{"id":7634,"date":"2024-04-27T09:26:33","date_gmt":"2024-04-27T07:26:33","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=7634"},"modified":"2024-04-27T09:34:53","modified_gmt":"2024-04-27T07:34:53","slug":"die-zukunft-des-christentums-prof-dr-dr-h-c-mult-christoph-markschies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/die-zukunft-des-christentums-prof-dr-dr-h-c-mult-christoph-markschies\/","title":{"rendered":"Il futuro del cristianesimo &#8211; Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Christoph Markschies"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il futuro del cristianesimo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Conferenza inaugurale del 24\u00b0 Sinodo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0e in occasione del 75\u00b0 anniversario della fondazione della<\/strong><br \/>\n<strong>Chiesa Evangelica Luterana in Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>25 aprile 2024, Christuskirche di Roma<\/strong><\/p>\n<p>Interpellare uno <em>storico<\/em> quale sia il futuro di qualcosa \u00e8, eminentissimo Signor Cardinale Fern\u00e1ndez, care Sorelle e cari Fratelli, un&#8217;idea molto rischiosa; e io sono, per buona parte della mia professione, storico: storico del cristianesimo antico, per essere esatti. Interpellare uno storico \u00e8 un&#8217;idea rischiosa, quindi, perch\u00e9, di professione, si occupa del <em>passato<\/em> e non del <em>futuro.<\/em> Lo storico pu\u00f2, per cos\u00ec dire, predire ex-post il passato di cui si \u00e8 perduta la conoscenza esatta o che \u00e8 diventato molto oscuro, basando su ipotesi una buona parte della sua ricostruzione del passato. Cos\u00ec come la previsione del futuro \u00e8 basata su ipotesi, perch\u00e9 non ne esiste una conoscenza esatta o perch\u00e9 \u00e8 diventato molto oscuro. Ho pensato a lungo che quest&#8217;analogia strutturale tra lo storico, che ricostruisce il passato, e lo scienziato che (come il futurologo) predice il futuro, \u00e8 oggetto anche di un detto famoso di Friedrich Schlegel (1772-182), esponente del primo Romanticismo tedesco. Schlegel, in un frammento della rivista \u201cAthen\u00e4um\u201c del 1798, scrisse che \u201clo storico (\u2026) \u00e8 un profeta al contrario\u201c. Oggi so che Schlegel intendeva qualcosa di affatto diverso: quel filosofo della cultura muove da una filosofia della Storia fondata su base cristiana e teologica e parla, in quel frammento, dello storico cos\u00ec formato, che guarda al passato e, poich\u00e9 lo vede come parte della storia della salvezza di Dio, guardando in retrospettiva alla storia passata della salvezza pu\u00f2 osare anche di guardare al futuro, perch\u00e9 la storia della salvezza di Dio per e con il suo mondo non \u00e8 finita col presente, ma\u00a0 procede verso il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, in generale, vale anche questo: osservando qualcosa e spiegando (seppure in forma ipotetica) come sia diventato quel che \u00e8, intendiamo anche, al tempo stesso, anche predire che cosa ne deriver\u00e0; gi\u00e0 Aristotele nota che, se si vede davanti a s\u00e9 un strumento e se ne ricostruisce la formazione dal legno, al tempo stesso si pensa anche sempre che tale strumento, in futuro, verr\u00e0 suonato. L&#8217;idea di Friedrich Schlegel che lo storico provveduto di formazione cristiana e teologica studi il piano di salvezza divino nei testi e negli avvenimenti del passato, risale nel suo nucleo a Ireneo, vescovo di Lione, originario dell&#8217;Asia Minore, attivo in Gallia ai tempi dell&#8217;impero romano. Nel suo \u201cContro le eresie\u201c, Ireneo, negli anni &#8217;80 del II secolo, scrisse che Dio \u201ccome un architetto, ha delineato un piano di salvezza\u201c (<em>fabricationem salutis ut architectus delinians<\/em>).<\/p>\n<p>Naturalmente, ci sono molte possibilit\u00e0 di parlare del futuro del cristianesimo; ma io non sono n\u00e9 giurista n\u00e9 sociologo e, qui, resto nell&#8217;ambito della mia professione, guardando al passato, nel senso inteso da Friedrich Schlegel e Ireneo di Lione, e derivandone previsioni per il futuro, anzitutto come storico e poi anche come storico che pensa in senso cristiano e versato per la teologia, che non si perita di ricercare nella Storia anche la storia della salvezza di Dio. Naturalmente, so che, specie nel XX secolo, la storia della salvezza non ha goduto di molto prestigio, nella teologia evangelica (in particolare fu Rudolf Bultmann a esprimersi in modo molto critico su di essa) e, naturalmente, mi \u00e8 chiaro che, nel dialogo ecumenico, a questo punto si aggiunga una sfilza di domande; magari, dopo le conferenze, ci sar\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di sollevare e approfondire tali questioni. Ma mi preme, a Roma, non ripetere discorsi che, in Germania, \u00e8 diventato usuale ascoltare sul tema del \u201cfuturo del cristianesimo\u201c ed \u00e8 importante, per me, in occasione del giubileo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, non fare come se stessi parlando della Chiesa Evangeica in Germania. Negli scorsi 75 anni, sono accadute molte cose che, in Germania, non ci si immaginerebbero: non penso solo all&#8217;entrata di comunit\u00e0 prevalentemente di lingua italiana e alla crescente importanza del bilinguismo in tutte le comunit\u00e0, ma penso anche alla possibilit\u00e0, che si \u00e8 avuta per la Chiesa evangelica, grazie alla firma dell&#8217;Intesa nel 1995, di far pervenire alla CELI, con una firma sulla dichiarazione dei redditi, l&#8217;otto per mille delle imposte sui redditi gi\u00e0 pagate; tutto questo ha molto poco a che fare con la forma tradizionale del sistema delle tasse ecclesiastiche e con l&#8217;ecclesialit\u00e0 di lingua tedesca che conosco in Germania, nonostante tutte le buone relazioni tra CELI ed EKD.