{"id":7479,"date":"2024-01-28T13:25:47","date_gmt":"2024-01-28T11:25:47","guid":{"rendered":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/?p=7479"},"modified":"2024-01-29T11:13:57","modified_gmt":"2024-01-29T09:13:57","slug":"predigt-zur-einheitswoche-2024-oekum-vesper-der-dioezese-rom-pfr-dr-jonas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ev-luth-gemeinde-rom.org\/it\/predigt-zur-einheitswoche-2024-oekum-vesper-der-dioezese-rom-pfr-dr-jonas\/","title":{"rendered":"Predica per la Veglia diocesana 19\/01\/24 &#8211; Pastore Dr. Jonas"},"content":{"rendered":"<p>Cari Fratelli, care Sorelle!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi siamo noi? Questa sera, ci presentiamo qui come diverse Chiese e Comunit\u00e0 cristiane. Nella molteplicit\u00e0 delle tradizioni cristiane, possiamo vedere, ed \u00e8 bello, che ci consideriamo a vicenda. Anche solo questo \u00e8 una conquista di questa Veglia e della tradizionale Settimana di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Sono pertanto grato di essere qui con voi.<\/p>\n<p>Vediamo chi sono gli altri; vediamo le differenze; e, con ci\u00f2, comprendiamo pi\u00f9 profondamente anche chi siamo noi.<\/p>\n<p>Chi siamo, noi? Oggi, per\u00f2, desidero porre questa domanda guardando al Vangelo. Desidero porre questa domanda guardando alla parabola di Ges\u00f9 sul Buon Samaritano e desidero domandare a noi: chi siamo, noi, in <em>questa<\/em> storia? Con chi ci identifichiamo?<\/p>\n<p>E adesso non dite subito, come facciamo noi, nella nostra cerchia, che pensiamo sempre, in modo automatico: noi siamo il Buon Samaritano! Siamo quello che fa il bene, che esercita l\u2019amore, che \u00e8 misericordioso! Naturalmente, <em>vogliamo<\/em> essere il Buon Samaritano; naturalmente, la parabola ci spinge in quella direzione; naturalmente, <em>dobbiamo<\/em> esercitare l\u2019amore; ma la parabola non \u00e8 cos\u00ec semplice e il Signore non ci congeda cos\u00ec presto dalla sua lezione. Per meglio ipotizzare la nostra identit\u00e0 proponiamo di identificarci con tre figure chiave della parabola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I Il maestro della legge<\/p>\n<p>Chi siamo noi? Siamo quello che, all\u2019inizio del nostro Vangelo, pone la domanda. Siamo molto simili al dottore della legge, che si alza e chiede Ges\u00f9: &#8220;Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?&#8221; \u201eMaestro, chi \u00e8 mio prossimo?\u201c.<\/p>\n<p>Il dottore della legge conosce la sua Sacra Scrittura. Lo scriba sa che cosa \u00e8 importante presso l\u2019<em>unico<\/em> Dio d\u2019Israele.<\/p>\n<p>Ma noi siamo anche quelli che conoscono i comandamenti di Dio. Siamo anche quelli che non si sorprendono, sentendo oggi, per la millesima volta, le parole:<\/p>\n<p>\u201cAma il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, e il tuo prossimo come te stesso&#8221;.<\/p>\n<p>Lo sappiamo e, nella maggioranza dei casi, lo sappiamo fin dai tempi del catechismo durante la fanciullezza.<\/p>\n<p>Il motto di questa Settimana di preghiera non \u00e8 nuovo. La risposta del dottore della legge non \u00e8 nuova. Il concetto di amore del prossimo non \u00e8 nuovo. Perfino nei nostri tempi secolarizzati, la maggior parte delle persone sa che ci\u00f2 fa parte del cristianesimo.<\/p>\n<p>\u201cAma il Signore tuo Dio e il tuo prossimo come te stesso&#8221;.<\/p>\n<p>Lo sappiamo e, forse, lo sappiamo da troppo tempo. Ci siamo stancati. \u00c8 come in un vecchio matrimonio: ci si conosce, ma la passione \u00e8 svanita.<\/p>\n<p>\u201cAma il Signore tuo Dio e il tuo prossimo come te stesso&#8221;.<\/p>\n<p>Vedete, cari Amici, il problema non \u00e8 il <em>sapere<\/em>; il problema \u00e8 la <em>motivazione<\/em>, la <em>convinzione<\/em>, l\u2019<em>azione<\/em>!<\/p>\n<p>Perci\u00f2 questo dialogo tra Ges\u00f9 e il fariseo non \u00e8 un gioco cinico, ma \u00e8 un esempio importante, per noi, proprio in quanto dottori delle nostre Chiese:<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di dialogo permanente con Ges\u00f9. Dobbiamo domandargli ogni giorno: Che cosa dobbiamo fare?