Atti 2, 1-21
1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. 2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. 3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 E si stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? 8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? 12 Tutti si stupivano ed erano perplessi, dicendo l’un l’altro: «Che cosa significa questo?» 13 Ma altri li deridevano e dicevano: «Sono pieni di vino dolce».
14 Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo e ascoltate attentamente le mie parole. 15 Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno; 16 ma questo è quanto fu annunciato per mezzo del profeta Gioele:
17 “Avverrà negli ultimi giorni”, dice Dio, “che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona”.
Cara Comunità riunita per la festa!
Noi esseri umani amiamo ciò che è spettacolare. Se qualcosa ci impressiona, allora si tratta di esperienze, sorprese, cose speciali che non ci aspettavamo.
Quando qualcosa arriva nei notiziari, non si tratta di eventi usuali, della vita normale, ma di grosse sorprese che spesso, purtroppo, sono anche negative.
Voi Confermandi, guardando indietro all’anno scolastico, probabilmente non pensate a Matematica o Italiano e a ciò che avete imparato in quelle tante ore di lezione, ma pensate a ciò che è stato speciale: gite e iniziative, magari anche scontri e conflitti tra voi studenti.
Noi esseri umani ricordiamo anzitutto l’aspetto spettacolare.
Anche nella Bibbia si vedono storie spettacolari.
Gesù che cammina sulle acque senza affondare; Dio che manda il diluvio che ricopre tutta la terra; apparizioni di angeli; Mosè con lampi e tuoni; le tenebre che scesero alla morte di Gesù.
La Bibbia, o per meglio dire ciò che noi riteniamo in memoria della Bibbia, non è costituito da storie della vita quotidiana, ma sempre da ciò che è speciale.
Non leggiamo resoconti su che cosa Gesù mangiasse a colazione o su quanto a lungo dormisse; no, leggiamo racconti di miracoli spettacolari e di parole nuove sorprendenti.
Ciò che rende la Bibbia interessante per molte persone sono le storie spettacolari che riguardano forze naturali, miracoli di guarigione e svolte esistenziali.
E ciò che rende la Bibbia tanto interessante la rende anche estranea a noi.
Perché è proprio questa spettacolarità che non sperimentiamo, nella nostra vita!
Non c’eravamo quando avvenne il Diluvio e non fummo salvati nell’arca di Noè. Non attraversammo il Mar Rosso insieme con Mosè. Non mangiammo la manna nel deserto, mandata da Dio, e nemmeno un po’ dei pani moltiplicati da Gesù per migliaia di persone. Non c’eravamo, quando Gesù chiamò Lazzaro, che era morto, ad uscire dal sepolcro e nemmeno quando egli stesso, dopo la morte in croce, comparve ai suoi discepoli.
Tutto questo è spettacolare e ci impressiona. Ma tutto questo forma anche una distanza perché la nostra vita, e anche la nostra fede, spesso sono meno eccitanti.
Ciò basta a molte persone per mettere da parte Dio, Gesù e la storia narrata nella Bibbia. Leggere o ascoltare tutto questo è bello, ma ha ben poco a che fare con la mia vita normale.
Tutto questo è come un film che guardo grazie a Netflix o al cinema. È eccitante e spettacolare. Ma so che è solo un film. In cui io non recito.
L’evento che è dietro alla nostra festa odierna di Pentecoste è pure un miracolo tipicamente biblico. È spettacolare e suscita stupore: allora a Gerusalemme e anche tra noi, quando oggi ascoltiamo questo: all’improvviso, si udì un rombo provenire dal cielo, come quello di una forte tempesta, che riempì la casa dove si trovavano i discepoli.
E poi appare, in modo prodigioso, il fuoco: su ogni testa compare una fiammella. Che spettacolo!
E poi, un altro miracolo: all’improvviso, tutti parlano e capiscono lingue diversissime. Sembra che i discepoli, da un momento all’altro, sappiano tutte le lingue del mondo, senza aver preso lezioni.
Questa è una cosa che vi sarebbe utile a scuola: non aver bisogno di tanta energia per imparare, in diversi anni, quattro o cinque lingue, ma conoscere da un momento all’altro, senza studiarle, tutte le lingue del mondo.
Purtroppo, un tale miracolo non è mai avvenuto né alla Scuola Germanica Roma né in alcuna delle altre scuole in tutto il mondo.
Anche qui, vediamo il miracolo spettacolare nella Bibbia. Stupiamo, ma notiamo che è lontanissimo dalla nostra vita.