<\/p>\n<p>In Germania, la maggior parte delle conferenze sul futuro del cristianesimo cominciano indicando i numeri drammatici dell&#8217;andamento delle iscrizioni dei membri di Chiesa (di norma con numeri concreti delle quote di battesimi e delle uscite dalla Chiesa), da cui si derivano supposizioni sulle cause e previsioni per il futuro della Chiesa o addirittura del cristianesimo nel Paese.<\/p>\n<p>Di solito tutto ci\u00f2 ha un tono molto pessimistico e un po&#8217; apocalittico.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio della primavera del 2019, per la prima volta le cifre attuali delle uscite dalla Chiesa, relative all&#8217;anno precedente, furono integrate dai risultati di una previsione di lungo termine, prodotta dal Centro di Ricerca sui contratti generazionali di Friburgo. L&#8217;istituto prevedeva allora, per il 2060, 10,5 milioni di membri delle Chiese evangeliche in Germania; vale a dire, se i presupposti sono adeguati e le previsioni esatte, met\u00e0 delle persone che attualmente fanno parte della Chiesa evangelica. I ricercatori attribuiscono il dimezzamento presunto, oltre che ai cambiamenti demografici, soprattutto al calo della cosiddetta quota dei battesimi (cio\u00e8 della quota di battezzati nella popolazione), al legame sempre pi\u00f9 lasco con la Chiesa e al crescente numero di uscite dalla Chiesa che ne deriva.<\/p>\n<p>Per usare una formulazione pi\u00f9 precisa: meno della met\u00e0 del calo \u00e8 spiegabile col cambiamento demografico. Questo sviluppo, secondo i ricercatori, interessa entrambe le Chiese grandi all&#8217;incirca allo stesso modo; si prevede che, nel 2060, in Germania ci saranno ancora 22,7 milioni di cristiani, invece di 44,8 milioni. Le entrate dalla tassa ecclesiastica resteranno, s\u00ec, nominalmente costanti (presupponendo che il sistema relativo continui a sussistere), ma poich\u00e9 la perdita di potere di acquisto, causata dal calo dei membri, non potr\u00e0 essere compensata in futuro, si renderanno necessarie forti misure di risparmio riguardanti il personale e le offerte della struttura ecclesiastica; le relative discussioni sulle modalit\u00e0 di risparmio saranno, come insegna l&#8217;esperienza, tanto lunghe quanto estenuanti. Se la previsione dell&#8217;istituto di Friburgo sul futuro del cristianesimo ecclesiale in Germania fosse esatta, ci\u00f2 comporterebbe la fine della forma della Chiesa nazionale come l&#8217;abbiamo sempre sperimentata e apprezzata, a parte alcuni singoli crolli, per esempio nelle zone rurali della Germania Orientale.<\/p>\n<p>Occasionalemente si sente dire che la \u201csecolarizzazione\u201c, cio\u00e8 la rimozione, scritta nel DNA dell&#8217;Et\u00e0 Moderna, della religione da tutti gli ambiti della vita, e anche delle interpretazioni del mondo, sia la vera responsabile dell&#8217;allentamento del legame con la Chiesa, della calante disponibilit\u00e0 a far battezzare i bambini e a cercare la benedizione della Chiesa per svolte della vita come nozze ed esequie, cio\u00e8 degli sviluppi previsti dai ricercatori di Friburgo. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice. Perch\u00e9, nel frattempo, si vede sempre meglio che non \u00e8 <em>il<\/em> significato <em>della<\/em> religione a sparire sempre di pi\u00f9, nell&#8217;Et\u00e0 Moderna, ma che a cambiare sono posizione e forma della religione. Ci\u00f2 dovrebbe essere ora sviluppato in modo differenziato, perch\u00e9 posizione e forma della religione cambiano: non solo sono diverse nei continenti e nei Paesi, ma anche nelle regioni e talvolta anche in base alla localit\u00e0. Azzardo una descrizione complessiva dell&#8217;ambito della Chiesa Evangelica in Germania: al posto delle caratterizzazioni unitarie confessionali dei territori tedeschi \u00e8 comparsa una grande pluralit\u00e0. Molti non si legano pi\u00f9 volentieri a istituzioni e desiderano che la religione sia come il buffet di una caffetteria: si sceglie quel che piace al momento e poi si beve tranquillamente anche vino rosso col pesce. \u00c8 una novit\u00e0 quante persone, cui manca la religione, ritengano che secondo loro non gli manchi nulla; anzi, le persone non sanno neanche che manchi loro qualcosa (ad ogni modo, considerate le cose dalla prospettiva determinata dalla fede cristiana). Ma questa situazione si spiega anche col fatto che, per decenni, perfino i dirigenti formati non si sono arrischiati a domandare alle persone della loro fede o della loro mancanza di fede e a parlare della propria fede (e dei propri dubbi). Naturalmente, ci sono pochi che, fin dalla nascita, possiedono il talento di instaurare di tali colloqui, ma si pu\u00f2 imparare a farlo e ci sono offerte pertinenti. Se l&#8217;aspirazione al senso ultimo della vita, che trascende il contesto terreno, cali in modo insalvabile, \u00e8 difficile da giudicare. Trovo, comunque, che ci siano ancora molte persone che, sebbene non necessariamente in forma tradizionale, vogliono discorrere di tali questioni o che cercano informazioni su di esse. E l&#8217;estraneit\u00e0 verso le risposte e le forme cristiane, in cui queste risposte cristiane vengono vissute, non \u00e8 sempre superabile, ma \u00e8 sempre superabile per mezzo di (come si suol dire) offerte di bassa soglia e\u00a0 di porte aperte.