges\u00f9] ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue\u201d (Rm 3, 25), scrive Paolo nel punto centrale.<\/p>\n<p>Egli ha reso peccato, per noi, colui che non conosceva peccato.<\/p>\n<p>Noi, quindi, non possiamo contrapporre riconciliazione ed espiazione!<\/p>\n<p>Tutto, invece, dipende dal fatto che comprendiamo nel modo giusto, delineandone correttamente i contorni, la parola \u201criconciliazione\u201d nella II Lettera ai Corinzi e nel giorno del Venerd\u00ec Santo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1<\/p>\n<p>La prima cosa che dobbiamo chiarire \u00e8 <em>chi<\/em> qui si riconcilia con <em>chi<\/em>.<\/p>\n<p>Pensando alla riconciliazione, ci vengono in mente, di solito, due partner con pari diritti.<\/p>\n<p>Due colleghi hanno litigato, ma si riconciliano di nuovo dopo un chiarimento. Due amiche non si parlano pi\u00f9, ma, dopo un po&#8217;, decidono di andare oltre e si riconciliano. \u00c8 cos\u00ec, o in modi analoghi, che immaginiamo la riconciliazione. Ognuna delle parti cede qualcosa; ognuna delle parti ammette errori; ognuna delle parti si tira un po&#8217; indietro: cos\u00ec avviene la riconciliazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec nel nostro caso sulla Croce! Perch\u00e9 qui, gi\u00e0 solo tra le due parti coinvolte, c&#8217;\u00e8 una gross differenza. Da una parte c&#8217;\u00e8 Dio, dall&#8217;altra l&#8217;essere umano. Da una parte c&#8217;\u00e8 il Creatore, dall&#8217;altra la creatura. Qui non si riconciliano due partner con pari diritti, che stanno sullo stesso piano. Perfino se lo volessimo, non potremmo semplicemente tendere la mano al Dio eterno, sommo.<\/p>\n<p>E se ci domandiamo chi si veda attribuire colpe, allora qui soltanto una parte ne \u00e8 interessata: l&#8217;essere umano, che si \u00e8 allontanato da Dio; che, nel paradiso, ha colto il frutto proibito; che spregia i santi comandamenti di Dio; che \u00e8 andato via dalla casa paterna, come il figliol prodigo o come in altre immagini della Bibbia che illustrano il peccato.<\/p>\n<p>Qui non si fronteggiano due partiti, animati da ostilit\u00e0. Dio non \u00e8 mai stato nemico dell&#8217;essere umano. \u00c8 stato l&#8217;<em>essere umano<\/em> a ribellarsi a Dio e ad allontanarsi da lui.<\/p>\n<p>Il padre non ha mai dichiarato di essere ostile al figliol prodigo. Ferito e triste, lo ha soltanto aspettato.<\/p>\n<p>Care sorelle e cari fratelli, l&#8217;equivoco \u00e8 unilaterale! E anche il ripristino della relazione interrotta \u00e8 unilaterale. Proviene da Dio. Dio era in Cristo e riconcili\u00f2 il mondo con se stesso.<\/p>\n<p>Il soggetto della riconciliazione \u00e8 Dio! Sulla Croce, ad agire \u00e8 Dio, non l&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Tutto dipende dal fatto di riconoscere chi qui sia il soggetto e chi sia l&#8217;oggetto della riconciliazione.<\/p>\n<p>Dio stesso, nell&#8217;evento della Croce, di sua sponte ha risolto l&#8217;ostilit\u00e0 dell&#8217;essere umano peccatore, ha vinto la sua ribellione e lo ha posto in rapporto giusto e salvifico con se stesso.<\/p>\n<p>Questa riconciliazione cambia noi esseri umani; ma non cambia il Dio eterno!<\/p>\n<p>Paolo non conosce un cambiamento di umore, per mezzo della Croce, di un Dio fino ad allora irato. L&#8217;evento della Croce ha come <em>conseguenza<\/em> che ora i riconciliati vengono salvati nel <em>giudizio d&#8217;ira<\/em> venturo. Questo \u00e8 il cambiamento! Questa \u00e8 la trasformazione che il Venerd\u00ec Santo reca con s\u00e9. Non c&#8217;\u00e8 cambiamento d&#8217;umore di una divinit\u00e0 assetata di vendetta o di sangue!<\/p>\n<p>Il Dio eterno era in Cristo e prende il castigo su di s\u00e9; e noi poveri peccatori siamo liberi, riconciliati, abbiamo pace con Dio. Sulla Croce, ad agire \u00e8 Dio, non l&#8217;essere umano!<\/p>\n<p>E, vedete, ci\u00f2 \u00e8 importantissimo, quando guardiamo al Crocifisso.<\/p>\n<p>L\u00ec vediamo, appunto, non la creatura sofferente, ma Dio stesso.<\/p>\n<p>L\u00ec vediamo, appunto, non un essere umano come te e me, che si sacrifica, ma Dio stesso che viene incontro, fino all&#8217;estremo limite, al suo creato caduto, votato alla morte.