Cara Comunità,
non comprenderemmo correttamente il racconto del giorno della Pentecoste se guardassimo all’insieme solo come a uno spettacolo. Si tratta di qualcosa di più che di fuoco e tempesta o del dono delle lingue.
Quando entra in gioco lo Spirito Santo, non si tratta di esperienze straordinarie.
L’agire di Dio non è la tempesta e non è nel fuoco.
Lo Spirito Santo non regala spettacoli.
Il grande miracolo che avviene a Pentecoste è che le persone comprendono qualcosa.
Il grande miracolo è che per le persone diventa chiaro quale sia l’aspetto decisivo della vita.
Il racconto degli Atti degli Apostoli non si limita a narrare della tempesta e del fuoco o delle diverse lingue.
Tutto questo sarebbe solo uno spettacolo degno di nota.
Il racconto della Pentecoste raggiunge lo scopo quando Pietro comincia a parlare e fa una dichiarazione precisa.
Il racconto della Pentecoste tramanda il miracolo effettivo: le persone comprendono quel che Dio vuole da loro. Le persone comprendono quel che Dio ha in serbo per loro. Le persone comprendono che Gesù sarà la guida della loro vita.
Cari Confermandi, vedete, il vero miracolo, nella vita, non è costituito dagli spettacoli della Natura o da successi, ma dal fatto che noi comprendiamo nel modo giusto.
Perché il fatto che gli esseri umani si comprendano nel modo giusto è più che altro l’eccezione.
Il fatto che gli esseri umani comprendano se stessi sempre nel modo giusto, non è automatico. E i teenager se ne rendono conto nel loro cammino per diventare adulti.
Il fatto che gli esseri umani comprendano Dio nel modo giusto, e quindi anche il senso della loro vita, il perché siano qui e verso dove siano diretti, anche questo è piuttosto raro.
Ma se accade, allora è un miracolo; allora, è qualcosa di donato da Dio; allora, è qualcosa che viene operato dallo Spirito di Dio.
Il vero miracolo di Pentecoste, cara Comunità, non è uno spettacolo.
Il vero miracolo di Pentecoste è verità e chiarezza.
Il vero miracolo di Pentecoste non è una storia biblica lontana, remotissima.
Il vero miracolo di Pentecoste può accadere anche qui e oggi, tra noi.
Dio ti dice chi tu sei. E tu hai chiarezza riguardo all’intera tua vita.
Gesù Cristo ti viene incontro e tu trovi il tuo cammino attraverso la vita e, ciò che conta, in lui.
Questo è ciò che lo Spirito Santo porta a noi.
Questo è il cuore della sua azione – e tutto il resto sono apparizioni secondarie, che siano o no spettacolari.
A Pentecoste, il tema è comprendere ed essere compresi.
E, nella nostra vita, se siamo onesti, non si tratta di niente di diverso: noi vogliamo comprendere e vogliamo essere compresi dagli altri.
Dio ce lo rende possibile. Sì, senza di lui questo non funziona nel modo giusto.
Pentecoste non è uno spettacolo, ma è un momento donato di chiarezza e verità.
E così, cara Comunità riunita per la festa di Confermazione, questa benedizione di Isabel e di Giacomo, oggi, non è un momento magico, ma è un momento proprio realistico.
Siamo onesti: noi siamo quelli che siamo, con i nostri punti di forza e le nostre debolezze e Dio è colui che ci conosce fin nelle nostre ultime fibre.
Dio è colui davanti al quale possiamo stare con le nostre parti negative, perché non ci lascia cadere, come molti altri fanno, se non funzioniamo più o se non piacciamo più.
Isabel e Giacomo, oggi voi non vivete un momento magico, ma un momento assolutamente realistico.
Voi, oggi, qui, siete davanti a persone che hanno camminato e cammineranno con voi.
Voi siete davanti a Dio, davanti al quale potete stare come siete.
Non venite trasformati in qualche modo o assoggettati a un incantesimo, ma venite accolti come quelli che siete davvero. Questa è la promessa che ricevete oggi; e questo è anche, effettivamente, il cuore della fede evangelica.
Così si vive.
Parole oneste di persone oneste, che vogliono essere oneste con se stesse – e tutto questo davanti a un Dio che vi conosce, che vi vuole e che non pretende da voi nient’altro che questa onestà nei suoi confronti. Gesù mette in ordine tutto ciò che non quadra.
Questo è il filo rosso della vostra vita. Che oggi vi viene donato.
Che viene ripetutamente messo in mano a tutti noi. E se ciò avviene sempre di nuovo, se riconosciamo la linea nella nostra vita, allora ad operare è lo Spirito Santo.
E gli spettacoli del mondo possiamo lasciarli ad altri.
Amen