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 per questo lo sviluppo previsto dal centro di ricerca non \u00e8 un destino ineluttabile e neanche volont\u00e0 divina cui tutti debbano adeguarsi, privi di volont\u00e0. Ma che cosa si deve fare? Che cosa si pu\u00f2 fare? Si dovrebbero cogliere con cuore intrepido le opportunit\u00e0 che Dio ci apre e che la sua Chiesa avr\u00e0 di certo anche in futuro; questo \u00e8 chiaro. Ma, nella seconda parte di questa conferenza, non voglio parlare subito delle opportunit\u00e0 del cristianesimo nel presente e nel futuro; voglio, invece, fare anzitutto ci\u00f2 che ho annunciato all&#8217;inizio. In primo luogo, desidero guardare alla storia del cristianesimo antico e alle opportunit\u00e0 che si aprirono, allora, al cristianesimo, prima di trarre da questo sguardo retrospettivo osservazioni pi\u00f9 o meno profetiche sul presente e quindi anche sul futuro. Il tardo impero romano \u00e8 paragonabile al nostro presente in alcuni punti, facendo astrazione dalle differenze: in entrambi i casi, abbiamo molteplici manifestazioni di crisi; ne nomino solo quattro, in forma di \u00a0movimenti migratori generali, sviluppi drammatici sul mercato finanziario, grandi pandemie e collasso del sentimento di solidariet\u00e0 che finora esisteva nella societ\u00e0 e con lo Stato. Anche per questo vale la pena considerare la composizione delle opportunit\u00e0 del cristianesimo, allora e oggi. Comincio dalle <em>osservazioni sulle opportunit\u00e0 del cristianesimo nell&#8217;antichit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Se, per alcuni istanti, dimentichiamo tutto ci\u00f2 che sappiamo sulla storia del cristianesimo fin dalle sue origini e immaginiamo solo l&#8217;inizio in riva al Lago di Genezareth e nella piccola citt\u00e0 di Gerusalemme, allora la risposta alla domanda sulle opportunit\u00e0 del cristianesimo nel primo secolo \u00e8 in effetti una risposta <em>negativa<\/em>. Un tale movimento non poteva avere la minima possibilit\u00e0 n\u00e9 sul mercato religioso dell&#8217;antichit\u00e0 n\u00e9 altrove nell&#8217;impero romano. In sintesi:<\/p>\n<p>Il cristianesimo cominci\u00f2 come gruppo religioso dell&#8217;ebraismo nell&#8217;estremo lembo dell&#8217;impero romano, nella provincia pi\u00f9 profonda, dunque in una regione insicura, in cui nessun funzionario o soldato romano era contento di essere trasferito. Il suo capo, in quanto aspirante Messia, fu giustiziato dalle forze di occupazione romane in modo particolarmente disonorevole e vergognoso, e i primi autori romani che scrissero di lui non riuscirono neanche a scriverne il nome in modo esatto. Dalla parola greca \u03a7\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03cc\u03c2 trassero <em>Chrestus<\/em>, nome da schiavo, perch\u00e9, naturalmente, non sapevano che \u03a7\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03cc\u03c2 era solo la traduzione dell&#8217;ebraico Messia (e non l&#8217;avrebbero nemmeno capito); al massimo, possono essersi ricordati che la parola \u03bd\u03b5\u03cc\u03c7\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03bf\u03c2 significa spalmato di fresco. Bench\u00e9, dunque, il protagonista del movimento fosse morto di una morte da schiavi e il movimento stesso originasse nell&#8217;angolo pi\u00f9 remoto dell&#8217;impero romano, pretese molto dai suoi membri. Si aspettavano, dai loro seguaci, che credessero contro tutta la realt\u00e0 esperibile; che quel Messia, che era stato ignominiosamente croficisso, viveva, insediato da Dio come Signore del mondo e che sarebbe ritornato in gloria. Inoltre, o meglio a causa di ci\u00f2, si pretendeva dai seguaci l&#8217;impegno missionario nel diffondere il messaggio. In diversi passi del Nuovo Testamento, per esempio nel Vangelo di Luca, queste pretese particolarmente alte vengono formulate a persone che, di fronte alla fine vicina, vanno in tutto il mondo per annunciare il messaggio. Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon prendete nulla per il viaggio: n\u00e9 bastone, n\u00e9 sacca, n\u00e9 pane, n\u00e9 denaro, e non abbiate tunica di ricambio. In qualunque casa entrerete, in quella rimanete e da quella ripartite. Quanto a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro citt\u00e0, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro di loro\u00bb (Luca 9, 3-5).