<\/p>\n<p>Sulla Croce, non vediamo l&#8217;umanit\u00e0 disperatamente sfinita, di cui magari si gode in modo sadico, ma vediamo il Figlio di Dio che scende in fondo all&#8217;abisso della condizione di perdizione e di malvagit\u00e0 per trasformarla, per fare nuove tutte le cose.<\/p>\n<p>Sulla Croce, non fissiamo lo sguardo su un uomo morto, per rabbrividire o per arrenderci di fronte alla crudelt\u00e0, ma riconosciamo che Dio era in questo Ges\u00f9 di Nazareth per portarci a casa con lui, per quanto noi possiamo essere precipitati in basso.<\/p>\n<p>La Croce, pertanto, \u00e8 segno di salvezza, non monumento alla crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2<\/p>\n<p>Chiariamo ora da che cosa dobbiamo essere salvati e perch\u00e9 dobbiamo essere riconciliati da Dio.<\/p>\n<p>Riguardo al peccato, cui pensiamo adesso, immaginiamo singole azioni. Abbiamo sbagliato a fare alcune cose, non tutto! Falliamo di continuo. Ma tutto questo non corrisponde all&#8217;immagine biblica del peccato.<\/p>\n<p>Il peccato \u00e8 essere; non \u00e8 azione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che, in noi umani, \u00e8 malato e va storto non sono singole azioni che deragliano, ma \u00e8 il nostro intero essere.<\/p>\n<p>Paolo, nel peccato, non vede questo o quello sbaglio, ma vede una potenza che ci domina; potenza che ci rende schiavi; potenza che dimora in noi e occupa il centro della nostra persona.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano, quindi, \u00e8 peccatore non solo nel suo fare ed agire, ma lo \u00e8 in modo complessivo, totale nel suo essere ostile a Dio e lontano da Dio.<\/p>\n<p>Il fatto che a questo essere umano sia stato tolto il peccato; che l&#8217;essere umano possa sgravarsi di tale peccato come di un peso: tutto questo, per Paolo, \u00e8 inconcepibile.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il distanziamento dal peccato potrebbe essere, per il peccatore, solo distanziamento <em>da se stesso<\/em>. Annullamento della realt\u00e0 del peccato pu\u00f2 soltanto voler dire che l&#8217;essere umano completo stesso \u00e8 stato annullato per far posto a un essere umano <em>nuovo <\/em>fin dalle fondamenta!<\/p>\n<p>Separazione del peccatore dal suo peccato: questo dev&#8217;essere un evento di morte e resurrezione, di rovina e nuova creazione! Ed \u00e8 proprio questo che avviene nel Venerd\u00ec Santo!<\/p>\n<p>E proprio questo ci guida all&#8217;inizio del nostro passo biblico di oggi:<\/p>\n<p><em>\u201cSe dunque uno \u00e8 in Cristo, egli \u00e8 una nuova creatura.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nel Venerd\u00ec Santo, non ci vengono tolti soltanto alcuni errori commessi; sulla Croce, non viene pacificato un Dio della vendetta irato: il Venerd\u00ec Santo, veniamo ricreati in modo nuovo; veniamo posti da Dio in luce nuova; riceviamo una bussola interiore non influenzata dal peccato.<\/p>\n<p>Paolo pu\u00f2 nominare insieme riconciliazione, espiazione e nuova creazione perch\u00e9, per lui, esse si integrano, si includono e si illuminano a vicenda.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il suo sguardo puntato sul Crocifisso! \u00c8 uno sguardo ardito, ammettiamolo!<\/p>\n<p>Uno sguardo puntato sugli abissi; ma non \u00e8 uno sguardo cupo, fatalista.<\/p>\n<p>E il nostro sguardo? Paolo, oggi, ci esorta: <em>\u201csiate riconciliati con Dio!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>E ogni sguardo puntato sulla Croce, qui a S. Pietro o altrove, ci dir\u00e0 lo stesso.<\/p>\n<p>La Croce non ti tira in basso, ma ti rialza mettendoti dritto.<\/p>\n<p>La Croce non ti fa malato, ma salvo e sano.<\/p>\n<p>La Croce non \u00e8 segno di fine, ma, sempre, di nuovo inizio.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Predica: II Corinzi 5, 17-21\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pastore Dr. Michael Jonas &nbsp; 17\u00a0 Se dunque uno \u00e8 in Cristo, egli \u00e8 una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.\u00a0 18\u00a0 E tutto questo viene da Dio, che ci<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-9275","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aktuelle-predigten"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9275"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9278,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9275\/revisions\/9278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}