<\/p>\n<p>Il vecchio sapere non basta. Catechesi e studio sono importanti, ma non sono abbastanza. Abbiamo bisogno del dialogo quotidiano con Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Egli ci deve sempre di nuovo schiudere la comprensione della Parola di Dio. Egli deve sempre di nuovo accendere il fuoco nei nostri cuori. Egli deve sempre di nuovo infondere forza: proprio a noi, che rappresentiamo le nostre diverse Chiese.<\/p>\n<p>Se la rappresentazione delle nostre diverse tradizioni, qui, non dev\u2019essere un museo della religione, ma testimonianza viva, allora noi tutti abbiamo bisogno del dialogo costante col Signore.<\/p>\n<p>E quel fariseo freddo, sospettoso diventa per noi d\u2019esempio: <em>dobbiamo<\/em> domandare. <em>Possiamo<\/em> domandare tutto a Ges\u00f9, anche ci\u00f2 che, in teoria, gi\u00e0 sappiamo. Egli ci d\u00e0 la risposta. Ci d\u00e0 risposte che toccano il nostro cuore. Potete immaginare allora come questa parabola abbia toccato quel fariseo. Non l\u2019avr\u00e0 pi\u00f9 dimenticata.<\/p>\n<p>Le risposte di Ges\u00f9 non dicono \u201cgiusto\u201d o \u201csbagliato\u201d; le risposte di Ges\u00f9 non sono una dottrina morale: le risposte di Ges\u00f9 sono, come dice il Vangelo secondo Giovanni (6, 68), <em>Parole di vita eterna<\/em>. Esse ci conducono in una realt\u00e0 nuova.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca in cui molti si distaccano dalla Chiesa, perch\u00e9 le sfide appaiono troppo complicate, il Signore stesso domanda a noi: \u201cVolete andarvene anche voi?\u201d E noi dovremmo rispondere, come Pietro: &#8220;Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.\u201c<\/p>\n<p>Un cristiano che smette di cercare risposte da Ges\u00f9 non \u00e8 pi\u00f9 cristiano. Prima o poi, soffrir\u00e0 la sete spirituale.<\/p>\n<p>Poniamo le nostre domande, comunque appaiano, cos\u00ec come fece questo fariseo anonimo, all\u2019inizio del nostro Vangelo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>II Il sacerdote<\/p>\n<p>Chi siamo, noi? Nella nostra parabola, compaiono un sacerdote e un levita. Passano davanti al ferito senza fermarsi. E cos\u00ec diventano i cattivi della nostra storia. Siamo tutti sconvolti, leggendo che passano oltre l\u2019uomo moribondo.<\/p>\n<p>Non vogliamo essere cos\u00ec! Anche se molti, tra noi, oggi, sono sacerdoti, non vogliamo assolutamente identificarci con questo membro del clero.<\/p>\n<p>Ma, anche in questo caso, dovremmo essere cauti nel lasciarci andare a un giudizio frettoloso.<\/p>\n<p>Questo sacerdote ha fatto il suo dovere. Ha fatto ci\u00f2 che era necessario e che prescrivevano le sue regole.<\/p>\n<p>Doveva giungere puntuale al Tempio. Se avesse soccorso l\u2019uomo, sarebbe arrivato in ritardo. Doveva svolgere il suo servizio sacro. Se avesse soccorso l\u2019uomo, sarebbe diventato impuro.<\/p>\n<p>Il sacerdote non \u00e8 l\u2019esempio di un uomo cattivo, crudele. Il sacerdote \u00e8 immagine di noi cittadini moderni, con tutte le nostre responsabilit\u00e0 e tutti i nostri doveri, con tutte le nostre preoccupazioni e idee.<\/p>\n<p>Talvolta, possiamo essere cos\u00ec buoni e moralmente perfetti da perderci nelle nostre regole e da non vedere la persona accanto a noi, che giace a terra. Anche i nostri idealismi e impegni attuali possono diventare un\u2019ideologia di cui restiamo intrappolati e che, in ultima analisi, ci rende ciechi. Essere aggiornati non significa automaticamente essere aperti. Restare fedeli a tradizioni antiche non significa automaticamente essere freddi e poco misericordiosi.<\/p>\n<p>Questo sacerdote della parabola non \u00e8 una figura ammonitrice e neanche una caricatura del clero, ma \u00e8 un <em>monito<\/em> rivolto a noi:<\/p>\n<p>Attento a non perderti in tutti i tuoi doveri e in tutte le tue idee!<\/p>\n<p>Resta sempre tanto libero da vedere che cosa accade alla tua destra e alla tua sinistra! Auspichiamo che anche questo, oggi, nei nostri contatti ecumenici si possa dire: dobbiamo restare sempre tanto aperti da vedere sempre quel che accade a destra e a sinistra della nostra confessione o della nostra Chiesa. Siamo tutti, nel nostro servizio sacro, in cammino per Gerusalemme. Ma alla nostra destra e alla nostra sinistra camminano anche gli altri!