<\/p>\n<p>Per noi \u00e8 ovvio riconoscere questo aspirante Messia come Signore e Salvatore della nostra vita. Come abbia visto la cosa una persona istruita, non cristiana, nel mondo antico, lo scrittore Arno Schmidt l&#8217;ha cos\u00ec formulato, qualche anno fa:<\/p>\n<p>\u201cChe cosa diremmo noi, oggi, se un giovane uomo venisse da qualche staterello insignificante, senza padroneggiare nessuna delle grandi lingue di cultura, del tutto a digiuno di quel che, nei secoli, hanno prodotto scienza, arte, tecnologia e anche le religioni precedenti, e si ponesse davanti a noi pronunciando parole grosse: \u201c<em>Io<\/em> sono la via <em>e<\/em> la verit\u00e0 <em>e<\/em> la vita\u201c? Anzitutto, dovremmo ricorrere ad un interprete per farci tradurre faticosamente quanto detto in un dialetto barbaro; per met\u00e0 divertiti e per met\u00e0 incapaci di comprendere, gli daremmo questo consiglio: &#8216;Giovanotto, prima vivi e impara; poi, fra trent&#8217;anni, ritorna!&#8217;.\u201c<\/p>\n<p>Gli storici antichi colti definirono quindi il cristianesimo come <em>exitiabilis superstitio<\/em>, \u201csuperstizione perniciosa\u201c venuta da Oriente: <em>Nihil aliud inveni quam superstitionem pravam, immodicam<\/em> \u201cNon trovai altro che una superstizione malvagia, smodata\u201c, rifer\u00ec all&#8217;Imperatore, a Roma, il governatore della <em>Bitinia<\/em>, riguardo alle proprie indagini giudiziarie sui cristiani. Un filosofo platonico del II secolo, naturalmente esagerando per polemica, scrive sui cristiani, che evidentemente non trovava seduti sui banchi delle aule nell&#8217;antica metropoli di Alessandria:<\/p>\n<p>\u201cLavoratori tessili, ciabattini e tintori, gente non istruita e incivile, che non osa profferir verbo davanti a padroni di casa pi\u00f9 anziani e competenti, se per\u00f2 possono avere davanti a s\u00e9 mogli e figli, diranno le cose pi\u00f9 bizzarre, proponendogli di non attenersi al padre e al maestro, ma di seguire solo loro.\u201c<\/p>\n<p>I maestri cristiani, secondo il filosofo, potevano solo \u201csviare gli ignoranti\u201c e reclutare le loro schiere di ascoltatori tra \u201ci pazzi e gli schiavi\u201c. Ci\u00f2 era riprovevole quanto un medico che, sapendo di non poter guarire, trattenesse per\u00f2 le persone dal cercarsi un medico davvero ben preparato. Il filosofo mette in guardia, con parole forti, da questa \u201creligione degli sciocchi\u201c, da un \u201cinsegnamento ingenuo\u201c per gente ingenua, uscita di senno, anzi, abbandonata dalla ragione universale stessa.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 l&#8217;impero romano possedesse una struttura di base multireligiosa e tollerasse molte religioni, il giovane cristianesimo non aveva quasi possibilit\u00e0 di diffusione, a differenza, per esempio, del culto di Mitra, molto amato da soldati e ufficiali. Ci\u00f2 dipendeva dal fatto che non condivideva i fondamenti intellettuali di questa tolleranza religiosa e non si accordava, in compromesso pacifico, con le altre religioni. Il cristianesimo richiedeva dai suoi seguaci la venerazione esclusiva di un solo Dio, del Padre di Ges\u00f9 Cristo, e, seguendo la tradizione ebraica, dichiarava demoni e nullit\u00e0 tutti gli altri dei. I teologi cristiani mettevano in guardia dal partecipare al culto di Stato, da cui dipendeva in gran parte anche la prosperit\u00e0 dello Stato. Ci\u00f2 chiamava in causa l&#8217;autorit\u00e0 statale romana, perch\u00e9 un tale modo di agire metteva a rischio l&#8217;ordine pubblico e anche la prosperit\u00e0 dello Stato, basata sulla religione. Solo la disciplina penale fattasi pi\u00f9 lasca, nell&#8217;impero romano, imped\u00ec che il cristianesimo fosse annientato: fin dall&#8217;inizio del II secolo, chi, dopo essere stato ammonito, si dichiarasse cristiano, era minacciato di venire giustiziato. Solo il fatto che molti governatori di provincie romane non avevano interesse, durante il loro periodo di servizio, relativamente breve, a rovinare\u00a0 la quiete della provincia con processi ai cristiani, il numero delle vittime di questa situazine giuridica rest\u00f2 relativamente modesto, anche durante le grandi persecuzioni del III secolo e della prima parte del IV secolo.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 discutibile che gli antichi abbiamo riconosciuto il cristianesimo come religione \u201cgiusta\u201c. A differenza dei templi magnifici, che ci impressionano ancora oggi, pur se allo stato di rovine, e delle grandi cerimonie religiose, il cristianesimo puntava sulle riunioni, concentrate sulla Parola biblica; riunioni che avevano forma di servizio divino in case private; un atto costitutivo caratterizzato fortemente dal contesto di una provincia remota e che, sul piano linguistico, non faceva parte della letteratura alta. Non c&#8217;erano sacrifici cruenti; all&#8217;inizio neanche grandi processioni per mercati e strade cittadine, n\u00e9 culto ufficiale nelle solennit\u00e0 statali, con funzionari imperiali e militari.<\/p>\n<p>Se si hanno chiare queste circostanze, si arriva a stabilire che il cristianesimo del I secolo era, per le persone in qualche modo istruite, un&#8217;offerta religiosa pressoch\u00e9 priva di prospettive. Come ha fatto il cristianesimo a sopravvivere all&#8217;antichit\u00e0?<\/p>\n<p>Naturalmente, c&#8217;\u00e8 tutta una serie di ragioni per cui questa religione, a prima vista priva di prospettive, abbia riportato la vittoria su altri culti antichi, apparentemente molto ricchi di prospettive. Tempo fa, ho cercato di metterle insieme in un libro e perci\u00f2 voglio trarne solo tre di tali motivi, che sono interessanti per noi, stasera, come opportunit\u00e0 per il cristianesimo.<\/p>\n<p>Una<em> prima spiegazione<\/em> si trova nell&#8217;imperatore Giuliano che, nel tardo IV secolo, tent\u00f2 di restaurare (ma in definitiva senza successo) il culto statale pagano. L&#8217;imperatore apostata, in una lettera al sommo sacerdote di Galazia, attribu\u00ec il successo dei \u201cGalilei senza Dio\u201c, come, alludendo alla provincia da cui originava la loro religione,\u00a0 chiamava i cristiani, alla ben riuscita attivit\u00e0 di assistenza diaconale dei cristiani e alla mancanza, da parte pagana, di strutture e mentalit\u00e0 analoghe. Da parte cristiana, il \u201csenso di umanit\u00e0 verso gli stranieri, il provvedere alla sepoltura dei morti e la (\u2026) purezza dello stile di vita\u201c avrebbero promosso al massimo quella \u201cempiet\u00e0\u201c, vale a dire la fede cristiana. L&#8217;imperatore sentiva come \u201csmacco\u201c che \u201ci Galilei senza Dio\u201c \u201coltre ai loro nutrano anche i nostri, ma che i nostri debbano fare a meno di aiuto da parte nostra\u201c. Di fronte a tali idee, non desta meraviglia che l&#8217;imperatore, nel concludere la lettera ai sacerdoti pagani, raccomandasse di edificare ostelli per stranieri, rifugi per mendicanti e asili per giovani donne e che sollecitasse l&#8217;istituzione di distribuzione gratuita di cibo ai poveri. Riguardo a tale punto, tuttavia, era troppo tardi per tali affrettate contromisure, perch\u00e9 la cristianizzazione estesa aveva da molto tempo preso piede in tutti i ceti sociali e nella stessa casa imperiale. L&#8217;imperatore apostata rest\u00f2 \u201cuna nuvoletta\u201c, come lo defin\u00ec un vescovo cristiano, in una polemica contro di lui. Non passeggera, ma calzante mi pare, comunque, l&#8217;osservazione di Giuliano che l&#8217;intensa attivit\u00e0 diaconale dei cristiani, il loro provvedere a poveri, vedove e orfani, vecchi e malati, che aveva migliorato in misura notevole, nell&#8217;impero, le opportunit\u00e0 opache della nuova religione, abbia contribuito in misura essenziale all&#8217;ascesa del cristianesimo. Un segno linguistico di tale rapporto \u00e8 la parola \u201celemosina\u201c (\u1f10\u03bb\u03b5\u03b7\u03bc\u03bf\u03c3\u03cd\u03bd\u03b7): usata da ebrei e cristiani, \u00e8 migrata nel greco e nel latino. Il cristianesimo, nell&#8217;antichit\u00e0, costru\u00ec reti sociali che non si riallacciavano alle premesse usuali nella societ\u00e0 romana e che, proprio per questo, erano attraenti per membri di tutti i ceti sociali. In tal modo, in ultima analisi, cambi\u00f2 il volto intero del mondo antico.<\/p>\n<p>Nomino un <em>secondo punto<\/em> di cui, grazie a scritti di cristiani e di pagani, sappiamo che, nell&#8217;antichit\u00e0, accrebbe notevolmente le opportunit\u00e0 del cristianesimo, in s\u00e9 e per s\u00e9 modeste, cos\u00ec da contribuire a far s\u00ec che il cristianesimo sopravvivesse all&#8217;et\u00e0 antica. Le persone esperirono il cristianesimo come religione potente ed energica, perch\u00e9 i cristiani guarivano le malattie. Ce ne sono innumerevoli testimoni, nell&#8217;antichit\u00e0. Per esempio, veniamo informati che, nel V secolo, uno sceicco beduino, di nome Aspebeto, pass\u00f2 al cristianesimo, insieme con tutta la sua trib\u00f9, originaria della Persia, perch\u00e9 un monaco dei dintorni di Gerusalemme era riuscito a guarire il figlio \u201cmezzo morto\u201c, come dice drasticamente la biografia del monaco, restituendogli la salute dopo che tutta l&#8217;arte medica e la tecnica magica avevano fallito. \u201cDov&#8217;\u00e8 tutta l&#8217;arte medica?\u201c, fa esclamare la biografia al padre disperato, davanti al monastero del monaco. \u201cDove sono le idee dei nostri maghi e la forza delle nostre celebrazioni religiose? Dove sono le invocazioni? E i miti degli astronomi e degli astrologi? (\u2026) Ecco, niente di queste cose ha forza.\u201c Ma \u201cforza\u201d l&#8217;ha il segno della croce, con cui il monaco \u201csuggella\u201d il ragazzo mezzo morto, come \u00e8 scritto nella vita. Proprio questa forza, per\u00f2, muove i beduini saraceni a voler saperne di pi\u00f9 su questa religione che opera miracoli e a farsi battezzare. Gi\u00e0 nel Nuovo Testamento si pu\u00f2 vedere che fu la forza speciale dei cristiani in rapporto alle malattie e ad altre condizioni negative della vita individuale e sociale a impressionare le persone e a incoraggiarle a diventare cristiane.<\/p>\n<p>Come <em>terzo e ultimo punto<\/em> desidero nominare l&#8217;attrattivit\u00e0 specifica del messaggio cristiano, che ha migliorato in modo massiccio le opportunit\u00e0 modeste del cristianesimo nel mondo antico. Con attrattivit\u00e0 specifica intendo che il messaggio cristiano da una parte era espresso in modo cos\u00ec elementare che anche la persona pi\u00f9 semplice poteva comprenderlo e poteva credervi, ma soprattutto poteva attuarlo praticamente nella vita. D&#8217;altra parte, il messaggio cristiano era cos\u00ec profondo e stimolante che, gi\u00e0 nel tardo II secolo, si confrontarono con esso intellettuali di punta, che poi passarono al cristianesimo. L&#8217;\u00e9lite intellettuale del mondo antico prese nota con stupore che suoi singoli rappresentanti avevano cominciato a interpretare il cristianesimo come coronamento della filosofia e che, con tali tesi, erano in grado di riempire le aule. Questa forma