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>III Il ferito<\/p>\n<p>Chi siamo, noi? Nella parabola, infine c\u2019\u00e0 anche l\u2019uomo senza nome, ferito e derubato. Si imbatte nei predoni ed \u00e8 lasciato ferito a terra. Ci muove a compassione; ma ci identifichiamo con lui?<\/p>\n<p>Nel dialogo ecumenico, vogliamo presentare i nostri punti di forza. Negli incontri ecumenici, vogliamo fare bella figura. Vogliamo mostrare, statistiche alla mano, che la nostra Chiesa si sviluppa in modo positivo.<\/p>\n<p>E allora indichiamo i punti di forza delle nostre tradizioni: la nostra profonda teologia, la forma estetica della nostra liturgia, la nostra incidenza culturale, i nostri progetti sociali. E io non voglio sottovalutare nessuno tra questi punti di forza! Tutte le Chiese e tradizioni qui presenti hanno i loro carismi e punti di forza peculiari.<\/p>\n<p>Dovremmo mostrare anche le nostre ferite, soprattutto al cospetto di altri cristiani!<\/p>\n<p>Nessuno dir\u00e0 che la propria Chiesa non sia anche malata. La Chiesa nel mondo \u00e8 attaccata da molti, diversi predoni. \u00c8 stata ferita in molti modi e, spesso, pu\u00f2 solo procedere zoppicando. Poi ci sono gli attacchi dall\u2019interno, che ci paralizzano e feriscono: come liti e tensioni, indolenza e stanchezza.<\/p>\n<p>Anche la nostra strada da Gerusalemme a Gerico \u00e8 piena di pietre e pericoli. E noi cadiamo sempre di nuovo.<\/p>\n<p>Come potremmo soccorrere gli altri, se non sappiamo di essere caduti, di essere indeboliti, dove le nostre istituzioni sono ferite da attacchi del mondo laico, dove le nostre risorse spirituali vengono trascurate?<\/p>\n<p>Magari, possiamo tentare di risanarci le ferite a vicenda, con le nostre differenti esperienze culturali e storiche; con i punti salienti della nostra dottrina, con la profondit\u00e0 della nostra <em>praxis pietatis<\/em>.<\/p>\n<p>Niente, nella Storia, ha fatto crescere la cristianit\u00e0 pi\u00f9 della persecuzione. E niente ha reso coese le diverse Chiese cristiane pi\u00f9 del martirio. Posso assicurarvelo, guardando alla storia tedesca nell\u2019ambito della quale sacerdoti e pastori si ritrovarono insieme nei campi di concentramento.<\/p>\n<p>Non vogliamo tacciare la sofferenza della nostra Chiesa!<\/p>\n<p>Non vogliamo nascondere le nostre ferite gli uni agli altri. Piuttosto fasciamocele a vicenda!<\/p>\n<p>Quanto bene ci farebbero l\u2019olio e il vino dell\u2019altro, se venissero versati nelle nostre ferite, nelle nostre debolezze! Non possiamo guarirci da soli, nemmeno come Chiese. Il Signore deve far agire in noi la sua forza guaritrice, e lo fa anche con le parole e le azioni degli altri cristiani su di noi. Ci\u00f2 \u00e8 inaspettato e sorprendente proprio come il soccorso che, nella nostra parabola, viene da uno da cui non ce lo si sarebbe atteso: dallo straniero, dal Samaritano. Anche se, si spera, che noi tutti andiamo verso il nuovo anno in maniera positiva e in buona salute, siamo pi\u00f9 vicini di quel che pensiamo al ferito della parabola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miei cari, alla fine non ci siamo identificati per niente col <em>Buon Samaritano<\/em>!<\/p>\n<p>Non l\u2019ho fatto per motivi <em>diplomatici<\/em>. Perch\u00e9 chi avrei dovuto identificare come tale: questa o quella confessione, questa o quella Chiesa qui a Roma, tutti voi qui e anche me stesso? Non l\u2019ho fatto per motivi <em>teologici<\/em>. Perch\u00e9 non \u00e8 compito <em>mio<\/em> identificare questo o quello col Buon Samaritano! Perch\u00e9 questa identificazione non avviene n\u00e9 in una predica n\u00e9 nella nostra riflessione personale, ma avviene l\u00e0 fuori, nella vita, nella vostra quotidianit\u00e0, in strada. Avviene quando incontriamo persone e rispondiamo al loro stato di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa identificazione non siamo assolutamente <em>noi<\/em> a farla, ma \u00e8 fatta da altri:<\/p>\n<p>che il Signore ci doni che <em>altre persone<\/em> un giorno dicano di noi: \u00e8 lei, \u00e8 lui che \u00e8 diventato il mio prossimo. \u00a0Amen.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari Fratelli, care Sorelle! &nbsp; Chi siamo noi? 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