approfondita di cristianesimo, per\u00f2, non divenne mai condizione per l&#8217;ingresso dei semplici cristiani, ma rest\u00f2, in certo modo, piacere privato di un ceto particolare, vale a dire quello dei teologi. Di nuovo fu un filosofo pagano ad analizzare, con parole chiare, questa integrazione degli opposti (semplicit\u00e0 e profondit\u00e0 intellettuale), nel cristianesimo, che ebbe grande successo:<\/p>\n<p>\u201dLa filosofia cristiana (cio\u00e8 la dottrina cristiana) viene definita semplice. Essa stessa pone la massima cura nella formazione etica, ma, sotto il profilo delle comunicazioni esatte su Dio, fa solo allusioni (\u2026) Poich\u00e9 anche nelle questioni etiche evitano i problemi un po&#8217; pi\u00f9 difficili, come per esempio che cosa siano la virt\u00f9 etica e la virt\u00f9 razionale (cio\u00e8 una distinzione filosofica tradizionale) (\u2026) Perci\u00f2 si dedicano in particolare all&#8217;ammonizione etica. Molte persone osservano tali prescrizioni e, come puoi vedere coi tuoi occhi, fanno grandi progressi riguardo alla virt\u00f9 e un senso di piet\u00e0 si fissa nel loro comportamento.\u201d<\/p>\n<p>Il filosofo pagano ha osservato bene: la dottrina cristiana, proprio grazie alla concentrazione sui critieri etici e sui tratti fondamentali di dottrina di Dio, con la rinuncia a speculazioni complicate, pu\u00f2 rendere la fede cristiana pratica, rendendo possibile, a persone di diversa condizione intellettuale e fisica, di farne la propria forma di vita, di farne un habitus.<\/p>\n<p>Abbiamo visto che l&#8217;intensa attivit\u00e0 diaconale, la competenza nella guarigione di malattie individuali e, al tempo stesso, la semplicit\u00e0 e profondit\u00e0 del messaggio cristiano non solo fecero superare l&#8217;et\u00e0 antica alla religione cristiana, in s\u00e9 e per s\u00e9 priva di opportunit\u00e0, ma contribuirono alla sua vittoria su tutti gli altri culti e religioni. C&#8217;\u00e8 un&#8217;ultima questione che dobbiamo affrontare, alla fine della nostra prima parte: sono sufficienti, queste spiegazioni storiche e sociologiche? Non fu Dio stesso a infondere forza alla sua Parola, ad operare quel che aveva promesso? Naturalmente, noi proclamiamo cos\u00ec e, naturalmente, cos\u00ec insegniamo. Ma \u00e8 terribilmente arduo e, in ultima analisi, anche teologicamente fuorviante, osservando il passato, stabilire quale percentuale del successo del cristianesimo antico vada attribuita a tali opportunit\u00e0 insite nella dimensione terrena e quale percentuale vada assegnata all&#8217;opera della grazia di Dio. Perch\u00e9 senza l&#8217;azione di grazia di Dio non sarebbe avvenuto niente di tutto questo. Questo ci conduce alla seconda sezione della seconda parte di questa conferenza: alle osservazioni sulle <em>opportunit\u00e0 del cristianesimo nel XXI secolo<\/em>.<\/p>\n<p>Anche interrogandoci sulle opportunit\u00e0 del cristianesimo in questo XXI secolo agli inizi, come fu per il cristianesimo antico abbiamo, in primo luogo, una risposta molto pessimistica. Franz-Xaver Kaufmann, sociologo di Bielefeld morto di recente, cattolico devoto, gi\u00e0 alcuni anni fa intitol\u00f2 un tascabile \u201cIl cristianesimo sopravvivr\u00e0 all&#8217;Et\u00e0 Moderna?\u201d. I sintomi di crisi, che sembrano far diminuire le possibilit\u00e0 del cristianesimo, almeno qui in Europa Centrale, le abbiamo gi\u00e0 elencate accennandovi in precedenza; la lista potrebbe essere continuata e approfondita.<\/p>\n<p>Come nell&#8217;antichit\u00e0, si pu\u00f2 presupporre che le possibilit\u00e0 del cristianesimo, in Et\u00e0 Moderna, siano calate fortemente, almeno in Europa Centrale; perch\u00e9 il fatto che in Europa Orientale, in Sudamerica e in Africa il cristianesimo abbia un boom cos\u00ec come fanno le religioni l\u00ec, non ha bisogno di lunghe spiegazioni. A prima vista, le opportunit\u00e0 del cristianesimo di conservare la sua forza capace di plasmare la societ\u00e0, nell&#8217;Europa Centrale sembrano essere calate drasticamente, negli ultimi decenni, e rischiano di calare ancora di anno in anno. Tuttavia, voto a favore del fatto che noi, come anche gi\u00e0 accaduto con l&#8217;antichit\u00e0, esaminiamo le cose pi\u00f9 a fondo, con particolare cura per il contesto. Nel farlo, mi oriento a tre punti che abbiamo\u00a0 tenuto presenti nella sezione precedente di questa seconda parte, come grandi opportunit\u00e0 del cristianesimo nel mondo antico: diaconia sociale, competenza nella guarigione di stati di fragilit\u00e0 individuali e, al tempo stesso, semplicit\u00e0 e profondit\u00e0 del messaggio cristiano.<\/p>\n<p><em>In primo luogo<\/em>, la diaconia non resta forse anche una grande opportunit\u00e0 per il cristianesimo, nel XXI secolo? Di pi\u00f9: il suo valore non sale forse di anno in anno? Il sistema sanitario pubblico di tipo tradizionale non \u00e8 pi\u00f9 finanziabile nella maggior parte degli stati europei; tutte le strutture statali, che hanno sostituito le strutture cristiane di welfare, collassano gradualmente. Non c&#8217;\u00e8 forse bisogno, come nell&#8217;antichit\u00e0, di nuovo dell&#8217;impegno particolare dei cristiani? Non c&#8217;\u00e8 forse di nuovo bisogno, come nell&#8217;antichit\u00e0, di ostelli, gestiti e finanziati dai cristiani, per gli stranieri, di rifugi per i mendicanti e di asili per giovani donne? Non abbiamo forse bisogno di nuovo, in molte metropoli, di istituire distribuzioni gratuite di cibo ai poveri, che in Germania sono i punti di distribuzione delle comunit\u00e0, denominati \u201cLaib und Seele\u201d (\u201cPagnotta\/corpo e anima\u201d)? Il grandissimo successo di strutture specifiche, aperte negli ultimi anni, testimonia la bont\u00e0 di tale approccio. Penso, per esempio, anche alle diverse mense e alloggi di fortuna nelle grandi citt\u00e0, come Berlino, spesso ricavati anche in grandi edifici di chiese non pi\u00f9 usati.<\/p>\n<p><em>In secondo luogo<\/em>, non sarebbe forse opportuno tornare a prestare attenzione alla competenza cristiana nella cura delle malattie, in gran parte affidata alla\u00a0 professione medica, alla ricerca medica e alle grandi cliniche?\u00a0 Non risiede forse qui una grande opportunit\u00e0 per il cristianesimo del XXI secolo? Naturalmente, lungi da me la critica banale agli ospedali e ai medici o addirittura il propugnare la reintroduzione di pratiche magiche in concorrenza con la medicina scientifica. Ma se ci si rende conto di quanto i contesti psicosomatici siano importanti per l&#8217;insorgenza\u00a0 di malattie e per il loro diventare croniche, allora restano campi a sufficienza per i cristiani senza formazione sanitaria per collaborare con i medici alla guarigione di malattie, evitando di abbandonare questo campo della vita umana ai guaritori professionisti (e molti semiprofessionisti) della nostra societ\u00e0. Osservo, come penso anche voi, che nelle Chiese cristiane aumentano tali offerte. Poich\u00e9 di certo c&#8217;\u00e8 da dividere il grano dal loglio e c&#8217;\u00e8 da discutere se debbano esserci culti di guarigione con benedizioni speciali o se non sia preferibie rafforzare le competenze di laici cristiani nei colloqui di cura d&#8217;anime e organizzare meglio i servizi visite negli ospedali. Ma sono questioni singole. Pi\u00f9 importante \u00e8 che noi comprendiamo che la riscoperta della competenza guaritrice di ogni singolo cristiano \u00e8 una grande opportunit\u00e0 per il cristianesimo nel XXI secolo e che agiamo di conseguenza.<\/p>\n<p>Come <em>terzo punto<\/em> cito una maggiore attenzione alla tensione tra semplicit\u00e0 e profondit\u00e0 nel messaggio cristiano. Le due cose devono restare unite. Vicari e pastori, dopo gli studi universitari, devono essere in grado di predicare e spiegare il cristianesimo in modo semplice e comprensibile. La storia orripilante del vicario che, alla domanda \u201cSignor pastore, dov&#8217;\u00e8 ora mia nonna morta?\u201d, rispose: \u201cio seguo la tesi della morte totale!\u201d, non pu\u00f2 diventare realt\u00e0, tacitamente accettata, nelle nostre comunit\u00e0. Ma, al tempo stesso, bisogna anche evitare che il cristianesimo si sviluppi in forma di saggezza banale sulla politica quotidiana, senza possedere competenza in materia di scienze politiche o che si adegui a criteri moderni di condotta di vita e di visione del mondo. Ci mette in guardia da tali appiattimenti la Dichiarazione teologica di Barmen del 1934, di cui quest&#8217;anno celebriamo il 90\u00b0 anniversario e sulla cui validit\u00e0 per il presente vale sempre la pena riflettere. Dobbiamo fare attenzione a parlare del cristianesimo in modo da far comprendere la semplicit\u00e0 di tale messaggio, come pure la sua profondit\u00e0. Ci\u00f2 mi pare essere una grande opportunit\u00e0, nella nostra societ\u00e0, anche per il fatto che, in tutti i partiti politici, possiamo vedere quanto poco la politica si orienti ancora a valori e norme. In una societ\u00e0 che, in misura crescente, di fa dire ci\u00f2 che vale da tendenze e sondaggi d&#8217;opinione, il cristianesimo ha una grande opportunit\u00e0.\u00a0 I cristiani sono gli avvocati dei valori e delle norme, che devono essere e restare i fondamenti irrinunciabili di ogni politica, a prescindere dal colore del partito. Ma i cristiani sanno anche distinguere tra valori e norme veri, da una parte, e mode e ideologie dall&#8217;altra, perch\u00e9 conoscono la differenza tra ci\u00f2 che \u00e8 transitorio e ci\u00f2 che non \u00e8 transitorio. Dobbiamo tornare a parlare con decisione, tra di noi, dei valori e delle norme cristiani; accordarci su standard sobri e rappresentare anche, con decisione, nella societ\u00e0, questi standard, perfino quando ci\u00f2 a prima vista appaia scomodo e poco in sintonia con i tempi. Sono fermamente convinto che molte persone attendano tali chiarimenti e che essi costituiscano una delle maggiori opportunit\u00e0 per il cristianesimo nel XXI secolo.<\/p>\n<p>Dopo aver paragonato le opportunit\u00e0 del cristianesimo nell&#8217;antichit\u00e0 e nel XXI secolo, concludo con l&#8217;annunciata profezia retrospettiva. Se vogliamo sfruttare le opportunit\u00e0 del cristianesimo e dar forma al futuro del cristianesimo, per quanto dipenda da noi, allora mi sembra urgentemente necessario che reimpariamo a parlare di pi\u00f9, nelle nostre comunit\u00e0, di cristianesimo e fede cristiana e che non lasciamo tali discorsi agli specialisti, cio\u00e8 ai docenti di teologia, professori e professoresse, e ai\/alle pastori\/e.\u00a0 La formazione dell&#8217;habitus della vita cristiana e la propagazione dei valori cristiani riescono solo se ne parla, anche. La crescente incapacit\u00e0 di parlare nelle nostre comunit\u00e0; l&#8217;influsso crescente di un linguaggio religioso preso a prestito, che non \u00e8 il nostro; l&#8217;introduzione, anche qui, di cosiddette \u201cparole di plastica\u201d sono segnali di allarme che non dobbiamo trascurare. Si deve imparare a parlare di cristianesimo e fede cristiana; ma si pu\u00f2 impararlo anche, e nel modo migliore,\u00a0 in comunione, in comunit\u00e0 locali cristiane che funzionano bene: questa \u00e8 la tradizione della Riforma riguardo il sacerdozio universale dei fedeli, che merita sempre attenzione e cura costante. Infine, quest&#8217;attivit\u00e0 in favore della societ\u00e0 \u00e8 sotto la promessa di grazia di Dio, secondo cui, anche qui la sua Parola non torner\u00e0 a lui vuota. Certo, non ci viene detto che ogni nostra impresa avr\u00e0 successo e sar\u00e0 fortunata, ma \u00e8 indubbio che il nostro lavoro nel suo complesso sia benedetto e possa essere sostenuto dallo Spirito Santo.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile, a fronte delle prospettive cupe di futuro, trovare il centro giusto tra reazioni estreme. La pura eccitazione non basta, perch\u00e9 porta all&#8217;iperventilazione non professionale e non produttiva. Ma la pura serenit\u00e0, a partire dalla quale si pu\u00f2 agire sempre meglio e che, sul piano teologico, si pu\u00f2 fondare bene, in certa misura (infine \u00e8 Dio che mantiene la Chiessa e non il suo personale di terra terreno) , secondo la mia opinione non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente. Un certo grado di preoccupazione \u00e8 ragionevole, perch\u00e9 dev&#8217;essere intrapreso qualcosa, per non far avverare le previsioni, cui abbiamo accennato, del centro di ricerche di Friburgo, riguardanti lo sviluppo delle due grandi Chiese in Germania. Anzitutto, sarebbe necessario che tutte le figure professionali della Chiesa svolgessero il loro lavoro con la professionalit\u00e0 che viene pretesa anche in altri ambiti, in particolare della libera economia: nella mia citt\u00e0, Berlino, ci sono comunit\u00e0, di cui non voglio fare il nome, in cui il pastore non fa visita a nessuno in occasione del compleanno, non scrive messaggi di auguri, non si preoccupa delle infiltrazioni d&#8217;acqua nel cemento poroso delle navate; ha disdetto il contratto di manutenzione dell&#8217;organo per presunte necessit\u00e0 di risparmio, ottenendo come risultato che le grandi canne dei bassi adesso rischiano di cadere dall&#8217;alto, rendendo necessarie riparazioni costose, e nessuno sa pi\u00f9 gestire il sistema, piuttosto complesso, di riscaldamento della chiesa. Tali problemi possono essere risolti in tempi relativamente rapidi con una gestione del personale adeguata ai tempi ed estesa a tutte le Chiese. In secondo luogo, la formazione delle future figure pastorali, che \u00e8 ancora legata ad un modello tedesco, ottocentesco, di formazione degli insegnanti, dovrebbe essere pi\u00f9 adeguato alla clientela che studia attualmente, che, comunque, non proviene pi\u00f9, in maggioranza, dalla borghesia, come accadeva prima, e che deve essere resa capace di comunicare la prassi ecclesiale odierna.<\/p>\n<p>Ma, fortunatamente, nelle nostre Chiese ci sono sempre schiere di persone altamente motivate e impegnate, disposte ad assumersi responsabilit\u00e0 nella Chiesa e per la Chiesa. Lavorare e operare con loro, di solito \u00e8 perfino un vero piacere. E non solo per questo guardo con ottimismo al futuro. Perch\u00e9 credo che le offerte centrali della Chiesa, come un culto domenicale ben preparato e tagliato su misura della singola comunit\u00e0; culti concepiti con sensibilit\u00e0, in occasione di grandi eventi della vita e un accompagnamento attento nella cura d&#8217;anime di coloro che sono vicini e lontani, siano richiesti come sempre, e cos\u00ec pure le forme nuove e l&#8217;attivit\u00e0 musicale-culturale nelle grandi citt\u00e0 e le offerte specifiche del Paese. Solo se la Chiesa avesse perduto la sua fiducia nelle proprie competenze e nell&#8217;obiettivo centrale, ci sarebbe davvero il panico. Ma, altrimenti, anche qui in Europa possiamo rallegrarci del futuro del cristianesimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Christoph Markschies, Das antike Christentum. Fr\u00f6mmigkeit, Lebensformen, Institutionen, Beck\u2019sche Reihe 1692, 3., durchgesehene und erweiterte Aufl. M\u00fcnchen 2016 = Il cristianesimo antico. Religiosit\u00e0, stili di vita, istituzioni, Strumenti 83, Turin 2022 (trad. Gianfranco Forza).<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro del cristianesimo Conferenza inaugurale del 24\u00b0 Sinodo \u00a0e in occasione del 75\u00b0 anniversario della fondazione della Chiesa Evangelica Luterana in Italia 25 aprile 2024, Christuskirche di Roma Interpellare uno storico quale sia il futuro di qualcosa \u00e8, eminentissimo<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-7634","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-besondere-predigten"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7634"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7637,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7634\/revisions\/7637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}